Non c’è più tempo per questo tempo

“Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, e non come una stampella” (John F. Kennedy)

Trenta giorni ha Novembre, con April, Giugno e Settembre; di ventotto ce n’è uno, tutti gli altri ne han trentuno. Chi non ha imparato questa filastrocca a scuola? Penso sia una delle prime cose che ci vengono cementificate nella testa, e al contrario di molte altre istruzioni completamente inutili, questa sembra avere un senso: ci fa ricordare di quanti giorni son fatti i diversi mesi. In realtà non è proprio precisa perché ogni tanto Febbraio, unico nella filastrocca, ne ha 29, di giorni, se no non tornano i conti, cioè i tempi. Lasciamo correre? è un errorino da poco, un giorno più o meno, che vuoi che sia?

E invece, ci avete mai pensato perché i mesi non possano avere tutti gli stessi giorni, e per di più ogni quattro anni si debba aggiungere questo giorno? Non è strano che il tempo della nostra vita sia organizzato in questo modo? E’ come se ogni giorno potesse avere più o meno ore, il lunedì ventidue e il sabato ventotto, e la domenica magari trenta. Oppure che ogni ora avesse un numero  variabile di secondi, e insomma avete capito. Dato che il tempo è l’unica cosa che veramente possediamo (come ha detto Baltasar Gracian: “Anche chi non ha niente, ce l’ha”), stimolata da una raccolta di firme per un referendum per modificare il calendario – dopo aver pensato un attimo che fosse una bufala: modificare il calendario? Ma dai!? E’ uno scherzo… – ho approfondito un po’ l’argomento e ho trovato quanto segue.

Il calendario che viene utilizzato oggi in (quasi) tutto il mondo si chiama Gregoriano, e prende il suo nome da Papa Gregorio che lo introdusse nel 1582 con la bolla papale Inter gravissimas (“tra le cose gravissime”), sostituendo quello Giuliano precedente, che  prende il nome da Giulio Cesare, promulgato nel 46 a.c., che a sua volta sostituiva il calendario  in uso che era di dieci mesi. Infatti se analizzate i nomi dei mesi scoprite una cosa interessante: ogni mese prende il suo nome da un dio o una festività, tranne gli ultimi quattro:

Gennaio, origina da Janus, il dio degli inizi
Febbraio, da Februa, la festa della purificazione
Marzo, da Marte, dio della guerra
Aprile, non si sa bene, forse da Aphrodite, dea greca dell’amore
Maggio, da Maia, dea greca della crescita (primavera)
Giugno da Juno, Giunone, la regina degli dei
Luglio, da Giulio Cesare
Agosto, da Cesare Augusto, imperatore
Settembre, da sette, il settimo mese pur essendo il nono
Ottobre, da otto, pure essendo il decimo
Novembre, da nove, ed è l’undicesimo
Dicembre, da dieci, ma è il dodicesimo

Tanto per dire quanto casino è sempre esistito sui calendari, e come questa cosa significa che sono totalmente artificiali. In più, che l’organizzazione del nostro tempo sia stata fatta da papi e imperatori mi sta proprio di traverso. Perché non utilizziamo un Calendario Popolare, o meglio ancora un Calendario Naturale?  Che è come si faceva prima. La natura infatti è già organizzata secondo un suo calendario, che è quello che segue la lunazione, composta di 13 periodi e non di 12, come quelli in uso ora.

Un calendario di 13 mesi, composto da 28 giorni ciascuno è stato utilizzato sul nostro pianeta per più di 6000 anni. Era il sistema standard di misurazione del tempo in uso nella Cina e nell’India preistoriche e in tutto il Sud America: gli Esseni, gli Egizi, i Polinesiani, i Maya, gli Inca, i Lakota e i Cherokee lo utilizzavano. Anche nella cultura dei Celti c’era il Calendario Albero, composto da 13 mesi e 28 giorni. Ancora oggi molte culture ne fanno uso.

Tutti i popoli indigeni della Terra conoscono e rispettano la saggezza e il potere della tartaruga. Nel suo guscio c’è la conoscenza del tempo e la saggezza delle tredici lune. La saggezza della tartaruga è il potere della conoscenza cosmica.
Tredici scaglie compongono il guscio della tartaruga. Ci vogliono tredici lune perché la Terra giri una volta intera intorno al sole. Tra i popoli indigeni del Nord America, la Terra è chiamata l’Isola Tartaruga, e ricordare questo significa ricordare come la Terra è guidata dal potere cosmico delle tredici lune. (Josè Arguelles, Tredici Lune in movimento)

Questa saggezza e conoscenza antica sul tempo, che questi popoli tramandavano da eoni (probabilmente da Atlantide) venne spezzata e annichilita già ai tempi di Babilonia, durante quella che possiamo definire la più grande cospirazione di questo mondo, che ha segnato l’inizio dell’era patriarcale tutt’ora in corso,  e che ha scalzato la cultura di pace legata ai cicli naturali e al culto di Madre Gaia preesistente, legata al numero 13.
Ci avete mai pensato perché nel mondo (occidentale) esiste questa superstizione a proposito del numero 13? (da noi, di per sé, il 13 non porta male – a meno che non si sia a tavola o si parta in comitiva per un viaggio). Perché il numero tredici è il numero dell’armonia cosmica, il numero del principio femminino (connesso indissolubilmente al ciclo delle donne, in corrispondenza col ciclo lunare), il numero della Natura, e come tale doveva essere abolito e screditato. Anche i segni zodiacali sono 13 e non 12, in realtà.

