Come funzionano gli stati energetici

E naturalmente non sto parlando del gas della Russia o del petrolio del Kuwait.
Mi riferisco agli stati energetici che quasi costantemente si muovono dentro di noi. “Muoversi dentro” non è precisamente esatto visto che noi siamo fatti tutti di pura energia, quella che permea e origina tutto il creato; quindi è forse più esatto dire “gli stati energetici che siamo“: in fondo “stato” è il participio passato di “essere”, quindi tutto torna. Ogni stato energetico è definito da una serie di quattro condizioni che diventano altrettante semplici domande, le cui risposte poi definiscono il livello e la qualità dell’energia presente. Le domande sono:

  1. Come ti senti
  2. Cosa vuoi fare
  3. Come ti vedi
  4. Come vedi gli altri

Ora possiamo analizzare e catalogare i dieci (potrebbero essere di più, ma dieci è un bel numero) stati energetici.

I primi cinque fanno parte del Regno dell’ego, la cui atmosfera – diciamo – è satura di quella madre di tutte le emozioni negative che si chiama Paura. E’ un regno in cui si vive costantemente nel dolore, di varia gradazione certo, ma comunque non è un bel posto per andarci in vacanza, figuriamoci viverci.

Il livello più basso di questo regno, il primo stato energetico che incontriamo è quello che ci fa sentire nella vergogna, che ci fa venir voglia di nasconderci, che fa percepire noi stessi senza valore e che ci fa vedere che gli altri sono separati da noi. Il primo esempio che mi viene in mente per questo stato è quello del tossicodipendente autodistruttivo, non importa la sostanza che viene utilizzata.

Il secondo stato energetico è quello che ci fa sentire propriamente nel dolore. Qui vogliamo solo piangere perché ci vediamo senza alcuna speranza e gli altri, anche quelli che ci vogliono aiutare, sono assolutamente fastidiosi. Direi che è la descrizione perfetta per un depresso cronico.

Nel terzo invece è la paura che ci caratterizza. Una paura che ci fa scappare via da ogni cosa, perchè pensiamo che non ci sia nessuno che possa aiutarci e anzi vediamo gli altri come una minaccia pericolosa. Molti sono in questo stato, almeno a giudicare dalle vendite dei sistemi di allarme e, in certi paesi dove è legale, delle armi da difesa. Ma si può scappare via anche in altri modi, rincoglionendosi con droghe, sesso e iperattività di vario genere.

Il quarto stato (non quello di Pelizza da Volpedo) è precisamente speculare a quello precedente, ovvero la sua esternazione attiva. Qui siamo nella rabbia e quello che vogliamo fare è attaccare. Chi, non importa molto, basta che sia leggermente diverso da noi. Il fatto è che ci vediamo come dei difensori perché sono gli altri che ci stanno offendendo (spesso con richieste di diritti negati). E’ facile vedere come in questa categoria ci stiano tutti gli odiatori: quelli che odiano per razza, per genere, per scelte politiche, religiose, eccetera eccetera.

Nel quinto passiamo ad una categoria che non usa la forza bruta ma altri mezzi più persuasivi. L’energia qui è vista come speciale (migliore) e quello che vogliamo fare è controllare (comandare), perché noi ci sentiamo superiori e gli altri sono naturalmente inferiori. Di solito questi comandano quelli del quarto stato e non si sporcano le mani. La grande quantità dei nostri governanti peggiori fa parte di questa colonia.

Dal sesto livello in avanti passiamo nel Reame del vero Sé, definito anche Sé Superiore, che è il vero sovrano del regno dell’uomo ma che spesso è chiuso a chiave e tenuto prigioniero in qualche profonda segreta dal signor ego, che ne ha una paura fottuta. E qui le cose cambiano, nel senso che l’energia dominante, l’emozione che vive in questa zona è quella dell’Amore. E non ho bisogno di dirvi quanto sia bello provarlo, riceverlo, farlo, insomma viverlo.

Il sesto stato è il primo che proviamo quando riusciamo a mettere un po’ l’ego da parte ed è uno stato in cui siamo potenziati, nel senso che ci stiamo riprendendo il nostro vero potere. Questo ci fa venir voglia di lasciar andare, ci vediamo pieni di speranza e però vediamo gli altri (non tutti ma quasi) come dei pessimisti. Dal punto di vista del Sé è facile vedere gli altri che sono nella negatività dell’ego. Qui ci stanno tutti quelli che iniziano a risvegliarsi e a capire che il mondo non è proprio come ci han fatto credere.

Il settimo piano è abitato da quella mamma che si chiama comprensione. E qui vogliamo costantemente provarci e riprovarci, perché siamo guidati dalla volontà, quella ferrea e incorruttibile, e vediamo gli altri come simpatici (se sono in sintonia con noi). Abitano questo livello tutti i piccoli maestri che incontriamo spesso che ci riservano un sorriso, uno sguardo amorevole o un aiuto di ogni tipo.

L’ottavo livello porta la simpatia più in alto e la fa diventare empatia, ovvero rivolta verso tutti. In realtà comincia a sparire il concetto io/altri e quello che vogliamo fare è semplicemente essere nel momento presente. Siamo rivestiti di una linda tunica fatta di perdono e tutti sono cooperativi, ognuno a modo suo. Di solito chi si trova qui, trova il modo di diffondere la sua energia attraverso incontri, libri, conferenze e altro.

Nel nono stato siamo proprio nell’Amore, nel senso che siamo innamorati della vita, del creato e di tutto quello che possiamo vivere e sperimentare. Tutto quello che vogliamo fare è solo esprimere questo amore e siamo aperti a tutto, ma proprio a tutto, perché tutto è amore e gli altri sono dei grandi co-creatori di questa forza travolgente. Molti grandi leader spirituali hanno raggiunto e vissuto in questo stato, voi sapete chi, dove e quando.

Al decimo livello le cose diventano molto, molto semplici. La vita è bella, non vogliamo nulla, siamo totalmente grati e gli altri (quali altri?) sono bellissimi. E punto, che altro c’è da dire. Solo da arrivarci.

Con amore (diciamo di settimo livello, forse),
Yel

 

 

 

Lascia un commento :

Pubblicato da

Avatar