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Depressione ne abbiamo?

Rollo May, uno dei padri fondatori del counseling, ha detto che “la depressione è l’incapacità di costruire un futuro“. Se, come me, avete (o state) provando un po’ di ansia depressiva di questi tempi, sappiate che ogni volta che si compie un viaggio (e che viaggione stiamo facendo) è normale che ci sia della tensione. Qualcuno può anche avere l’impressione di essere stato catapultato nel bel mezzo di uno strano esperimento, senza uno straccio di libretto di istruzioni.

Il fatto è che le abbiamo perdute le istruzioni, dal momento che viviamo in un tempo dove il sacro è stato sostanzialmente eliminato dalla mente umana: senza sacro non può esserci una visione, e senza una visione si muore. Tutti i dati scientifici dicono che siamo destinati ad estinguerci e nessuno sembra avere soluzioni praticabili in tempi rapidi per impedire questa estinzione di massa.

Nel sistema di pensiero mondiale esiste solo la possibilità di una apocalisse (intesa come un armageddon finale) cataclismatica. Se seguiamo la progressione logica applicata all’attuale situazione planetaria, vediamo che tutto punta ad una riduzione di massa della popolazione. Non c’è bisogno di essere complottisti per vederlo. Ci sono forze che stanno manipolando per arrivare a guerre civili, a guerre interculturali e anche ad una guerra mondiale. Non esiste una possibilità di uscita differente con lo scenario corrente. Non esiste una soluzione umana a questo stato delle cose: non con questo attuale modello di pensiero.

Ma forse il punto è proprio questo. Noi pensiamo che questo nostro mondo debba durare per sempre, dimenticando che tutto ciò che è forma alla fine scompare. Lo sappiamo che siamo destinati ad andarcene, e ne abbiamo paura, ma la vera paura non è veramente quella della morte, ma la paura di vivere. Per poter davvero vivere abbiamo bisogno di affrontare noi stessi e vederci in quel vuoto e in quella profondissima solitudine che risiede al nocciolo della nostra esistenza. E’ di questo che abbiamo paura, così proviamo a distrarci in ogni modo possibile. Lo psiconauta Terence McKenna lo ha detto così: “Ci distraiamo dalla nostra estinzione“.

Dalla prospettiva dell’anima, la società è basata sulle illusioni di massa, è regolarizzata dalla falsa programmazione del tempo e produce abitudini meccaniche che ormai sono diventate anche manipolazioni elettromagnetiche della mente. Tutti i governi, le istituzioni e i media dicono alla mente dove può e dove non può andare, anche tra coloro che si considerano liberali o progressisti. I pochi veri liberi pensatori rimasti non sono ascoltati o sono ridicolizzati.
Pensiamo di progredire ma come può esserci progresso se ancora stiamo vivendo in una frequenza di tempo falsa e antiquata? (il calendario gregoriano che utilizziamo è del 1582, ed è quanto di più innaturale possa esistere nell’organizzazione del tempo, ma ci scriverò un post apposito). Come può esserci progresso se ancora non abbiamo risolto noi stessi, compreso le nostre emozioni e le nostre relazioni? Come può esserci un reale progresso se i diritti fondamentali umani come l’acqua, l’aria e il cibo puliti non sono accessibili a tutti (e ormai nemmeno a pochi)?

Wilhelm Reich, uno dei grandi pensatori calunniati e morti in prigionia, faceva riferimento alla nostra era moderna come una società seduta, che non era per nulla cambiata dal tempo di Cristo:

I conflitti economici e sociali sono oggi pure esatti duplicati di quelli che c’erano allora (al tempo di Cristo): Imperatori e governatori stranieri di nazioni schiavizzate, oneri fiscali e odio nazionale e zelo religioso e collborazione tra i leader delle popolazioni sottomesse con i conquistatori, e tattiche e diplomazia e tutto il resto dello show.
(L’assassinio di Cristo, 1953)

