Macchina Biologica

Michele, l’intenditore (parte III)

Ed ecco la terza parte degli Insegnamenti di Michael. Se vi siete persi le altre puntate, cliccate sulla prima e la seconda parte.
Si continua con i concetti chiave di questo importante e innovativo sistema filosofico-spirituale di approccio alla vita.
E infatti ecco la:

MISSIONE DI VITA

Come ogni buon agente in incognito, quali tutti noi siamo, nel nostro progetto di vita abbiamo una missione specifica da compiere. Questa missione – che ci siamo assegnati prima della nascita – deve essere svolta nella seconda parte della nostra vita. La prima parte della vita serve infatti a preparare la personalità per l’impegno della seconda parte, (per prima parte si intende i primi trentacinque/quarantacinque anni – o anche meno, dipende da quanto tempo passeremo in questa incarnazione corrente: per esempio Joshua cominciò a svolgerla a trent’anni, intensivamente, perché sapeva di non aver molto tempo).

La missione di vita si incentra su quello che sarà poi lo scopo principale della prossima incarnazione.
Riprendo l’esempio dell’abbandono, citato nell’articolo precedente: se una persona si trova a vivere l’esperienza dell’abbandono nella prima parte della sua vita, può averla scelta per favorire la missione della seconda parte, che potrebbe aver a che fare con il risanamento delle relazioni figli-genitori. L’esperienza vissuta aiuterebbe a ispirare lo sviluppo della personalità con una conoscenza, un’intenzione e una compassione appropriate.
Di solito, quando la personalità comincia a cercare il vero scopo nella vita, è perché la missione di vita la sta chiamando, e la chiamata può essere più o meno forte e causare una vera e propria crisi.

LE SETTE FASI INTERIORI

In ogni vita vissuta (ogni incarnazione) c’è una sequenza di sette fasi, sette punti di transizione, che nel lessico di Michael sono chiamate “monadi“. Ognuna di queste monadi comporta una trasformazione di sé stessi in modo significativo e difficilmente evitabile. Sono sostanzialmente dei momenti in cui avviene una  morte simbolica seguita da una rinascita e, in ognuna di queste fasi, ci si deve spogliare della vecchia identità e accettare quella nuova (Se vi siete mai domandati perché il serpente sia un simbolo altamente spirituale, questa è la ragione: la muta di questo animale rappresenta proprio questi cicli di morte/rinascita).

1. Nascita: dall’esistenza metafisica a quella fisica
2. Infanzia: (intorno ai 2 anni) dall’interazioni fisiche a quelle sociali
3. Maggiore età: (dai 15 ai 20 anni) dall’identità definita dalla società a quella autodefinita
4. Mezz’età: (dai 30 ai 40 anni) dalla falsa personalità a quella autentica e al vero scopo
5. Vecchiaia: (dai 60 agli 80) dall’attività intenzionale a quella riposante
6. Declino: (processo terminale) dalla continuità della vita all’approccio alla morte
7. Morte: dall’esistenza fisica alla coscienza metafisica
(NB: l’età sono tutte approssimative).

Il cambiamento può avvenire in modo tranquillo o totalmente rivoluzionario, portando chi lo vive ad una profonda crisi o una ribellione nei confronti di tutto quello che rappresenta il passato. Il risultato può essere una felice transizione a un nuovo livello di vita oppure, al peggio, si può abdicare alla fase e la personalità rimane, per così dire, bloccata al livello precedente. Comunque si ha sempre la possibilità di rivedere la transizione mancata nelle monadi successive. Per esempio una persona che sta entrando nella mezza età potrebbe trovarsi ad affrontare delle questioni irrisolte connesse con la fase della maggiore età o anche di quella precedente.
La quarta monade è quella notoriamente più incasinata perché spesso costringe a disfare e riparare i 20 anni serviti a costruire la falsa personalità e pure i 40 di bombardamento culturale.
Non tutte le vite includono le sette monadi, sebbene l’anima rimanga normalmente nel corpo fisico dalla nascita alla morte: una vita che si conclude nell’infanzia, per esempio, dopo esser passata dalle prime due monadi, passa direttamente alle ultime due; ma per completare un livello evolutivo per l’anima è necessario passare attraverso tutte le sette monadi.

