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Apertura Ermetica

Il vocabolo “ermetico” si utilizza nel quotidiano solitamente con due accezioni: una è quella di “segreto, enigmatico o incomprensibile”, come può essere a volte il senso di una canzone, di una poesia o di un saggio di filosofia; l’altra invece è quella di “perfettamente chiuso, che impedisce qualsiasi passaggio di fluidi (per esempio, l’aria) tra gli ambienti separati dalla chiusura“. Paradossalmente però, l’origine della parola fa riferimento ad una apertura.

Ermetico arriva dal latino medievale “hermeticus”, e a sua volta deriva dal nome del dio greco Hermes, nome originale di Mercurio, il messaggero degli dei, il cui nome arriva dal  leggendario Hermetes  Trismegistus, alchimista e maestro dei maestri già conosciuto presso gli antichi egizi, (che lo chiamarono Thoth), autore della famosa Tavola Smeraldina.

Hermetes Trismegistus (“tre volte grande” o il “più grande dei grandi”) è considerato il padre della saggezza occulta, il fondatore dell’astrologia e lo scopritore dell’alchimia. I dettagli della sua vita sono ormai perduti nel tempo dei migliaia di anni trascorsi, e molti paesi dell’antichità hanno disputato l’onore di avergli dato i natali, un po’ come per Cristoforo Colombo. Si dice che provenisse dall’antica Atlantide e che visse più di trecento anni, soggiornando a lungo in Egitto, che fosse un contemporaneo di Abramo (e anche suo insegnante), e che appunto lì desse vita alla scuola iniziatica, madre di tutti gli insegnamenti esoterici occidentali che fiorirono poi nello Gnosticismo e nel primo Cristianesimo.

All’inizio del secolo scorso venne pubblicato in forma anonima (gli autori si firmarono semplicemente “I Tre Iniziati”) un piccolo libro intitolato “Kybalion: la filosofia ermetica”, in cui appunto venivano illustrati i principi fondamentali degli insegamenti ermetici. Il testo è scaricabile gratuitamente in formato .pdf (in inglese) a questo indirizzo.
Il significato del termine “Kybalion” è andato perduto, ma quello che sappiamo è che raccoglie i principali precetti che sono stati tramandati  oralmente da insegnante a studente e mai compilati in forma scritta. Questi insegnamenti constavano di una serie di massime, assiomi e principii che non potevano essere compresi dai non-iniziati, ma erano chiari e lampanti per gli studenti,  e costituivano i principii basilari dell’arte dell’Alchimia Ermetica, che contrariamente a quanto si pensa, aveva a che vedere con la padronanza delle forze mentali, piuttosto che degli elementi materiali. La leggendaria trasmutazione del piombo in oro con l’utilizzo della pietra filosofale, era in realtà un’allegoria riferita alla mutazione dell’energia spirituale attraverso la “pietra”della conoscenza. (cfr. “Su questa pietra edificherò la mia chiesa” detto da Cristo).

Non è mia intenzione riassumere il libro in questione, ma voglio esporre in forma sintetica quelli che sono i sette principii fondamentali che vi sono racchiusi. Sono insegnamenti eterni e che aiutano a comprendere il funzionamento dell’Universo, che è anche la chiave per trovare l’oro che è in tutti noi.

I Sette Principi Ermetici

I principii della verità sono sette; Colui che li comprende possiede la chiave magica che con il suo tocco spalanca tutte le porte del tempio. (Kybalion)

1.Il principio del mentalismo.

Tutto è mente; l’universo è mentale.
Questo principio contiene la comprensione che ogni cosa nell’universo è creata dal pensiero o dalla mente. Non vi è nulla che esista nell’universo materiale che non sia così. Anche Edgar Cayce, il grande chiaroveggente americano, soleva ripetere che ” i pensieri sono cose”. L’intero universo è stato creato dal pensiero del Creatore. Noi, figli del Creatore, a nostra volta creiamo sia metafisicamente che fisicamente attraverso il potere delle nostre menti. Questa grande legge, nella psicologia spirituale afferma che con il nostro pensiero creiamo la nostra realtà. Ogni cosa che esiste è spirito: la materia è spirito raddensato; lo spirito è materia raffinata. “Tutto è energia.” (Einstein)