Sto rileggendo, per l’ennesima volta, Maurice Nicoll: “L’Uomo Nuovo. Interpretazione di alcune parabole e di alcuni miracoli di Cristo” e, ragazzi, quanto poco abbiamo capito della storia del Cristo. Per poterla comprendere dobbiamo cominciare a pensare in una dimensione cosmica, e per poter fare questo abbiamo necessità di intervalli regolari di silenzio e autoriflessione, ma quanti hanno il tempo per farlo? Chi possiede il tuo tempo, possiede la tua mente, e chi possiede la tua mente possiede la tua anima. Chi è che ci possiede? Facebook? Il nostro smartphone? I media? Il lavoro forsennato?

Solo se ci fermiamo e ci prendiamo del tempo per comprendere la nostra mente possiamo sapere in che stato attuale di coscienza siamo. Se non lo facciamo il risultato porta ansia, irritabilità, depressione, senso di inadeguatezza e così via, perché stiamo incamerando più informazioni di quelle che possiamo catalogare e elaborare. Entriamo in uno stato di reazione dove sono le emozioni che ci innescano (e poi esplodono).

Ancora Rollo May: “Ci vuole molto più coraggio a preservare la libertà interiore, a muoversi nel proprio viaggio interno verso nuove realtà, piuttosto che ergersi con aria di sfida per la libertà esteriore“. Non sto dicendo che non sia importante essere consapevoli di quello che avviene sul nostro pianeta, ma che è ugualmente importante integrare le informazioni che si ricevono e comprenderle dall’interno. E più si scende nella tana del bianconiglio e più si scopre che il mondo non è affatto come ci hanno raccontato. Quello di cui abbiamo bisogno è una nuova coscienza.

La nuova coscienza è un’onda armonica che ci consente di entrare in diretta risonanza con la Fonte (chiamatela come volete), bypassando il sistema artificiale di controllo. Per arrivarci, oltre ai tre punti sotto elencati, c’è bisogno anche di uno spostamento nella concezione del tempo. Pare che uno strumento universale e pratico sia il calendario basato sulle 13 Lune, lo sto studiando e poi ci scriverò. Comunque, nel frattempo tenete a mente queste cose:

Disciplina. Prendetevi un po’ di tempo ogni giorno per rimanere in silenzio. Fate che diventi un’abitudine come lavarvi i denti. La disciplina crea coerenza e stimola la memoria, la quale potenzia l’intuzione, il sapere direttamente in connessione con la Fonte. E’ il ricordo dell’Essenza, e quando l’Essenza viene ricordata non c’è più bisogno di guru. Il potere rimane in noi, non lo diamo a qualcuno per poi biasimarlo.

Domandatevi: Sto costruendo ponti o muri? Costruiamo ponti quando cerchiamo di comprendere punti di vista che sono differenti dai nostri. Viceversa costruiamo muri quando forziamo il nostro punto di vista su quello di un altro, e non importa se ci sentiamo nel giusto. C’è sempre da imparare da ogni punto di vista e non dobbiamo mica essere d’accordo per imparare. E se magari il principale scopo della vita fosse quello di capire tutti i punti di vista di tutte le creature esistenti?

E anche: Sto reagendo a un mondo fatto di paura, o sto agendo da un mondo fatto di amore? E’ possibile che l’intera civiltà globale sia costruita su una struttura di realtà basata da un’emanazione erronea prodotta da qualcosa di malato, il cui fine è quello di tenere sotto controllo il nostro corpo emozionale, attraverso le risposte emotive che noi gli diamo? Ogni volta che gli prestiamo attenzione, nel bene o nel male, questo sistema oscuro è felice e cresce in grandezza e forza. Fa di tutto per distrarci e non farci accedere all nostra propria Fonte Creativa, perché sa che se collettivamente ci liberiamo, sarà questo mondo di paura ad estinguersi, non certo noi.

Con Amore,
Yel

 

 

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