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144000 gatti in fila per sei

Centoquarantaquattromila è un numero interessante, almeno secondo molte antiche tradizioni e profezie. Per esempio per il calendario Maya, un Baktun – un elemento del loro computo lungo – è composto precisamente da 144000 giorni, equivalenti più o meno a 394 anni.

Nell’Apocalisse (Rivelazione) del lisergico Giovanni questo numero è citato ben tre volte:

Dopo questo, io vidi quattro angeli che stavano in piè ai quattro canti della terra, ritenendo i quattro venti della terra affinché non soffiasse vento alcuno sulla terra, né sopra il mare, né sopra alcun albero.
2 E vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il suggello dell’Iddio vivente; ed egli gridò con gran voce ai quattro angeli ai quali era dato di danneggiare la terra e il mare, dicendo:
3 Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché abbiam segnato in fronte col suggello i servitori dell’Iddio nostro.
4 E udii il numero dei segnati: centoquarantaquattromila segnati di tutte le tribù dei figliuoli d’Israele. (AP, 7:1-4)

Poi vidi, ed ecco l’Agnello che stava in piè sul monte Sion, e con lui erano centoquarantaquattromila persone che aveano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulle loro fronti.
2 E udii una voce dal cielo come rumore di molte acque e come rumore di gran tuono; e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe.
3 E cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti alle quattro creature viventi ed agli anziani; e nessuno poteva imparare il cantico se non quei centoquarantaquattromila, i quali sono stati riscattati dalla terra. (AP, 14:1-3)

Nell’Islam si fa riferimento ai 144000 compagni di Maometto, come anche al numero totale dei profeti dell’Islam. Abbiamo poi i Testimoni di Geova, che credono che precisamente 144000 ferventi cristiani dal 33° anno dopo Cristo fino ad oggi risorgeranno come spiriti immortali per passare l’eternità in paradiso, e molte altre chiese di ispirazione cristiana, che quindi fanno comunque riferimento all’Apocalisse di Giovanni.

Se la leggiamo e cerchiamo di interpretare questa profezia, pare dica che si incarneranno 144000 lavoratori della luce che salveranno il pianeta verso la fine della famigerata epoca kali yuga (che è quella in cui siamo ora e che dovrebbe concludersi, secondo i Veda, intorno al 2025), per cui – se non sbaglio i conti – la maggior parte di questi eletti si trovano qui ora e sono nel processo del risveglio per la loro divina missione sul pianeta. Non che ne siano consapevoli, però.

Secondo alcuni maestri spirituali e vari medium psichici la memoria di questi 144000 è stata programmata a tempo, in modo da attivare al momento giusto il ricordo della loro vera identità, della missione e dello scopo nell’incarnarsi sulla Terra in questo momento cruciale della storia del pianeta (Ascensione). E, come ho detto, lo scopo è quello di salvarlo, il pianeta.

Anzi, no. La Terra non ha bisogno di essere salvata: se la cava comunque, con noi o senza di noi. Non si tratta di una battaglia epica tra le forze del bene e del male in questa dimensione fisica. Quello che abbiamo bisogno di salvare è la nostra specie: c’è qualcosa di profondamente marcio e distorto nella nostra psiche collettiva ed è lì che bisogna lavorare. Quelle che chiamiamo “forze del male” sono semplicemente delle proiezioni delle nostre parti di ombra che devono essere illuminate e guarite.

I lavoratori della luce agiscono su molti livelli: guariscono la mente, il fisico, l’emozioni e lo spirito. E lo possono fare attraverso l’energia che emanano, quando diventano capaci di controllarla e maneggiarla. E’ questo il vero significato del “salvare il pianeta dalle forze del male”: ci aiutano a guarire l’oscurità insita nell’umanità. Questo numero così preciso starebbe ad indicare una quantità che, se raggiunta, può creare un’onda potente che non può essere fermata (la massa critica). Un’onda che monda l’intero mondo dai comportamenti negativi che bloccano il nostro vero potenziale d’amore.

Chi sono questi 144000? Ovviamente non si sa, non è che esiste un’elenco da qualche parte con scritti nomi e cognomi. Però, sempre secondo antiche tradizioni, queste sarebbero le caratteristiche che portano con sé. Se risuonate con tutte è possibile che siate una di quelle anime incarnate:

– Vi siete sempre identificati nell’infanzia con dei personaggi eroici o anche con dei supereroi. E lo fate ancora adesso anche se siete adulti;

– Avete uno scopo profondo di cui pochi sanno. Non è che proprio lo sapete con certezza, ma intuite che siete qui per qualcosa di più grande;

– Avete una comprensione immediata e naturale di concetti spirituali, conoscenza superiore e saggezza cosmica, anche se non avete mai studiato queste cose;

– Amate la gente ma anche la odiate allo stesso tempo. Vi rende confusi questa cosa. E’ come se li amaste incondizionatamente per quel che sono nel loro nucleo centrale, ma li odiaste per tutta la spazzatura che li impedisce di splendere, fatta di ego, di dipendenze, di decisioni stupide e di negatività;

– Avete problemi d’ansia o anche attacchi di panico (sempre meno, man mano che ricordate chi siete);

– Amate gli animali e soffrite molto per la sofferenza che procuriamo loro solo per soddisfare i nostri bisogni;

– Non sopportate l’ingiustizia;

– Cercate sempre di alleggerire l’umore. Se qualcuno è in tensione gli raccontate una storia divertente; se qualcuno è giù fate del vostro meglio per tirarlo su; se qualcuno vi chiede aiuto non esitate a darlo;

– Tendete ad ispirare gli altri, anche se non ve rendete conto;

– Amate fondere le dualità nell’unità, tipo scienza e spiritualità, tecnologia e natura, energie maschili e femminili, psicologia e filosofia.

Secondo l’orologio cosmico siamo nell’ultima ora (l’undicesima)  prima dello scadere della mezzanotte, quando i rintocchi cambieranno profondamente gli abitanti del pianeta. Quindi ora è tempo che tutti i 144000 si attivino. E’ tempo di stropicciarvi gli occhi dopo il sonno, di scrollarvi dalla testa il sogno incantatore del materialismo, di svegliarvi con un buon caffé di consapevolezza, farvi su le maniche e mettervi in testa un bel cappello pensante.

Smettetela di seguire norme e direzioni segnate da altri. Avete qualcosa da offrire a questo mondo e dentro, nel profondo, sapete cos’è. Fate quello che siete venuti a fare qui. Se ancora non lo sapete di preciso, allora fate quello che sentite essere buono e naturale per voi, quello che vi fa sentire vivi.

Fate come i gatti. 🙂

Con amore,
Yel

 

 

 

 

 

 

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