2. Il principio della corrispondenza.

Come sopra così sotto: come sotto, così sopra.
Questa legge significa che i pensieri e le immagini che conteniamo nella nostra mente conscia e inconscia si manifestano specularmente nelle nostre circostanze esterne. Il mondo esteriore è uno specchio del mondo interiore. Se abbiamo pensieri di povertà non avremo denaro. Se produciamo pensieri e immagini di una cattiva salute, questi si manifesteranno nei nostri corpi fisici.  Questa legge funziona incessantemente sia per le cose positive che quelle negative. Comprendendola possiamo usarla a nostro beneficio anziché a nostro svantaggio. La Terra è una scuola per praticare questa legge, che implica il controllo della mente e dello spirito. Più esperti diventiamo nel controllare queste vibrazioni, più velocemente accade la manifestazione dei nostri pensieri.

3. Il principio della vibrazione.

Nulla sta fermo; Ogni cosa è in movimento; Ogni cosa è in vibrazione.
Questo principio spiega la differenza delle diverse manifestazioni della materia e dello spirito. Esiste un continuum di vari gradi di vibrazione, dal puro spirito fino al più grossolano livello materiale. Ogni atomo e molecola vibra con una precisa velocità, moto e frequenza. E’ la combinazione di queste frequenze che determina la forma di ogni oggetto, sia fisico che metafisico. Poiché ogni cosa non sta mai ferma, anche un oggetto fisico come una sedia, è in realtà in uno stato di moto. All’interno dell’atomo ci sono gli elettroni che vibrano, e c’è uno spazio tra gli atomi e le molecole. Questo vale per tutto: dal sistema solare, alle galassie, all’universo. Noi possiamo far vibrare in modo differente il nostro corpo, attraverso l’uso del nostro pensiero.

4. Il principio della polarità.

Ogni cosa è duale; Ogni cosa possiede dei poli; Ogni cosa ha il suo opposto; Gli opposti sono identici nella loro natura, ma differenti nella gradazione; Gli estremi si incontrano; Tutte le verità sono mezze verità; Tutti i paradossi possono essere riconciliati.
Prendiamo per esempio il caldo e il freddo. Sebbene siano opposti sono in realtà la stessa cosa, è solo una questione di gradazione. Se guardiamo un termometro possiamo dire dove comincia il caldo e dove il freddo? Sono concetti asssolutamente relativi a certe caratteristiche fisiche o di preferenza individuale. La stessa cosa si applica a tutte le coppie di opposti: luce e oscurità, grande e piccolo, duro e soffice, positivo e negativo.
Lo stesso principio si applica anche al piano mentale della realtà. Per esempio, amore e odio sono la stessa cosa ma a gradazioni differenti. L’importanza di questa legge sta nel comprendere la propria capacità di trasmutare e modificare le vibrazioni da un estremo ad un altro, che poi è lo studio dell’alchimia. L’odio (piombo) può essere trasformato dalla mente in amore (oro). Il sé inferiore può essere trasformato nel Sé Superiore. Il corpo fisico può essere trasformato nel corpo di luce (ascensione). La separazione può diventare unione. La guida condotta dall’ego negativo può diventare quella condotta dall’anima, utilizzando l’arte della polarizzazione.

