Macchina Biologica

Il Duello

Penso di poter tranquillamente dire che “Revolver” di Guy Ritchie (2005) è il film che ho visto più volte e che non mi stancherò mai di rivedere. Infatti ieri sera l’ho rivisto e, come sempre capita, ogni volta scopro qualcosa in più. E’ un po’ come quando si rilegge qualche libro denso e importante, già zeppo di sottolineature e note a margine, al quale però ad ogni rilettura se ne aggiungono di nuove. E’ evidente che il film o il libro sono sempre gli stessi, non è che cambiano col passare del tempo, ma siamo noi invece che cambiamo e che quindi possiamo rinnovare la sorpresa di trovarci qualcosa di nuovo.

Non voglio fare una recensione del film: è un argomento troppo vasto e meriterebbe la scrittura di un saggio di qualche centinaio di pagine. Posso solo dire che se non l’avete visto dovreste rimediare alla mancanza. Sebbene all’apparenza sia un gangster movie, è in realtà uno dei film più esotericamente spirituali mai realizzati.

Ho estrapolato e tradotto una delle scene più illuminanti, il dialogo in ascensore tra il protagonista Jake Green e il suo ego. Quindi in effetti più che un dialogo è un monologo. La stessa scena, doppiata in italiano, la trovate in video alla fine del post. Ma consiglio di leggere prima la trascrizione del testo.

Voce fuori campo: – Ovunque tu non voglia andare è dove lo troverai. Di cosa hai paura Mr. Green?

Jake Green entra in ascensore. (Soffre di claustrofobia). L’ascensore si ferma a metà tra il dodicesimo e il quattordicesimo piano (negli Usa spesso non c’è il tredicesimo). Le luci si spengono.

Ego: – Perché ti fai questo Jake? E’ troppo stretto, Jake. Dobbiamo uscire… Morirai in uno spazio minuscolo, Jake. Si deve uscire! Siamo bloccati, bloccati. Le pareti si stanno avvicinando. E’ stretto. Ho paura. Dobbiamo uscire.

Jake: – Posso sentirti.

Ego: – Cosa?

Jake: – Posso sentirti… Ti sto addosso.

Ego: – Chi si prende cura dei bei momenti? Siamo una squadra. Siamo i migliori amici, Jake. Vuoi liberarti di me? Conosci la vita senza di me? No! Perché non… esiste! Forse che parlano di me, Jake? No! Perché io non esisto! Allora racconta a tutti i tuoi amici di me, Jake. Io ti proteggo e io ti controllo. Io dico, tu obbedisci. Se io dico che sei spaventato… tu sei spaventato.
Hai ascoltato l’altra parte, vero Jake? Hai ascoltato della gente che vuole farti del male. Gente nuova. Nuova! Non vecchi amici come me. Gente a cui non dovresti credere. Non io. Io sono sempre stato tuo amico, fin dall’inizio. Liberati di loro, Jake, per sempre. Sono loro i nemici, non io. Loro sono nuovi, io sono vecchio! Io resto, loro vanno via!
Io dico, tu fai! Tu fai… Sei debole senza di me, debole. Siamo noi contro loro, Jake. Noi contro loro.

Jake: – Sto venendo a prenderti.

Ego: – Vuoi liberarti di me? Vuoi fare di me un nemico? Vuoi liberarti di me, vero? Vero!?

Fa il gesto di spararsi alla tempia, poi si spara davvero. Scompare dal quadro ma dopo un attimo ritorna.

Ego: – Ancora qui, Jake?  Da quanto tempo mi prendo cura di te? Non puoi vincere questa cosa senza di me. Sai perché? Io sono te!

Jake: – Tu non sei me.

V.f.c.: – L’inganno più grande che abbia mia fatto è farti credere di essere te.

Jake: – Tu non sei me.

Ego: – Io sono te!

Jake: – Tu non sei me.

Ego: Avanti! Io sono il tuo miglior amico! Io sono te!

Jake: – Tu non mi controlli. Io controllo te.

L’ascensore si illumina e riparte.

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