La trappola (breve storia del mondo)

Vide, dunque la donna che l’albero era buono a mangiarsi, bello agli occhi e dilettoso all’aspetto; prese del suo frutto, ne mangiò e ne dette al marito che ne mangiò. E s’aprirono gli occhi ad ambedue. E avendo conosciuto di essere nudi, intrecciarono delle foglie di fico e ne fecero delle cinture.(Genesi, 3, 6-7)
Quando l’uomo finì per la prima volta nella trappola, la confusione gli ottenebrò la mente. Non capiva come cavolo ci era finito. Sentiva di aver fatto qualcosa di sbagliato ma non sapeva che cosa. Improvvisamente si vergognò di essere nudo, dei suoi organi genitali. Aveva mangiato i frutti della conoscenza dell’albero proibito, che nel linguaggio biblico significa che egli conobbe Eva, cioè aveva scopato con lei. Per questo era stato cacciato dal paradiso. Il serpente – bellissimo e astuto – che li aveva sedotti, era il simbolo della sinuosa vita vivente e dell’organo sessuale maschile.
A questo punto abbiamo un’umanità silenziosa, sofferente, sognante, affranta, tagliata fuori dalla Vita di Dio, e questa umanità fornì le basi su cui nacquero i preti e i profeti nemici dei preti; i re e i ribelli nemici dei re; i grandi maestri che alleggerirono le sofferenze umane nella trappola e i grandi ciarlatani della medicina. Con gli imperatori apparvero anche gli spacciatori di libertà, e con i grandi organizzatori dell’umanità nacquero le prostitute della politica, i Barabba e lo strisciante verminaio dei lacché; nacque il Peccato e il Delitto contro la legge e i giudici del Peccato e del Delitto con i loro boia.  Nacque la soppressione di libertà intollerabili nella trappola e insieme le unioni per le libertà civili all’interno della trappola. Da queste unioni emersero delle grosse strutture poltiche chiamate “partiti” il cui scopo era quello di mantenere lo status quo dentro la trappola: i conservatori, che cercavano di conservare la legge e l’ordine stabiliti dentro la trappola, e i progressisti, che lottavano e morivano sulla forca per aver sostenuto una maggiore libertà nella trappola. Ogni tot e un po’ qui e un po’ là, questi progressisti tolsero il potere ai conservatori e cominciarono a realizzare la Libertà nella trappola, detto anche Pane & Libertà nella trappola. Ma dato che nessuno era in grado di dare all’umanità intera il pane e la libertà – perché bisogna lavorare per averli – anche i progressisti diventarono presto dei conservatori, perché anche loro dovevano far rispettare la legge e l’ordine.
Allora nacque un nuovo partito che pensò che dovessero essere le masse dell’umanità sofferente a comandare, al posto dei preti, dei re e degli imperatori. Questo partito indusse la massa ad alzarsi in piedi e mettersi in movimento ma non accadde granchè, qualche delitto e la distruzione di qualche palazzo dei pochi ricchi dentro la trappola. Insomma la massa continuò a ripetere quel che aveva visto e sentito da millenni e nulla cambiò. Anzi la miseria diventò più grande quando un partito un po’ più intelligente promise all’umanità la Libertà Popolare dentro la trappola. Ebbe all’inizio un grande successo perché i leader di questo partito venivano anch’essi dal mondo degli intrappolati. Non appena però ottennero il potere su una piccola zona si stupirono nel vedere quanto fosse facile premere i bottoni che attivavano polizia, esercito, diplomatici, giudici, scienziati e accademici e vederli agire. Questo gioco dei bottoni piacque così tanto ai piccoli spacciatori di libertà che dimenticarono completamente la Libertà Popolare dentro la trappola e si divertirono a premere quanti più bottoni possibile nei palazzi dei vecchi conservatori che avevano ammazzato. E presto anche loro divennero conservatori.
E gli uni e gli altri litigavano e discutevano continuamente, si strattonavano a vicenda, uccidevano i loro avversari legalmente e illegalmente: in breve davano un quadro perfetto del Peccato dell’uomo e del compimento della maledizione della cacciata dal paradiso.
La massa dell’umanità in trappola non prese parte a questo olocausto della Vita nella trappola. Poche migliaia di uomini parteciparono ai tumulti, il resto si limitò a soffrire, a sognare e ad attendere… Attendere che?
Il redentore, o qualcosa che li liberasse, che liberasse le loro anime dalla trappola chiamata corpo, la riunione con il grande Spirito del mondo o con l’inferno. Le maggiori occupazioni delle masse di umanità lontane dai tumulti politici erano i sogni, le fatiche e l’attesa.
Ci furono anche grandi stragi nelle guerre dentro la trappola,  con i nemici che cambiavano ogni volta, come si cambia il denaro nelle banche. Molto dolore comunque, mentre l’umanità sofferente attendeva di essere liberata da questa vita di peccato.
Intanto la Vita di Dio nasceva ovunque nella trappola in miliardi di bambini, ma questa vita veniva uccisa dalla gente nella trappola perché o non la sapeva riconoscere nei propri figli, o si spaventava a morte alla vista di una vita attiva, decente, semplice e gioiosa.
E fu così che l’uomo continuò la propria prigionia nella trappola. Questi bambini, se fosse stato loro permesso di essere così come la Vita li aveva creati, sarebbero stati in grado di trovare l’uscita dalla trappola, ma non si poteva permettere che accadesse. Ogni lealtà doveva andare alla trappola e non ai bambini, sotto pena di morte da parte del Gran Capo Amico di Tutti gli Intrappolati.
(testo ispirato da L’Assassinio di Cristo, Wilhelm Reich, 1953) 

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