Macchina Biologica

La Matrix Perfetta (racconto)

Nel principio c’era Il Programma. E il Programmatore fece la Sua creazione perfetta, e vide che era buona.
Ma si inceppò quasi subito.
La Matrix versione 0.1. era una cosa messa insieme nel fine settimana un po’ per scherzo. Con un sacco di errori, roba da versione beta. Un po’ come programmare Sim City in Basic e farlo girare su un Commodore 64. Però funzionava. Più o meno.
Qual era il problema allora?
Che funzionava.
Ogni cosa funzionava a modino. Quando i residenti della Matrix volevano cibo, lo avevano. Non faceva mai troppo caldo o freddo. Non c’erano malattie. Ognuno moriva esattamente a 120 anni, dopo aver vissuto una vita identicamente felice, senza dure prove, un po’ noiosa forse. O l’avrebbero vissuta se ci fossero rimasti abbastanza a lungo per capire come sarebbe andata a finire. Ma invece tutti si scollegarono dalla Matrix.
Si scollegarono, capito?
Si, il problema era che la Matrix versione 0.1. era troppo perfetta.
Ricominciare da capo. Tirarsi su le maniche e prendere le cose più seriamente. Aggiungere qualche difficoltà, qualche sfida, qualche sforzo, qualche conquista. La complessità.

Matrix versione 1.0. Una tribù unita sotto il comando di un solo maschio dominante, come ogni gruppo di primati. Ma c’era sempre conflitto in cima e il sistema era troppo instabile. La gente si scollegava di nuovo o scappava per evitare la lotta.

Matrix versione 1.1. Aggiunto un codice per la civiltà. Il dio Faraone in cima, gli scriba e i cortigiani sotto. Più sotto ancora gli schiavi. Ma lasciati soli i residenti, sotto il comando del Faraone, sperperavano tutto il loro tempo e risorse, tutte le immense ricchezze, facendo piramidi e sfingi.

Matrix versione 1.2. Città-stato! Democrazia diretta! Filosofia! Geometria! Architettura! Arte! Musica!… Un momento, chi sono quelli? I Romani?!

Matrix versione 1.3. Copia/incolla un sacco di codice dalla versione 1.2. ma inizializzare la routine Repubblica. Avviare senato e consoli. Patrizi e plebei. Conquista di tutto il mondo conosciuto. Vivere di ricchezze depredate e banchettare sulla rovina degli schiavi: la vita non era male per i residenti della Matrix repubblicana. Ma ci fu poi una cospirazione politica con assassinio, e qualche generale spocchioso attraversò un certo fiume con le sue legioni e prima che uno se l’aspettasse ecco…

Matrix versione 1.4. Edizione Imperiale. Ma gli Imperatori impazzivano. E i barbari si incattivivano. La moneta svalutava. Il capitale si perse. Le cose diventarono un po’ oscure per un po’.

Matrix versione 1.5. L’ordine riemerge dal buio. Addio Imperatore, salve re e regine nominati dal divino! Aggiungere una subroutine per cavalieri e signori e vassalli e servi e contadini. Trafficare con i parametri per il clima, le guerre, le credenze religiose. (Aha! Interessante! Si butta dentro un piccolo riscaldamento climatico e la Matrix rifiorisce!) Le cose vanno avanti più o meno uguali per un bel po’ di generazioni. Ma cos’è ‘sto trambusto? Qualcosa che disturba l’ordine? I mercanti! Il Commercio! Gli scambi!

Matrix versione 1.6. Gli imperi? Pfff. Roba da sempliciotti. L’app di moda adesso sono le Colonie. Aggiornati! Metti in piedi qualche governo fantoccio e assicurati che il bilancio del commercio sia positivo. Ah certo, accettiamo oro e argento per questo oppio. Il sistema si bilancia. Qualche residente è orgoglioso dei suoi tulipani esotici e degli ananas, il resto è sballato d’oppio in qualche misera tana. Son tutti felici, a modo loro. Tranne che…

Matrix versione 2.0. La roba dei re e regine è un po’ obsoleta, no? Via le teste! Cercare e selezionare “re” e sostituire con “presidente”. Scrivere una funzione costituzione. Elezioni, eccetera.

