Macchina Biologica

Le Farfalle di Marzo

I giardini di Marzo si vestono di nuovi colori… cantava il grande Lucio e direi che non c’è metafora migliore per descrivere quello che accade (accadrà?)  in questo mese. Ma prima vediamo cosa è accaduto negli ultimi due. Queste note vengono principalmente dalla mia esperienza personale, unita a quelle esperite da amici e conoscenti vicini e lontani.

Gennaio e Febbraio sono stati veramente tosti e pesanti. Hanno calcato la mano pesantemente dove più ci fa male, che ne fossimo coscienti o meno. La loro mazza ferrata ha sferrato colpi a tutti i livelli: fisico, psicologico e spirituale; passando per tutte le dimensioni, compresa l’astrale. (Sarebbe interessante se ci scambiassimo un po’ di racconti sui nostri sogni, sempre più vividi e sempre più connessi con la vita di veglia).  Gli effetti di questo bombardamento li vediamo riflessi nel caotico mondo esterno, dove perfino la natura sembra in preda ad un impazzimento drammatico, ma soprattutto al nostro interno, costringendoci ad una sorta di temporanea ibernazione e allontanamento dal mondo.

E’ come se ci fossimo chiusi nel nostro bozzolo, come fa la crisalide prima della trasformazione in farfalla. Ho usato spesso questa immagine della crisalide perché è quella che meglio descrive quello che ci sta accadendo. Stare chiusi dentro il nostro bozzolo, nascosti e isolati, spesso tristi e impauriti (al buio, insomma) può apparire  come una battuta d’arresto nel nostro percorso evolutivo. La sensazione di perdere quello che abbiamo faticosamente guadagnato in termini di chiarezza e di disposizione positiva e amorevole nei confronti della vita ci mette in crisi. Ma come? dopo tutto quello che ho fatto per arrivare fin qui, dopo tutta la meditazione, la ricerca di quiete e d’amore in me e negli altri, mi devo trovare in questa prigione buia senza una finestra?

Sebbene non sia per niente d’accordo con l’idea stessa della punizione attraverso l’incarceramento, né soprattutto con il modo in cui il sistema carcerario è programmato e gestito, sono però convinta che molti carcerati, in quella quiete forzata, ritornano a trovare sé stessi, o anzi trovano sé stessi per la prima volta. Ci sono molti esempi di assassini e delinquenti che si sono laureati in carcere o sono diventati scrittori, musicisti, artisti. Perché quello che accade, quando si è forzatamente in pausa, è un processo di grande guarigione.

Durante il mese di Marzo sentiremo tutti che  un nuovo vigore si è clandestinamente insinuato in ognuno di noi e ci consentirà di trovare quella forza di volontà e quell’energia necessarie per mutarci, nel senso proprio di toglierci la vecchia pelle che riveste il bozzolo e aprirci ad una nuova esperienza. La manifestazione di questa esperienza avverrà attraverso l’espressione creativa di idee e progetti che sono stati precedentemente accantonati e la riconnessione (o una nuova connessione di zecca) con persone, luoghi e esperienze che sono importanti per la nostra vita.

Quando si rompe il bozzolo lo si fa in modo consapevole, è una scelta volontaria che arriva quando abbiamo preso coscienza che il dolore e la paura non sono motori attivi ma reazioni passive. La loro funzione è però importante per farci riflettere sui nostri comportamenti,  sui nostri modelli e credenze: sulle storie che la nostra mente ci racconta e alle quali ci adattiamo. La mente è un’animaletto impaurito, ha sempre bisogno della volontà che la guidi e la sostenga. La riflessione che già quest’inizio di Marzo ci porta è un aiuto a ripulirci e comprendere quali energie vogliamo portarci dietro; quali siamo davvero pronti a lasciar andare in modo da potere creare spazio per le cose nuove che vogliamo sperimentare.

E’ assolutamente normale sentirsi più sensibili del solito in questo processo: cioé, è sempre la mente che diventa più sensibile e produce pensieri pessimisti, pieni di paura e giudizio. Ci può sembrare che il mondo intero ce l’abbia con noi, che le cose vadano solo in modo storto, che ci siano attacchi su tutti i fronti. Invece di essere duri con noi stessi per questa “debolezza”, amiamoci di più, attiviamo una dose extra di gentilezza e cura per noi. Quello che la nostra mente vuole è semplicemente ricevere conforto, attenzione, sicurezza e amore, niente di più. E quando le riceve allora è pronta a volare dove lo spirito vitale la vuole portare.

Dalla metà di Marzo in poi, una volta che saremo usciti del tutto dal bozzolo,  sentiremo una spinta a diventare più curiosi, a diventare più desiderosi di esplorare. Questa esplorazione può avvenire in diversi campi e con diverse modalità: possiamo trovarci ad esplorare all’interno  nuovi aspetti di noi stessi, come talenti, doni naturali e desideri; oppure possiamo trovarci ad esplorare all’esterno, viaggiando fisicamente o impegnandoci in progetti con altri che risuonano con noi.

E alla fine ci renderemo conto che qualcosa di straordinario è accaduto: ci siamo dotati di ali nuove e tutte colorate. Le idee,  le prospettive  e le valutazioni che vedevamo in qualche modo particolare e definito, sono cambiate, sono cresciute e evolute. Non siamo più nella vecchia dualità del mondo bianco/nero, del giusto/sbagliato: voliamo sopra a tutto, con le nostre belle ali multicolori. E dall’alto vediamo che la bellezza della vita è aumentata (in realtà è solo la nostra percezione che è cambiata); tutto irradia bellezza: suoni, sapori, profumi, colori. Anche le idee e le visioni degli altri sono più belle, sebbene siano diverse dalla nostre: è che siamo più compassionevoli, siamo aperti e connessi con noi stessi e con l’amore per tutto il creato.

…e ho nell’anima
in fondo all’anima cieli immensi
e immenso amor… (grazie Lucio)

A presto farfalle,

Yel

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