COPERTINE

Questa definizione (in inglese “overleaves”) mi ha fatto ridere perché ho immaginato come ognuno di noi indossi una copertina, come quella di un libro, che  ne illustra e definisce, ma contemporaneamente protegge, il contenuto.
Una copertina è un’insieme di caratteristiche personali che l’anima adotta per una vita specifica, e solo per quella. Include un obiettivo (la motivazione di tutta la vita), una modalità (il modo di comportarsi), un’attitudine (il modo di percepire la realtà), un centro (dove avviene l’elaborazione di ogni esperienza), e un tipo di corpo (le caratteristiche fisiche).
La copertina modella il modo in cui una persona pensa, sente e agisce nella vita, e tutte queste caratteristiche vengono definite dall’anima prima della nascita, con lo scopo di aiutare la personalità a svolgere i compiti scelti. E’ quell’insieme che costituisce la vera personalità di un essere umano.
Come avrete immaginato anche qui ritorna il numero sette (insieme al tre è il numero che caratterizza il nostro universo) per ciascuna delle caratteristiche delle copertine:

OBIETTIVO

E’ la motivazione implicita della personalità, diciamo il desiderio profondo e principale nella vita che viviamo.
Queste sono le sette opzioni:

1. Dominio: è il desiderio di potere; ci spinge verso opportunità per assumere la guida.
2. Crescita: è il desiderio di stimolo e saggezza; ci spinge verso esperienze nuove e l’introspezione.
3. Accettazione: è il desiderio di comunione; ci spinge verso le interazioni sociali e le relazioni d’amore.
4. Rilassamento: è il desiderio di disinvoltura; ci spinge a prendere la vita così com’è (l’obiettivo è: nessun obiettivo).
5. Sottomissione: è il desiderio per il servizio; ci spinge verso situazioni in cui possiamo aiutare.
6. Opposizione: è il desiderio di indipendenza; ci spinge ad essere differenti e altamente selettivi.
7. Rallentamento: è il desiderio per la pace e la solitudine; ci spinge a stili di vita semplici e riservati.

Mentre il progetto di vita (vedere la seconda parte) è un compito specifico, per esempio “imparare a fare affari con compassione”, l’obiettivo è più la direzione generale da considerare; tipo, se il progetto di vita è quello di diventare un leader, l’obiettivo scelto sarà verosimilmente il dominio.

MODALITA’

La modalità è l’approccio alla vita della personalità, il modo in cui si comporta procedendo verso l’obiettivo. E’ sostanzialmente caratterizzata da come si utilizza l’energia, se rivolta verso l’interno o l’esterno. Le sette opzioni sono:

1. Aggressione: si agisce a tutto gas, e l’energia è totalmente proiettata all’esterno.
2. Passione: si agisce con un senso di visione caricato emozionalmente.
3. Potere: si agisce con fiducia in sé stessi e certezza.
4. Osservazione: si osserva piuttosto che agire (è la modalità della non-azione).
5. Perseveranza: si incanala l’energia per completare il compito, nonostante le difficoltà.
6. Cautela: si concentra l’energia in un’attenta progettazione preventiva per eliminare i problemi.
7. Repressione: si trattiene tutto dentro, preservando la propria energia.

ATTITUDINE

L’attitudine è la prospettiva onnicomprensiva della personalità, ovvero il modo in cui percepiamo la realtà.
Le sette opzioni sono:

1. Realismo: ci si concentra sui fatti e sulle possibili implicazioni della realtà.
2. Spiritualismo: ci si concentra sul significato più profondo e lo scopo.
3. Idealismo: ci si concentra sulle possibilità intrinseche.
4. Pragmatismo: si prende ogni situazione così com’è (l’attitudine di nessuna prospettiva).
5. Cinismo: ci si concentra sulle contraddizioni più evidenti.
6. Scetticismo: ci si concentra sulle incoerenze più sottili.
7. Stoicismo: ci si concentra sull’assenza di significato

CENTRO

Il centro è il modo in cui si elaborano le esperienze della vita, il luogo in cui si assimilano queste esperienze, e solitamente viene configurato nella prima infanzia, verso i 2-3 anni. Anche qui le possibilità sono sette, anche se normalmente la personalità tende ad adottare uno dei primi tre centri:

1.  Emotivo:
2. Intellettuale:
3. Motorio: (fisico)
4. Istintivo:
5. Intellettuale Superiore:
6. Emotivo Superiore:
7. Motorio Superiore:

In aggiunta al primo c’è un secondo centro, o meglio una parte di esso, che si occupa di elaborare le reazioni immediate alle esperienze vissute: in altre parole: il primo centro elabora le esperienze, il secondo centro le reazioni a queste esperienze. Per esempio, se le esperienze sensorie sono elaborate dal centro emotivo e le reazioni sono elaborate dal centro intellettuale, allora si dirà che una persona opera nella parte intellettuale del centro emotivo. Il che significa che vivrà tutte le esperienze della vita, attimo dopo attimo, in modo emotivo (centro emotivo) e reagirà a queste esperienze ragionandoci  e parlandone (parte intellettuale).

