Macchina Biologica

La sofferenza necessaria

Questo post è in risposta ad un messaggio che ho ricevuto da una nuova amica che mi ha scritto dopo aver letto quell’altro post intitolato “L’ascensione non è un ascensore“. Ecco il suo messaggio:

Ciao. Ti seguo da un po’ e ti ammiro molto. Ho letto il tuo ultimo articolo e con molta umiltà, consapevole che per ognuno è diverso eccetera… mi permetto di farti notare che mi sembra un po’ troppo focalizzato sulla distruzione come perdita e quindi come sofferenza necessaria e conditio sine qua non. Certo le crisi sono “critiche”, ma mi sembra che tu sappia che il vuoto creato dalla “perdita” di qualcosa che, col sudore della fronte, lasci andare è riempito da una crescita ulteriore stupefacente e gioiosa. Le esperienze sono personali e diverse, ma non è obbligatoria, ora, tutta questa sofferenza, io almeno ritengo. I processi possono realizzarsi anche incominciando a guardarli con un pizzico di distacco. Spero di aver spiegato quello che mi veniva spontaneo dirti, non ho il tuo fluente e piacevole eloquio. E condivido quello che dici, ma sottolineo, senza alcuna critica o giudizio, chiaramente, la sensazione che tu ti stia focalizzando troppo sull’ aspetto “sofferenza necessaria” e che quindi, senza questo passaggio, non ci sia crescita. Con stima, ammirazione e gioia, un abbraccio affettuoso. Monica.

Ho già risposto privatamente a Monica, ma l’ho fatto forse in modo troppo succinto e telegrafico. Nel ringraziarla per il suo messaggio mi son resa poi conto che le sue considerazioni toccano un punto importante per tutti, e così ho deciso di scrivere quello che segue, in relazione alla sofferenza necessaria.

Per quello che sto sentendo e comprendendo del complesso periodo che stiamo vivendo, ci stiamo avvicinando alla scissione completa delle realtà della Terza Dimensione e quelle della Quinta. Questa separazione avviene attraverso una polarizzazione estrema: la luce e l’oscurità si sono posizionate nei loro angoli, il più lontano possibile dalla posizione centrale, dove si trova l’equilibrio (chiamata la linea del tempo zero). Il fenomeno terrorizza molti perché questa scissione avviene proprio dentro di noi. Il tutto poi è reso ancora più difficile dalle innumerevoli distrazioni che avvengono all’esterno (e non sto ad elencarvele), ed è facile guardare a quello che accade alla collettività invece di focalizzarsi sul nostro processo interiore.

Anche se le cose che stiamo vivendo adesso sembrano avere un sentore apocalittico che innesca paura e disperazione, da un punto di vista energetico sono assolutamente normali. L’energia ha bisogno di separarsi attraverso una polarizzazione estrema per poter accedere al salto quantico che ci porterà nelle realtà della Nuova Terra. Più grande è la polarità, più grande è il potenziale energetico disponibile per cambiare le cose. Sono le nostre emozioni che stanno alzando, collettivamente, la frequenza, usando proprio questi campi polarizzati in modo così intenso. Può sembrare molto distruttivo, è in effetti lo è, ma quello che viene distrutto è solo quello che non ha più ragione d’essere nella nuova dimensione.

La Nuova Terra possiede una polarità anch’essa (nessuna cosa nell’Universo ne è priva) ma è molto diversa da quella a cui siamo abituati. E’ composta dalla combinazione di amore (la forza vitale, la Shakti, lo Yin, insomma il femminino) e di luce (la consapevolezza, Shiva, lo Yang, il mascolino): insieme formano dei modelli energetici che riconciliano in ciascun individuo l’originale struttura energetica. La proporzione sana di amore e luce, di femminino e mascolino, che permette di vivere l’esperienza di un equilibrio interiore è, in termini ideali, quella di 50:50, è il luogo dove le due energie si intersecano, passando dalla polarità all’unità, avanti e indietro. Ma lo squilibrio creato in tutti questi secoli rende necessaria una proporzione più tipo 60:40, per poter attivare l’energia per la creazione del nuovo. E questo produce sofferenza, ma è una sofferenza necessaria.

C’è un altro punto da tener presente: la vecchia realtà collettiva e le vecchie linee temporali sono già state cancellate e dissolte e, attualmente, esistono solo nella “banca dati” di ciascun individuo, composta dalla memoria mentale (l’ego), da quella emotiva (il bambino interiore) e da quella fisica (la memoria cellulare, il DNA). Quindi l’esperienza che facciamo della vecchia realtà (fatta di sofferenza e sforzo) è solo un film che ci proiettiamo noi, prodotto dalla nostra stessa energia. La sensazione di disperazione che molti stanno sperimentando è causata dl fatto che il modello obsoleto della vecchia realtà dentro di noi non trova più un campo di risonanza all’esterno, costringendoci ad affrontare costantemente il dolore che viene in superficie, il quale si manifesta con attacchi di panico (la mente che si ripulisce), crisi emotive (il cuore che si ripulisce) e dolori fisici (il DNA che si ricalibra).

E’ caotico e confuso come processo, ma è proprio il caos necessario per far sì che avvenga questo grande cambiamento. Il prossimo importante portale è quello del solstizio invernale del 21 Dicembre e noi ci stiamo ripulendo per attraversarlo e integrare in modo profondo e completo le nuove energie del divino femminino e del divino mascolino, e questo ci ancorerà nella realtà della nuova terra della quinta dimensione. Stiamo incorporando queste nuove frequenze per attivare il processo della creazione che renderà possibile la manifestazione della nuova terra. Siamo entrati nella fase della co-creazione del nuovo e insieme stiamo creando una radiazione così potente in noi da attirare naturalmente tutti quelli che si stanno brutalmente risvegliando dalla realtà della terza dimensione. E siamo pronti a ritornare a quelle frequenze più basse con il nostro potere ed essere in grado di guidare quelli che sono nel pieno della battaglia e della sofferenza.

Siamo in grado di provare compassione per quelli che si stanno risvegliando, possiamo comprendere quello che stanno passando (ci siamo passati), ma non riusciamo più a soffrire con loro, perché non ci portiamo più dietro quelle frequenze inferiori. Siamo amore e luce: siamo delle colonne autoportanti che si condividono con quelli pronti a passare nel nuovo campo di forza, ma non regaliamo più la nostra energia al dramma e alla disperazione.

Stiamo imparando anche a mollare tutti i metodi, i rituali, le trafile che sono stati necessari per alzare la nostra frequenza oltre ad un certo punto. E’ questo il motivo che, adesso,  produce qualche difficoltà nel meditare, per esempio. Dobbiamo imparare a vedere il mondo con occhi nuovi, da una prospettiva diversa. Mollare tutti i metodi: ritornare a quello stato di gioia e salute dei bambini, quell’estasi basata sull’amore e sulla luce. Certo, richiede un atto di fede, richiede di mollare ogni urgenza di controllo e tuffarsi nel mare senza salvagente.

Quindi siate certi che la sofferenza che sperimentiamo è necessaria per rimuovere tutto quello che blocca il flusso verso la nuova realtà. Attraverso il dolore ci viene mostrato dove dobbiamo ancora trovare l’equilibrio nella nostra personale riconciliazione. Rimaniamo concentrati su quello che avviene dentro di noi, senza distrazioni prodotte dagli eventi esteriori. Stiamo al cuore di noi stessi. Stiamo tornando a casa, al nostro vero sé.

Con amore,

Yel

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