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Imagine

Facciamo un gioco?
Il gioco è quello di immaginare un altro mondo, cioè quella che sarà la Nuova Terra, ovvero il nuovo paradigma che sostituisce la devozione agli dei posticci della paura, del tempo e del denaro con l’apertura consapevole alla coesistenza pacifica, alla sovranità umana e all’abbondanza.

Visto che siamo co-creatori della realtà che viviamo, spetta a noi immaginare come il cambiamento modificherà il nostro pianeta e la modalità del vivere.
Il potere dell’immaginazione è molto forte e se solo il 10% degli abitanti della Terra cominciasse a percepire la realtà in modo differente si avrebbe instantaneamente il cambiamento. Cerca “il fenomeno della centesima scimmia” e capirai cosa intendo.

E il gioco funziona semplicemente così:  chiudi gli occhi e immagina come vorresti fosse la realtà che vivi.

Comincio io. Anzi ho cominciato ieri sera.
Ho chiuso gli occhi e sono su un gran prato. E’ una bellissima giornata di sole ma la temperatura è molto piacevole, è il clima abituale di tutti i giorni, come fosse sempre una bella giornata di primavera (ogni tanto piove certo, ma son temporali passeggeri).
Sto camminando a piedi scalzi sull’erba. Ogni tanto incrocio qualche animale indaffarato nella sua esistenza: gli animali non hanno più timore degli umani e anzi sono sempre disponibili a giocare e ricevere coccole. Inspiegabilmente riesco a parlare con loro, non facciamo grandi discorsi filosofici ma i messaggi d’amore che ci scambiamo rendono felici entrambi.
Il prato declina verso il mare, da una parte, vedo una serie di scogliere basse e bianche, sulla superficie calda della pietra gruppi di otarie prendono il sole. Ci sono umani e animali che fanno il bagno insieme. Una bambina urla di gioia cavalcando un delfino.

Dall’altra parte il prato entra in una fitta foresta. L’aria è un po’ più fresca qui e profuma di fiori e frutti. L’intera foresta è in realtà un orto-foresta dove quasi tutto quello che si trova è cibo. Se guardo attentamente vedo frutti che crescono su molti rami: pere, mele, pesche, albicocche e castagne. Tra i cespugli fanno capolino lamponi, mirtilli, ribes, nocciole e altri frutti che non conosco. Filari di uva sono stesi tra un albero e l’altro. Vedo anche pompelmi, kiwi e frutti della passione. Ci sono poi un sacco di fiori selvatici e erbe edibili che coprono il suolo, e so che usiamo queste piante sia come cibo che come medicinali. E’ tutto un brulicare di insetti benefici e uccellini e farfalle. Alcune persone raccolgono  in cesti di vimini frutta e verdura.

Li seguo. Escono dall’orto-foresta in un ampio spazio con delle costruzioni basse. Noto che tutta l’urbanistica è ridotta all’essenziale e assolutamente integrata nella natura. Non ci sono linee rette nelle costruzioni, né rettangoli né cubi, bensì forme molto naturali dalle curve morbide e spiraleggianti. Pare  sia una stazione  d’arrivo e partenza di un qualche misterioso mezzo di trasporto. Ci sono due piattaforme circolari una di fronte all’altra, un filo traslucido arriva e parte da lì (mi ricorda il sistema di una funivia) e una persona alla volta sale sulla piattaforma della partenza. Immediatamente una bolla trasparente avvolge il passeggero e subito dopo la bolla sembra scomparire con il suo contenuto. In realtà dopo aver osservato un po’ di viaggiatori, scopro che la bolla non scompare ma parte a velocità altissima tanto che  sembra scomparire. Noto però che alcune bolle invece si muovono più lentamente lungo il filo traslucido. Comprendo che la velocità è una scelta del passeggero e uno può decidere se farsi un viaggetto panoramico oppure a velocità supersonica.
Queste sfere non si toccano mai, come se fossero fatte di pura energia. Se si incrociano è come se si attraversassero tra loro, senza solidità.

La piattaforma di partenza è sgombra, ora ci dovrei salire ma non so bene come farla funzionare. Beh, ci provo…

Continui tu?  

 

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