Macchina Biologica

Il sogno di Van Gogh

Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno“, pare abbia detto Vincent Van Gogh, e poi sfornava quel popo’ di capolavori che conosciamo. Io non dipingo, ma i miei sogni, negli ultimi mesi, sono diventati degli enormi murales coloratissimi  che sembrano contenere tutto il mio passato fatto di persone conosciute, situazioni familiari, luoghi frequentati e passioni vissute. Non ricordo di aver mai sognato in modo così vivido, nemmeno da bambina: sogni intensi, colorati, lunghissimi e assolutamente coerenti al loro interno, quanto – spesso – incomprensibili nel loro significato. A volte questi sogni diventano incubi, con componenti violente e spaventose e mi fanno svegliare più volte nella notte, sudata fradicia e in preda all’ansia. Oppure sono così emotivamente simbolici che mi fanno risvegliare piangendo di commozione. Penso di poter dire che è così anche per molti di voi, dalle informazioni che scambio con un po’ di amici e conoscenti.

Questi sogni vividi fanno parte del processo dell’Ascensione per un paio di motivi. Come sappiamo questo processo avviene attraverso una modificazione energetica: la nostra coscienza si sta sintonizzando su nuove frequenze più alte; così come sta facendo il pianeta, e nei giorni scorsi la Risonanza Schumann ha raggiunto l’8 maggio un incredibile picco di 120 hertz: in parole più semplici stiamo cominciando tutti a vibrare più velocemente.

Sappiamo che il processo in atto ha il fine, attraverso questo passaggio da un stato vibrazionale più basso ad un più alto, di renderci non solo più potenti ma anche più felici. Il fine ultimo è quello di poter vivere in uno stato di unità e di poter sperimentare la totale maestria dell’essere umano pur rimanendo nel corpo fisico e con una identità individuale. Per fare ciò abbiamo bisogno di ripulire tutte le componenti di cui siamo fatti, sul piano spirituale (o energetico), sui corpi fisico, mentale ed emotivo, e anche sull’ego, di tutta l’energia negativa che c’è: diversamente non possiamo accedere ad un piano superiore (ho utilizzato spesso in altri post l’analogia con un videogame: per poter passare al livello successivo devi aver risolto le situazioni di quello precedente).

Questa energia negativa, che è raccolta sotto il grande cappello della paura, è bloccata nei nostri vari corpi fisico, mentale, emotivo, ecc. sotto forma di memorie, programmazioni neurologiche, modelli di comportamento, emozioni e pensieri. Le nostre vite reali ci sottopongono continuamente situazioni, eventi e persone che portano alla luce questa negatività, in modo che possiamo affrontarla e rilasciarla, ma questo è un compito molto duro e faticoso da svolgere. Richiede un’autosservazione e una consapevolezza continue, e non siamo ancora al livello dei maestri zen per poterlo fare.

Ed ecco allora che il nostro amico Sé Superiore (buon’anima, mi vien da dire) ci viene in aiuto e ci fornisce l’opportunità di rilasciare questa vecchia e pesante energia (che spesso non è solo nostra, ma di tutta la nostra catena familiare, ancestrale e facilmente anche di vite precedenti) attraverso i sogni, in cui possiamo rivivere simbolicamente e senza reale pericolo le emozioni e le espressioni di energia negativa che devono essere purificate. E come sempre, tutto avviene con una precisione chirurgica: certi incubi ricorrenti, per esempio, portano il significato di qualcosa che deve essere rilasciato il più presto possibile.

Questo qualcosa non deve però essere analizzato in modo razionale: non è possibile accedere alla simbologia che il piano astrale (o l’inconscio, per la scienza) utilizza per compiere il suo lavoro. Il contenuto del sogno o dell’incubo non è importante: sono le sensazioni, le emozioni, i pensieri e anche gli effetti “fisici” che proviamo che devono essere lasciati liberi di esprimersi a livello energetico, per poter essere rilasciati. Per fare questo è sufficiente tenere a mente che l’unica cosa che possiamo fare quando sogniamo è lasciare che le cose accadano, e quando poi ci svegliamo e ricordiamo, invece di attaccarci – se è un incubo – al senso di negatività che proviamo, dirci semplicemente: “Va beh, questo mi è apparso perché deve essere rilasciato, grazie per esserti mostrato e ciaociao, a non rivederci più”. Al contrario, se invece è un sogno a portarci una nuova esperienza di esistenza positiva, quando ci svegliamo sguazziamoci dentro, crogioliamoci nel ricordo di come ci siamo sentiti. Rendiamolo parte della nostra attuale e presente vibrazione. Possiamo anche scriverlo, così da richiamarlo quando vogliamo.

L’altro motivo è che, sempre in questo processo ascensionale, ogni essere della Terra sta diventando più limpido (avete notato come anche gli animali stanno cambiando?) e in questo risveglio la maggior parte dell’umanità sta cominciando a ricordare ed esplorare il piano astrale, dove avvengono i sogni (mica penserete che stanno dentro la vostra testa). Imparare a muoversi in quel piano è un’arte: riuscire a distinguire quello che è nel piano fisico e quello nel piano astrale richiede una grande maestria. Quando si diventa bravi allora accadono i sogni lucidi, cioè la capacità di muoverci in un sogno con tutta la nostra volontà e coscienza vigili e sveglie. Un po’ come fanno nel film Inception.

Ma all’inizio, nei nostri primi passi di esplorazione dell’astrale è facile fare esperienza di questi sogni vividi, dove ci muoviamo con coerenza all’interno del sogno (risolviamo situazioni o sosteniamo conversazioni logiche) ma non siamo consapevoli di star sognando. Poco per volta, stiamo cominciando ad esplorare un nuovo mondo, un piano superiore di consapevolezza e non bisogna aver fretta. Stiamo imparando la differenza che esiste tra le due dimensioni, la fisica e l’astrale, e le esperienze che facciamo nei due piani sono molto diverse e non hanno effetto immediato l’una sull’altra. Il piano astrale è appunto il paese dei sogni, quando questi però guadagnano abbastanza densità possono poi manifestarsi e creare la nostra realtà fisica.

Molte persone stanno passando attraverso questo processo di apprendimento accelerato sulle due dimensioni proprio in questo periodo. Stiamo imparando la maestria necessaria per co-creare la realtà insieme, come genere umano. E’ interessante notare come il piano astrale (che possiamo definire anche come Quarta dimensione) sia ancora caratterizzato da una forte dualità, come nella nostra Terza – ecco perché contiene questi effetti di luce e oscurità – dualità che non sarà presente nella Quinta dimensione a cui siamo destinati, e per poter esistere in quella dimensione dobbiamo familiarizzarci con la possibilità di stare a cavallo tra due concetti contrapposti, che sono contrapposti solo in apparenza, come accade nei sogni.

Insomma, sognare oggi è come andare in palestra per allenarci, per poi dipingere insieme la nostra nuova vita.

Con Amore,
Yel

 

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