Questo il quadro.
Ma come spesso accade con questo tipo di progetti, il Programmatore cominciò a perdere interesse. La Matrix non era più così divertente. Tutto il senso della cosa stava nel vedere se si poteva scrivere un programma così interessante che tutti avrebbero voluto vivere lì per tutta la vita. Apparentemente sì, quindi: caso chiuso.
Spense la macchina e la Matrix crollò.
Subito tutti quelli connessi dentro il loro baccello – un’intera generazione che aveva passato tutta l’esistenza attaccata al computer – si svegliarono e si sentirono in carne ed ossa, per la prima volta.

– Che cavolo sta succedendo? – chiese un residente dagli occhi assonnati.
– Sono il programmatore. Ho spento il mondo generato dal computer che pensavate fosse la realtà.
– Sei un cosa-tore?
– Programmatore. Sai, quello che ha compilato tutti i codici che definivano i parametri della simulazione in cui stavate vivendo.
– Eh?
– Dio. Sono il tuo Dio.
– Ah, bene. Allora ci puoi dire il significato di tutto. Che posto è questo? Perché siamo qui? Perché ci hai creato?
– No, aspetta. Io non vi ho creato, in effetti. Ho solo fatto l’universo dove stavate vivendo. E l’ho creato così, come esperimento. Comunque, adesso che siete qui, congratulazioni! Siete liberi di vivere la vostra vita!
– Si, ma cosa dobbiamo fare?
– Ah, non so. Questo è il bello di essere liberi. Non c’è nessuno che vi dica cosa o come devi fare. Pensateci per conto vostro.

La bocca spalancata dei residenti rese chiaro che il concetto era difficile da comprendere.
– Beh, ma ci vuole qualcuno che faccia funzionare ‘sto posto. Un presidente o roba simile.
– Che? Non siate assurdi. Era giusto un codice che avevo immaginato per tenervi tutti occupati. Ma ho scoperto che avete perso un sacco di tempo per votare qualcuno che vi governasse e il rimanente tempo per lamentarvi della scelta che avevate fatto. Era un modo perfetto per tenervi così occupati da non pensare alla faccenda della Matrix in cui vivevate.

Le bocche si spalancarono ancora di più.
Il programmatore sospirò.
– Lasciate stare, non importa. Sono qui per dirvi che siete liberi. Questo mondo – il mondo reale – non ha un Faraone o un re o un presidente o un leader supremo, o nulla di tutto questo. Non c’è nessuno qui che metta a posto la vostra vita per voi. Dovete solo scegliere qualcosa che volete fare e farlo. Siete liberi di scambiarvi e interagire con chiunque vi piaccia in qualunque modo vogliate, sempre che accada in modo volontario. Potete decidere da voi quel che volete fare!

I residenti si guardarono l’un con l’altro, le bocche sempre aperte.
– Possiamo fare… qualunque cosa… vogliamo?
Sì, siete liberi! Scegliete la vostra avventura! Scrivete la vostra storia! Esplorate chi siete! Conoscete quelli che vi stanno intorno. Voglio dire, conosceteli davvero, non solamente per che tipo di leader votano.
Un attimo di silenzio perplesso poi uno dei residenti cominciò a riconettersi alla macchina.
– Che stai facendo?
– Voglio tornare indietro. Sembra difficile ‘sta cosa.
Un altro residente lo seguì: – Ha ragione, questo posto è strano.
– Nessun leader? – sogghignò un terzo. – E’ ridicolo. Non funzionerà mai

Uno dopo l’altro si reinfilarono dentro la Matrix. Dopo poco erano tutti dentro la loro vita simulata.
Il Programmatore diede un’alzata di spalle. Aveva la risposta che stava cercando. Dunque la matrix perfetta si poteva creare.
Salvò il programma come “statalismo.exe”, e passò al suo nuovo progetto.

 

di James Corbett (traduzione Yel)

 

 

 

 

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