MICHAEL TEACHINGS

La vita: istruzioni per l’uso

Ho raccolto in questo post alcune canalizzazioni di Michael sui temi dell’amore per la vita, della sua sacralità e del vivere nel presente. Le ho trovate di una semplicità e verità illuminanti e, contemporaneamente, di una poesia quieta e precisa, e voglio condividerle con voi.

Amare La Vita

Quando riesci ad amare la vita senza la pressione di legami negativi o aspettative, hai trovato l’equilibrio, e non devi far altro che fluire con la corrente. In altre parole, quando ami la vita è perché l’hai finalmente accettata in tutte le sue molteplici forme e costumi; lo spettacolo è finito, per così dire, e tu non sei più l’autore che litiga con il regista per i cambiamenti che ha fatto al tuo testo.

Per spiegarci meglio, non vogliamo dire che i frammenti (le singole anime, n.d.t.) siano così rapiti dalla vita da desiderare di consumarsi in una malattia. Al contrario, uno stato di accettazione si crea quando il frammento non si aggrappa più alla sventura e alla sofferenza, e scopre il modo di amare lo scenario variegato che la vita offre – a prescindere dalla visuale.

Non dovrebbe sorprendere che la sofferenza sia una componente fondamentale del piano fisico, e sebbene si possa, con sforzo considerevole, alleviare un po’ di asprezza occasionale, sono pochi i frammenti che riescono a scamparla senza ferite e contusioni.

Imparare ad amare la vita nonostante questi ostacoli non significa scappare dalle avversità, ma affrontare le avversità senza paura. E’ una scelta se decidi di strillare per ogni cosa che va storta nella vita, così come è una scelta stare in quei luoghi che ti portano felicità. Conosciamo dei frammenti che sembravano aver ottenuto tutto quello che volevano, eppure hanno continuato a permettere che ogni sentimento di gioia sgusciasse dalle loro mani. Viceversa, abbiamo visto frammenti portati a vivere vite di orribile povertà, trovare gioia nei piaceri più semplici, come nutrire gatti randagi, o godere del calore del sole sulla schiena mentre cercavano tra la spazzatura. La gioia è davvero relativa.

Amare la vita non significa escludere quello che si percepisce come male, ma includere senza paura quello che si incontra come parte di quell’arco onnicomprensivo che è l’esistenza. In altre parole, amare la vita è trovare la gioia nel conflitto. Hai notato come si sente vibrare la vita dopo che è passato un periodo doloroso? E’ come la pioggia primaverile che lava i resti dell’Inverno. Vi sono simili cicli di pulizia in ogni incarnazione: impara ad accettarli e accogliere i sentimenti di rinnovamento che seguono.

La Vita è Sacra

Possiamo dire con una certa ironia che molti frammenti non realizzano la vera bellezza della vita finché non raggiungono i loro istanti finali. In quegli effimeri secondi di consapevolezza, mentre annaspano per riempire i polmoni con l’ultima boccata d’aria, arriva la commovente realizzazione – almeno in senso fisico – che a dispetto delle incessanti preoccupazioni per il lavoro, le relazioni, la famiglia, e a dispetto della ricerca minuziosa di dettagli che inghiottisce ogni momento di veglia, il significato della vita è semplicemente la vita stessa, e l’unica aspettativa per ogni frammento che abita un corpo, è quella di vivere.

Di conseguenza, la vita, per definizione, è sacra. Non esiste una più grande espressione del Tao che la pulsazione illimitata della vita che anima il corpo di ogni essere umano e di ogni creatura. Vedere la vita che ti ricambia lo sguardo negli occhi di un altro è vedere il riflesso della stessa forza vitale che anima la tua propria anima.

Ed è vero che a volte si impara ad apprezzare la sacralità della vita quando ci si trova faccia a faccia con la propria mortalità. Per i frammenti che sanno di aver raggiunto la fine, la vita può improvvisamente fluire con una vibrazione mai vista prima. Tutti i sensi esplodono in una nuova realizzazione della bellezza, e c’è spesso un tentativo disperato di fermare quelle sensazioni in fotografie mentali, prima che la coscienza si spenga.
La triste domanda che il frammento morente si pone è: perché ho aspettato così a lungo?

Non vogliamo dire che dovresti accelerare la tua dipartita per avere questa presa di coscienza, ma per fare un esercizio, permetti alla tua immaginazione di portarti là in questo modo: prova ad immaginare di aver appena ricevuto l’informazione dal tuo dottore di aver solo più un giorno da vivere. Certo provi shock e sgomento per la notizia, ma presta un’attenzione particolare al tuo rammarico: quali cose ti mancheranno? Quali rimorsi hai? Che cosa faresti diversamente se ti venisse data la possibilità di ricominciare la tua vita?