5. Il principio del ritmo.

Ogni cosa scorre, dentro e fuori; Ogni cosa ha il suo flusso; Tutto ascende e declina; L’oscillazione del pendolo si manifesta in ogni cosa; La misura dell’oscillazione a destra è la misura dell’oscillazione a sinistra; Il ritmo si compensa.
Questa legge la vediamo all’opera in ogni manifestazione delle nostre vite. La vediamo nelle onde del mare; la vediamo nel nostro bisogno di riposo dopo la fatica; la vediamo nell’ascesa e nel declino degli imperi; la vediamo nella creazione di stelle e soli e nel loro conseguente collasso. Per ogni azione esiste una reazione uguale e opposta.
La vediamo nel nostro respiro e la vediamo agire anche nei nostri stati mentali, e in questo caso è molto utile riuscire ad applicare il concetto della neutralizzazione. L’insegnamento ermetico non ha il potere di causare o annullare il ritmo, ma può aiutarci a sfuggire al suo effetto entro certi limiti, capendo come utilizzarlo invece di esserne utilizzati. Se siamo in un polo e non vogliamo che il ritmo ci porti automaticamente all’altro polo, possiamo creare con la volontà e il distacco  uno stato di consapevolezza che rimanga stabile e non oscilli come un pendolo.
La massa dell’umanità vive a livello mentale e emotivo come se fosse sulle montagne russe. L’ideale è quello di raggiungere uno stato di coscienza di divina indifferenza, di assenza di mente, di pace interiore e di gioia. Il concetto è quello di essere sempre consapevoli, sia che si abbia un profitto o una perdita, piacere o dolore, salute o malattia, vittoria o sconfitta, rifiuto o elogio. E’ una sorta di neutralità o oggettività, che non è sottoposta alle oscillazioni del ritmo tra le polarità.

6. Il principio della causa ed effetto.

Ogni causa ha il suo effetto; Ogni effetto ha la sua causa; Ogni cosa accade in accordo con questa legge; Ci sono molti piani che possono causare gli effetti, ma nulla sfugge alla legge.
Nell’universo non esiste il caso e ogni cosa è governata da leggi. Ci sono leggi fisiche, emozionali, mentali e spirituali. Comprendendo queste leggi impariamo ad operare nella grazia anziché nel karma. Spesso non conosciamo la causa della ragione per cui ci accadono le cose. Questo succede perché ci sono ben sette dimensioni di realtà dove la causa può avere origine. Nessuno può esserne esente, anche se può sembrare che qualcuno lo sia. Ma non lo è.
L’uomo comune della strada è un effetto e non una causa: è un effetto e una vittima di pensieri, stati d’animo, emozioni, desideri, appetiti, delle altre persone, del proprio bioritmo, del proprio fisico, di vite precedenti, di programmazioni inconscie, del tempo, delle influenze astrologiche, dalla moda, delle illusioni, dell’ambiente, tanto per fare qualche esempio.
Colui che impara a padroneggiare questa legge s’innalza sopra tutto questo e evolve, andando oltre il piano della causa ed effetto, o meglio: diventando causa e non effetto. La chiave è quella di saper controllare la propria mente, che porterà ad un controllo delle emozioni e dei desideri, e anche ad un controllo del proprio corpo e dei suoi appetiti. Imparando ad essere costantemente vigili e permettendo solo pensieri di amore, salute in perfetto stato, prosperità, gioia, unità e calma, questo creeremo sia all’interno che all’esterno, perché i nostri pensieri causano la nostra realtà.

7. Il principio del genere.

Il genere è in ogni cosa; Ogni cosa ha i suoi principii maschili e femminili; Il genere si manifesta su ogni piano.
Ogni cosa è composta da yin e yang. Sul piano fisico ogni persona ha un corpo maschile o femminile, anche se ognuno è in realtà androgino, con qualità maschili e femminili. Ogni persona possiede i due emisferi cerebrali destro e sinistro.
Questa legge si applica, oltre a quello fisico,  anche agli altri piani emozionale, mentale e spirituale. Il Padre Creatore e la Madre Terra, emozioni e tipi di pensiero yin e yang.
Il cammino spirituale è un cammino di equilibrio e integrazione. Buddha lo chiamava il cammino di mezzo, ovvero non la scelta tra auto-indulgenza o ascetismo, ma nell’equilibrio tra gli aspetti maschili e femminili che stanno dentro di noi; nell’equilibrio tra gli aspetti terreni e quelli celesti. E’ un cammino di equilibrio tra l’anima e l’ego, tra i sette corpi e i sette chakram. Per fare questo è necessario trascendere l’ego negativo e mantenerlo poi in una relazione equililibrata con l’anima, la quale si prenderà cura del corpo ma non dovrà eccedere, interpretando la nostra vita.

 

Con amore,

Yel

 

 

 

 

 

 

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