Macchina Biologica

Michele l’Intenditore (parte II)

A gentile richiesta, più che altro da me stessa –perché non mi piace lasciare le cose in sospeso (come disse il trapezista senza pantaloni) – ecco la seconda parte dell’articolo sugli Insegnamenti di Michael (Michael Teachings). La prima parte è sempre lì dove l’ho messa, cioè qui. E’ possibile che ne scriva ancora una terza parte, e magari anche una quarta, perché mi sto rendendo conto che la massa di informazioni è veramente importante, per poterne fare solo una rapida sintesi.
Eravamo rimasti al punto in cui bisognava accennare in modo sintetico all’intero sistema che l’entità Michael ha trasmesso (e continua a trasmettere) in tutti questi anni, attraverso i vari canalizzatori in giro per il mondo, anche se principalmente si trovano negli Stati Uniti.

Per cominciare, è necessario comprenderci su una serie di termini che verranno utilizzati. Alcuni sono concetti che più o meno già conosciamo, altri invece sono totalmente nuovi (almeno per la mia limitatissima conoscenza) e una legenda dei concetti chiave che ci dischiudono le porte degli insegnamenti di Michael mi sembra assolutamente necessaria.

ESSENZA

L’Essenza è semplicemente un’altra parola per definire l’anima o lo spirito (anche se in realtà l’anima non è tecnicamente lo spirito, né viceversa: per una banalissima analogia, tanto per capirci, se l’anima fosse un’automobile, lo spirito sarebbe la benzina). Per Essenza comunque si intende il nostro essere più profondo, la nostra vera natura.
Si può anche chiamare il vero Sé, mentre l’ego è il falso sé.

TIPI DI ANIMA (RUOLI DELL’ESSENZA)

Esistono sette tipi o ruoli dell’essenza. Se vi domandate perché sono sette, la risposta è che la settuplicità è il modo in cui il nostro universo dispiega tutta la sua creazione. Il meccanismo è abbastanza semplice: l’Uno, eterno e indivisibile, crea al suo interno due poli opposti (affermazione e negazione) ed un terzo che possa connetterli (riconciliazione). Chiamiamoli A,B e C. Queste tre forze possono avvenire temporalmente in sei diverse sequenze (A,B,C; A,C,B; B,C,A; ecc.), ma c’è una settima sequenza, che è quella in cui A,B e C avvengono contemporaneamente.
Ecco perché sette.

Questi sette ruoli sono: Sovrani, Sacerdoti, Saggi, Eruditi. Guerrieri, Artigiani e Servi.
Sì, la terminologia è un po’ vetusta e poco moderna, ma come vedrete, è utile e precisa nel definire le diverse abilità, attributi e capacità di ognuno di essi. In fondo i ruoli rappresentano delle qualità archetipiche, non si può pensare che le definizioni siano aggiornate allo slang in corso. Possiamo anche definire questi ruoli come specifiche vibrazioni o toni, visto che l’Universo utilizza il suono come mezzo creativo (in principio erat verbum), o anche come i diversi colori dello spettro e dell’arcobaleno (sempre sette sono).

Ognuno di noi ha un ruolo specifico, ovvero un particolare tipo di funzione dentro il grande schema delle cose. Perché tutti noi facciamo parte di questo schema, la coscienza in evoluzione dell’Universo. Pensate per esempio a come ogni cellula all’interno del nostro corpo è progettata per svolgere un compito specifico: pur essendocene trillioni, sono poche le diverse tipologie (circa 200). Oppure le stelle nel cosmo: si pensa che siano virtualmente infinite, ma gli scienziati le classificano in sette tipi, dalla più calda (O) alla più fredda (M). Così esistono questi sette tipi di anima, sette modi diversi in cui l’Uno diventa la moltitudine.  Vediamone le caratteristiche, lo scopo e l’inclinazione naturale:

I Servi agiscono sotto l’emblema del dovere morale e sono accoglienti, premurosi, accuditivi, ospitali e caritatevoli.
Gli Artigiani sono mossi dall’espressione creativa e sono naturalmente creativi, inventivi, immaginativi e giocosi.
I Guerrieri agiscono spinti dall’azione assertiva e sono vigorosi, leali, protettivi, determinati e tenaci.
Gli Eruditi seguono la conoscenza oggettiva e sono naturalmente curiosi, studiosi, scientifici, analitici e neutrali.
I Saggi perseguono la comunicazione espressiva e sono coinvolgenti, affascinanti, eloquenti, divertenti e espressivi.
I Sacerdoti sono mossi dalla visione morale e sono fonte d’ispirazione, edificanti, motivanti, energizzanti e visionari.
I Sovrani seguono l‘azione autorevole e sono autorevoli, sicuri, potenti, autoritari e decisi.

La proporzione di questi ruoli nella popolazione totale è in queste percentuali: 25% di Servi, 21% di Artigiani, 18% di Guerrieri, 14% di Eruditi, 11% di Saggi, 7% di Sacerdoti, 4% di Sovrani. E cioè, se prendiamo una classe di scuola con 28 studenti, dentro ci saranno: un Sovrano, due Sacerdoti, tre Saggi, quattro Eruditi, cinque Guerrieri, sei Artigiani e sette Servi. Mi sembra che più o meno questi numeri coincidano con le caratteristiche della nostra società umana. (NB: non c’è alcuna scala di valore all’interno dei ruoli: un Sovrano vale assolutamente come un Servo, così come tutti gli altri.)
Spesso si può capire il ruolo di un’anima dai tratti del volto e i tipi d’anima non cambiano da una reincarnazione ad un’altra: si nasce in questo modo e sostanzialmente si rimane in questo ruolo per sempre. (Uhm, allora è importante capire qual è… forse).