Potresti trovare queste domande frivole, all’inizio, ma se le affronti seriamente, le risposte potrebbero essere alquanto rivelatrici. Lo scopo è quello di comprendere quali sono le cose che dai per scontate nella vita, e imparare a fare scelte che sono meglio allineate con le intenzioni della tua essenza.

Molti dei nostri studenti (che studiano gli Insegnamenti di Michael, n.d.t.) si sono domandati se la vita possa davvero placare la sete dell’anima. Ma come un bicchiere d’acqua può idratare il corpo e assicurarne la vitalità, così la vita è il recipiente che rifornisce l’anima con il più grande dono che il Tao possa dare: l’esperienza.

Come abbiamo detto già molte volte, nulla va mai perduto; ma nulla viene guadagnato, anche, se il più grande dono che mai riceverai viene sciupato senza un minimo di gratitudine verso il donatore.
Chiariamo però che la vita non è sacra per motivi di esaltazione religiosa: la vita è sacra perché è la TUA. E nella tua vita è una scelta se essere il creatore o il distruttore, anche se c’è molto che può essere imparato da entrambe le scelte.

Vivere Nel Presente

Vivere nel presente potrebbe essere descritto appropriatamente come un gatto che si raggomitola davanti al camino. Si può imparare molto osservando i gatti. Vivono nel presente più di ogni altra creatura che conosciamo. Naturalmente tutti gli animali vivono nel presente, ma i gatti, in particolare, l’hanno fatta diventare una forma d’arte.
Senza preoccupazione per il passato o il futuro, i gatti sono costantemente focalizzati su “adesso”. Con una grazia e una agilità simile a quella di una ballerina classica, il gatto danza attraverso la propria esistenza come se la musica non smettesse mai.
A qualcuno potrebbe sembrare estenuante, ma devi comprendere che il gatto è una creatura del momento attuale: non si preoccupa mai dei momenti futuri o di quelli che sono passati. Il gatto semplicemente E’.

 D’altra parte, vediamo che vivere nel passato è come una tela gigantesca, schizzata caoticamente con le emozioni di nostalgie lontane, relazioni perdute e paure che resuscitano. Certo, si può imparare molto onorando le lezioni apprese nel passato, ma per sfuggire ai mondi fantasma di quel che sei stato – anche solo di quello che eri cinque minuti fa – è importante rompere le catene di QUELLO CHE ERA.

D’altro canto, vivere nel futuro è come appendere alla parete una cornice senza un dipinto. Vivi con ansia la tua vita, preoccupato per il quadro non dipinto, eppure continui a riempire i muri con cornici vuote. Solo nel presente il tuo dipinto – una pennellata alla volta – verrà completato.

Un’esercizio che suggeriamo (se non sei contrario a fare una passeggiata) può essere fatto in qualche parco della vostra città. Trova una panchina, siediti e poi quieta la mente e solo ASCOLTA.

Immagina che ogni suono che senti sia uno strumento musicale e ascolta l’unicità di ogni frase ritmica. Ogni suono che ascolti sta suonando la sinfonia del presente: la puoi sentire nel flebile sussurro delle foglie, negli interludi festosi degli uccelli, o nelle chiacchiere giocose dei bambini. E se ascolti attentamente ti si rivelerà gradualmente un mondo che avevi dimenticato da lungo tempo.

Sebbene possa sembrare sconveniente, se sei tra quelli più coraggiosi, potresti tentarlo con tutti e cinque i sensi. Lo scopo, comunque, è quello di sintonizzare la tua attenzione a qualunque cosa capiti nel momento presente. Per esempio: quanti strumenti di questa sinfonia – parlando figurativamente – puoi ascoltare, vedere, toccare, assaggiare e sentire?

Quando hai davanti a te la partitura di questa grand’opera, immagina di star suonando davvero ogni strumento che percepisci: sii l’albero che si piega in una postura antica di servitù, sii il corvo che sfotte con le sue grida dall’alto; sii lo stagno fangoso che attende pazientemente; sii il silenzio che si diffonde nel parco attraverso le ombre sonnecchianti.

Per vivere nel presente hai solo bisogno di percepire la pulsazione di ogni cosa intorno a te – questo è il ritmo della vita. E quando vivi nel presente, sei TU il direttore d’orchestra.

Michael

(Canalizzazioni di Dave Gregg, traduzione di Yel Bosco. immagine di Sayad Mohammed Hosselny)

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