La cospirazione babilonese cominciò a smantellare. pezzo dopo pezzo, la famosa età dell’oro, a cui i testi antichi fanno riferimento. I Romani ereditarono poi da questa civiltà distorta tutti i concetti che conosciamo bene e che caratterizzano il nostro mondo: oppressi e oppressori, la guerra, il denaro, le tasse. Il nome calendario l’hanno introdotto loro e letteralmente significa registro dei conti: il primo giorno dei mesi romani erano le calendae, ovvero quando si devono pagare tasse e conti. Quindi, prima i Babilonesi, poi i Sumeri e infine i Romani hanno creato questo sistema del calendario con uno scopo ben preciso: manipolare le gente.

Ed ecco poi che spunta il calendario Gregoriano, giusto in tempo per aprire la strada alla rivoluzione scientifica del secolo dei lumi (durante la quale si pensava che Dio fosse un orologiaio e l’universo il suo orologio gigante), che diede poi vita alla Rivoluzione Industriale e alla conseguente organizzazione del tempo basata sul materialismo e sulla meccanizzazione della vita (paga oraria, costo orario, vita oraria). Ci rimane un po’ di tempo libero; libero da cosa? Dalle lancette.

C’è un errore nel tempo: l’errore è nell’utilizzo di un calendario artificiale di 12 mesi. Ma è un errore creato ad hoc, sempre con il fine di renderci schiavi di un sistema iniquo e innaturale. La misura irregolare di questi dodici mesi, irregolari anch’essi, in combinazione con i 60 minuti dell’ora, crea una frequenza falsa ed entropica del tempo, che riduce tutti i valori sacri e naturali ad una semplicissima quanto spietata filosofia: il tempo è denaro.
I soldi infatti sono la funzione primaria di questa frequenza definita 12:60. Per poter ricevere quello che le altre specie biologiche ricevono gratuitamente dalla natura, gli esseri umani sono stati imparati a vendere il loro tempo (fatto di corpi, menti ed energie) per una unità artificiale chiamata denaro. Devo aggiungere che nei paesi cattolici come il nostro (no, come il nostro non ce n’è, visto che siamo nati come stato pontificio) ci sono le campane delle chiese che ci richiamano allo scadere delle ore o, peggio, di quarti e mezz’ore, per ricordarcelo?

Si vabbè, qualcuno può dire, vedi complotti ovunque, persino nel calendario. Bene, allora spiegatemi questo: nella prima metà del ventesimo secolo nacque una vigorosa e ben organizzata campagna di riforma del calendario. Tra i principali organizzatori c’era George Eastman (fondatore della Eastman Kodak, pellicole fotografiche, ecc.), che propose il Calendario Fisso Internazionale, un calendario perpetuo fatto di 13 mesi, ognuno precisamente di 4 settimane per la somma di 28 giorni per mese, con un giorno finale, non compreso in alcun mese o settimana, chiamato il Giorno Zero (13 per 28 fa 364, e non 365 come sono i giorni dell’anno). In questo modo ogni primo giorno dell’anno è sempre anche il primo giorno di ogni settimana, una domenica.

Solamente negli Stati Uniti, più di cento aziende adottarono questo calendario perpetuo di 13 mesi per 28 giorni ciascuno e annunciarono che il primo Gennaio 1933 (anno d’ascesa del nazismo) il mondo intero sarebbe ritornato a questa misurazione naturale del tempo, ma qualcuno – indovinate chi – si oppose duramente al cambiamento. Il Vaticano sostenne una campagna contro questo calendario, sostenendo che il “giorno zero”, rompendo la successione della settimana fatta di sette giorni, avrebbe creato caos e calamità. George Eastman Kodak si suicidò (con un colpo al cuore…) pochi mesi dopo l’intervento censorio del Vaticano, e tutta questa storia del calendario è rimasta sotto il tappeto della storia.

Il tempo è una funzione della mente. Se cambi il calendario cambi il tempo. Se cambi il tempo cambi anche la mente. La Legge Universale del Tempo dice che esiste una frequenza temporale che unifica tutto l’ordine galattico, dalle strutture più grandi a quelle più piccole (come sopra, così sotto), e questa frequenza è di 13:20. La matematica del calendario Maya ci rivela lo schema universale della Quarta Dimensione: i Maya conoscevano precisamente i corretti cicli del tempo della natura, ma non li avevano inventati loro: fanno parte delle leggi dell’Universo. Nella frequenza 13:20 il tempo non è più denaro, ma diventa arte.

Se volete firmare per questo referendum, potete farlo qui.

Con Amore senza tempo,
Yel

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