REINCARNAZIONE

Dalla prospettiva dell’anima, la reincarnazione è quel processo che consente di incarnarsi in una forma fisica più e più volte (ma tante “più volte”) con lo scopo di evolvere, diventare sempre più consapevoli e unici nell’espressione individuale dell’amore divino. Consideriamo qui la sola reincarnazione umana, che è quella che ci interessa per questi insegnamenti: l’evoluzione dell’anima passa attraverso l’esperienza della vita in molti modi diversi, compiendo scelte importanti all’interno di quelle vite, e imparando dalle conseguenze delle scelte. Gli eventi chiave e le scelte di una vita vengono predeterminate dall’anima non ancora incarnata per ogni vita che si vive. Questo è quello che si chiama un Progetto di Vita (vedere la voce). Una vita sola però non consentirebbe di fare esperienza dell’intero spettro di scelte disponibili e circostanze, ed ecco allora il motivo per cui ci si reincarna più e più volte.

ETA’ DELL’ANIMA

Pensavate che l’anima non invecchi? E come farebbe ad evolvere, allora? Le anime seguono cinque livelli di evoluzione, spalmati su altrettanti livelli di reincarnazione. Ognuno di questi livelli (come in un videogame) si presenta con una serie particolare di esperienze d’apprendimento:

Anime neonate. Sono concentrate sull’esistenza fisica e le lezioni che ricevono sono in relazione al fatto di “essere un corpo” (cosa mica facile, per un’anima che non lo ha mai avuto). Qui ci sono i bisogni  e le pulsioni fisiche basilari; il concetto di simbiosi contro quelle di separazione (le anime arrivano da un gruppo, come abbiamo visto); gli impulsi e le loro conseguenze; la sopravvivenza, la fragilità del corpo, la sicurezza, e anche la mortalità.(si muore molto in questa fase).

Anime bambine. Sono concentrate sull’esistenza sociale. Le lezioni qui si riferiscono allo stare insieme: la conformità ad un ruolo; i codici morali; l’ordine opposto al caos; l’etica opposta alle barbarie; il giusto e lo sbagliato; la religione; l’ordine e la legge; il crimine e la punizione (si va spesso in carcere qui, quando va bene).

Anime giovani.  Sono concentrate sull’esistenza individuale. Le lezioni sono inerenti all’essere qualcuno con una mente e una volontà proprie: l’indipendenza contro il conformismo; l’individualismo contro l’appartenenza; l’affermazione delle opinioni personali; l’agenda personale; la competitività, l’egoismo, l’opportunismo; la ricerca del successo personale, la realizzazione, la gloria e lo sviluppo personale (quasi tutti i valori che la nostra società propone).

Anime mature. Si concentrano sulla coesistenza. Le lezioni che la vita presenta sono sulla sana relazione con sé stessi, con gli altri e con tutto ciò che esiste: l’interdipendenza opposta all’indipendenza; il cuore contro l’ego; la collborazione e il compromesso opposte ai trionfi personali; relazioni positive, autoconsapevolezza, sensibilità, integrità e empatia (avercene di anime mature…)

Anime vecchie. Loro si concentrano semplicemente sull’essere, essere completamente sé stessi come parte di tutto quello che esiste permettendo, allo stesso tempo, ad ogni altra esistenza di essere completamente sé stessa. Le lezioni che si imparano sono sull’autonomia contrapposta all’identità; l’autenticità contro il rispetto; il lasciar andare, il non attaccamento, il non investimento; la saggezza, l’auotrealizzazione e la trascendenza di sé (dài, che siamo alla fine del gioco).

Ognuno di questi livelli è composto da ulteriori sette livelli, dall’inizio alla fine, e ognuno di questi livelli richiede almeno una vita per essere completato. Così che in totale ci sono 35 livelli per un intero processo di reincarnazione, per evolvere da anima neonata a anima vecchia. Comunemente ci vogliono più di un centinaio di reincarnazioni per completare la sequenza (molte di più se si è un po’ stolidi e lenti nell’apprendimento). Va da sé che ogni livello è sempre un po’ più complesso di quello precedente, se no non ci sarebbe gusto. Dopo il settimo livello raggiunto da anima vecchia si va avanti e si passa ai piani superiori, non più legati al processo di reincarnazione, dove si procede all’evoluzione di livelli di integrazione e di coscienza superiori. Ci arriveremo tutti, in tempo debito, quindi rilassiamoci, che non è una gara.

IL PROGETTO DI VITA

Un progetto di vita è un piano composto da eventi chiave e circostanze che accadono in una specifica vita, pensate e organizzate dall’anima (con l’aiuto delle guide) prima di incarnarsi, ovvero prima di nascere. Il progetto è disegnato in modo da assicurare alcune delle esperienze  e delle scelte desiderate, e farle accadere con l’accordo e la cooperazione di altre anime conivolte (che spesso sono sempre le stesse, per ogni reicarnazione diversa).
Facciamo un esempio: c’è un’anima che desidera imparare la lezione sull’abbandono, e allora progetta un’esperienza di vita dove viene abbandonata da un genitore, o entrambi, nell’infanzia; una seconda anima si accorda per fare la parte del genitore che abbandona e incorpora questo evento nel suo progetto di vita. Insomma, ci stiamo aiutando, anche quando sembra esattamente l’opposto.

Una volta incarnati fisicamente non rimane alcuna memoria (o pochissima) del progetto di vita scelto: c’è una sorta di amnesia temporanea che arriva a offuscare tutto. Questo consente che ogni evento progettato venga vissuto come reale, con tutti i traumi e la sofferenza che si accompagnano. Mica si scherza, in questa scuola.

 

(continua… parte terza)

 

 

 

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