TIPO DI CORPO

Il tipo di corpo comprende una serie di caratteristiche fisiche e psicologiche derivanti dall’influenza dei corpi celesti al momento della nostra nascita, spesso – ma non sempre – in diretta relazione con la nostra mappa astrologica. Come nell’astrologia, l’energia di ogni corpo celeste è descritta attraverso simboli mitologici. Per esempio, il pianeta Marte è definito dalle caratteristiche simboliche del dio romano della guerra, e le persone con un corpo marziale tendono ad essere aggressivi ed esuberanti.
Questi sono i sette tipi di corpo (ce ne sono anche altri tre, le cui influenze agiscono in modo più sottile: nettuniano, uraniano e plutoniano):

Marziale: Questo tipo di corpo corrisponde al ruolo del Guerriero. E’ atletico, muscolare, nerboruto, solido, snello, denso e forte. E’ costruito per l’azione e la resistenza e fiorisce con l’esercizio e il duro lavoro. Sopporta molto il dolore e l’abuso. Anche quando il corpo è minuto sprigiona un’aura di potere grezza e intensa, un’energia che afferma il potere di realizzare. Spesso circondato da capelli rossi e spruzzato di lentiggini, il volto appare vigoroso se non proprio feroce, con occhi, naso e labbra piccoli.

Lunare: In mitologia la Luna (Selene) è la dea della notte. Questo tipo di corpo corrisponde al ruolo di Servitore. Solitamente appare semplice e ordinario sia nel corpo che nel viso. La testa è rotonda è il mento è corto. Anche il torso è rotondo e le gambe sono corte e sottili. La pelle e i capelli sono scialbi, un po’ spenti e spesso radi e scarsi. Di tutti i tipi di corpo quello Lunare è il più incline alla rotondità (come la luna) e a rischio obesità. Il tipo Lunare è il più sensuale, anche rispetto al cibo.

Mercuriale: In mitologia Mercurio è il messaggero degli dei e il suo tipo di corpo corrisponde a quello dell’Artigiano. E’ solitamente snello e corto, agile senza essere muscoloso. Il corpo contiene molta energia che non è finalizzata all’attività fisica, bensì a quella mentale: la creazione e la trasmissione di idee e parole (messaggi). Hanno una soglia del dolore bassa e una tendenza all’ipocondria. Appaiono più giovani della loro età e i maschi tendono a farso crescere baffi o barba. Sono perspicaci, impulsivi e infaticabili.

Saturniano: Deve il suo nome a Saturno (Chronos, per i greci), il dio del tempo e dell’agricoltura. Corrisponde al ruolo dell’Erudito. La caratteristica più distinguibile è la struttura ossea. Il Corpo è alto e sottile con le ossa sono ben visibili. Mani e piedi sono grandi con  le dita nodose. Il volto è lungo e la testa è cesellata e spigolosa, con zigomi evidenti, naso prominente, mascella squadrata e denti grandi. Appaiono seri ma gentili. Si muovono e riflettono lentamente.

Venusiano: Venere è la dea dell’amore e della fertilità. Questo tipo di corpo corrisponde al ruolo del Saggio. E’ un corpo bello e avvenente, nel senso che è molto piacevole da guardare, sia come maschio che come femmina. La pelle è priva di imperfezioni, spesso più scura del normale; i capelli abbondanti e rigogliosi, tutte caratteristiche molto attraenti. Il corpo è ben proporzionato senza estremi o irregolarità. Gli occhi sono grandi e scuri. Potrebbero essere tutti modelli, anche se alcuni hanno la tendenza a trascurarsi.

Solare: Connesso al Sole (Helios) questo corpo appartiene al ruolo di Sacerdote. Ha un’altezza medio-alta, corporatura minuta, a volte apparentemente fragile. Mani e piedi sono lunghi e sottili. Non sono preparati per sopportare il rigore dell’attività fisica ma hanno le spalle larghe e una presenza distinta e imponente. Le caratteristiche sono raffinate e delicate e appaiono più giovani. La fronte è ampia e gli occhi distanziati. La pelle sembra trasparente o luminescente, come se brillasse dall’interno. I capelli setosi e lucenti. L’impressione generale è eterea, angelica, da latri mondi e sono esuberanti, aggraziati e fanciulleschi.

Gioviale: Denominato dal pianeta Giove, il re degli dei in mitologia, questo tipo di corpo corrisponde al ruolo di Sovrano. Grande e alto, spesso massiccio e corposo. Ossa e muscoli resistenti, ma senza la muscolarità del tipo Marziano. Emana regalità. Il collo è spesso e corto; il tronco e gli arti sono pesanti, ma anche quando è sovrappeso la carne è compatta e non floscia. Molta peluria nei maschi.

FALSA PERSONALITA’

Le copertine che abbiamo visto finora vengono scelte prima della nascita e rappresentano la nostra vera personalità, ma tutte le altre caratteristiche e abitudini che abbiamo vengono prodotte durante l’infanzia, e costituiscono artificialmente la falsa personalità.
La falsa personalità è composta da due elementi principali; uno è l’imprinting, la programmazione attivata dalla famiglia, dalla cultura e dall’ambiente sociale in cui si vive; il secondo è definito da quella falsa identità (l’ego) che ci si costruisce durante e dopo l’adolescenza per entrare nel mondo adulto. Mentre la vera personalità riflette le scelte sagge e la coscienza superiore dell’anima, la falsa personalità rispecchia l’ignoranza e l’immaturità della giovinezza. Si può comprendere qual è l’una e quale l’altra dal semplice fatto che la prima agisce senza alcuna paura mentre la seconda ne è totalmente impregnata.
Una delle sfide chiave nella vita, che avviene durante la quarta monade, è quella di superare la falsa personalità per manifestare quella vera, fatta di copertine, di età dell’anima e del suo ruolo.

OSTACOLO PRINCIPALE

L’ostacolo principale è un tratto della falsa personalità, un difetto caratteriale ben radicato, costruito dalla paura e dall’illusione. il cui scopo è quello di proteggere la persona da qualunque cosa possa temere di più nelle sue relazioni, come il senso di vulnerabilità personale, l’inadeguatezza o l’autosvalutazione.
Durante l’infanzia si possono avere svariate “brutte” esperienze che, data la giovane età, possiamo esagerare o fraintendere, Queste esperienze si possono cristallizzare in specifiche paure permanenti – per esempio quella di cambiare. Da bambini allora adottiamo certi modelli di comportamento per evitare o eliminare a tutti i costi le cose che ci fanno paura. Nella tarda adolescenza, entrando nella maturità, la paura e la negatività si nascondono dietro un ostacolo principale della falsa personalità. Queste le sette possibilità, e tutti noi ne possediamo un paio, una primaria – che distorce l’obiettivo e le conseguenti scelte di vita – e una secondaria – che distorce l’attitudine e la percezione della vita:

Impazienza: correre nella vita (paura di perdersi qualcosa)
Arroganza: fingere perfezione o superiorità (paura della vulnerabilità)
Avidità: acquistare/consumare in modo compulsivo (paura della carenza)
Testardaggine: rifiutarsi di accettare il nuovo (paura del cambiamento)
Martirio: giocare alla vittima innocente (paura di non valere)
Autodistruzione: eliminare/annullare in modo compulsivo (paura della perdita di controllo)
Svalutazione: cercare di essere invisibili (paura di inadegutezza)

Gli ostacoli principali operano in un circolo vizioso, creando inconsciamente proprio l’ansietà che dovrebbero prevenire. Creano conflitti interiori per gran parte della vita, lavorando dietro le scene ostacolando tutti i tentativi di realizzazione. Imparare a gestire il proprio ostacolo principale è uno dei più grandi risultati nella crescita personale.

GLI INSEGNAMENTI IN PRATICA

In pratica li sto studiando. Se avete letto i due articoli precedenti e questo, vi sarete resi conto che il Sistema è semplice e complesso allo stesso tempo, e non si può certamente esaurire in poche righe. Ho compreso che richiede studio e applicazione pratica, ma, cercando di sintetizzarne il fine, si può dire che ci fornisce un quadro coerente per comprendere la vastità dei modi in cui la vita umana si manifesta, sia in grande scala (storica, globale e spirituale), sia a livello più intimo e personale. Ogni individuo sul pianeta è esattamente al suo posto giusto, dato dal tipo di anima, di livello evolutivo, di missione da compiere e dalle proprie caratteristiche.
E’ un sistema che ci permette di apprezzare ogni differente aspetto dell’umanità, che risulta sempre e comunque valido nella sua diversità e varietà. Ogni vita ruota intorno al concetto di scelta: dalla decisione personale di avere un figlio, a quella collettiva di fare la guerra; la decisione intesse ogni momento della vita e le scelte che facciamo sono la nostra ragione per essere qui. Gli insegnamenti di Michael sono un ponte tra la Verità del nostro essere e la realtà terrena che sperimentiamo tutti nella vita quotidiana. Cercare e scegliere il nostro proprio significato e scopo è il modo in cui evolviamo, e accettare  quindi con fede cieca tutte queste informazioni renderebbe vano lo scopo degli insegnamenti. Come dice Michael:

Tutto è scelto.
E questo include anche quello che scegliamo di credere.

Con amore,

Yel

PS: Non esiste, che io sappia, nessuna fonte in lingua italiana che parli degli insegnamenti. Ma se vi interessa l’argomento potete trovare molte informazioni e commenti su questo sito. (in inglese)

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