Macchina Biologica

Notizie dal fronte

Hanno “uscito” l’artiglieria pesante, mi viene da rispondere agli amici che si e mi domandano cosa sta accadendo in questo periodo sul nostro pianeta.

L’undici novembre scorso l’apertura del portale 11.11 ha ulteriormente accelerato l’intenso processo di aggiornamento del sistema Terra che già stiamo vivendo da parecchi mesi, e il risultato è che l’energia presente risulta più densa e appiccicosa, oltre che erratica. Sappiamo che è in corso una grande opera di pulizia e purificazione, sia personale che globale, e nel primo caso, questa avviene facendo emergere in superficie delle memorie sepolte che inducono emozioni pesanti e dolorose; nel secondo invece assistiamo a questa ondata di svelamento e rivelazione a tutti i livelli, che sta dando un bello scrollone alle fondamenta della nostra società.
La tecnologia sta aiutando l’umanità in questa rivelazione a se stessa, ed ecco che scatta il meccanismo censorio con cui il potere cerca di limitare l’ormai inarrestabile corrente di risveglio che sta avvenendo in tutto il mondo.

Da una parte il Sistema continua a spingere la solita agenda basata sul conformismo e la competizione, cercando di chiuderci tutti in quelle piccole scatole etichettate e impacchettate, soffocati nei ritmi innaturali del lavoro e continuamente spremuti delle nostre migliori energie. Cerca anche di insinuarsi nelle nostre menti, utilizzando la falsa informazione e la manipolazione per provocare la nostra paura e fomentare il nostro odio: l’obiettivo è quello di distruggere la nostra trinità  di esseri fatti di mentecorpoanima.

Dall’altra parte ci siamo noi, che non riusciamo più a ignorare la depravazione tragica e assurda che il nostro pianeta sta vivendo. E’ interessante notare come le generazioni più anziane stiano guardando il mondo per la prima volta con  occhi aperti: quelli che una volta vedevano  come confini blindati, parametri definiti e premi riconosciuti, ora sono visti per quello che sono: meccanismi di oppressione e controllo.
La mia generazione – quella degli anni ’60,’70 e ’80 – sta annaspando dentro questo tunnel del vento della tecnologia, che ci spinge ad andare più veloci, che rimpicciolisce e trasforma il mondo sotto i nostri occhi, e ci rendiamo conto di quanto innaturale sia una vita vissuta così.
La generazione più giovane è decisamente la più risvegliata, ma viene continuamente distratta appositamente: non appena prova solamente ad immaginare i propri sogni, ecco che sorgono muri e blocchi da ogni parte ad impedirglielo.

In questo contesto, non ci vuol molto a capire che un  cambiamento necessario e inevitabile sia obbligatorio, e infatti sta accadendo. Ognuno di noi sta cercando di tenersi al passo con l’energia in movimento, ma è faticoso: siamo esausti, confusi, sconcertati, spaventati e anche arrabbiati. Le donne soprattutto, e tutti quelli in cui è presente e viva l’energia femminina si stanno risvegliando in tutto il mondo, e sono giustamente incazzate. E’ l’ira della Dea, che sta esplodendo dopo che la sua luce è stata oppressa per migliaia di anni. E’ il ritorno profetizzato del divino femminino, ma questa rabbia deve essere canalizzata in modo produttivo; deve essere rilasciata senza farla implodere, senza che venga frustrata da questa oppressione continua. Ma non contate sul sistema per trovare uno spazio in cui respirare, né un luogo per sganciarci momentaneamente e ricaricare le batterie. In guerra non si lascia tempo al nemico per riprendersi.

E quello di cui abbiamo bisogno ora è invece proprio quello spazio vuoto. Non ce ne rendiamo conto ma siamo sottoposti ad una ricalibrazione molto intensiva. Quando vi capita di svegliarvi al mattino già stanchi, significa che nella notte avete lavorato parecchio; anche tutti i sogni vividi e incredibili che fate sono un’indicazione dell’opera di riaggiustamento che sta avvenendo in noi. E lo spazio vuoto a cui mi riferisco è quello che abbiamo quando stiamo in solitudine. Abbiamo bisogno di isolarci per ascoltarci profondamente, per silenziare il chiacchiericcio costante degli slogan della matrix, per sganciare il nostro campo energetico da quello di tutti gli altri. E’ come mettersi in modalità di attesa, di sospensione. E’ il modo migliore per stare ed essere, in questa fase.

Questi sono alcuni segnali che il processo di ricalibrazione è in atto:

Nel corpo: si è più sensibili ai prodotti di origine chimica (irritazioni cutanee, allergie); non si riescono più a tollerare cibi sintetici come prima; compaiono dolori, malesseri, raffreddori e influenze, visione sfocata, ronzii e fischi nelle orecchie e strani mal di testa.

Nella mente: si filtrano attivamente le notizie, cercando di scollegarci dalla depressione e dalla paura che generano; ci si rende conto delle bugie e degli inganni che sono messi in scena dalla politica globale; ci si ricorda di passioni dell’infanzia, di sbocchi creativi che amiamo ma dei quali c’eravamo dimenticati.

Nel tracciato dell’anima: si cercano dei modelli di vita più tranquilli; ci si allontana da amici, colleghi o familiari che abbassano le nostre vibrazioni; ci si sente attirati dalla meditazione, dallo yoga, da terapie naturali o dallo stare nella natura più di prima; si diventa consapevoli delle oscillazioni della nostra percezione del tempo.

Questo risveglio, questo vedere la matrix per quello che realmente è, mette a rischio la nostra salute mentale, producendo depressione, ansia e paura. Vi ricordate la scena del film Matrix in cui Neo sbrocca perché non riesce ad accettare quello che vede? Ecco, una cosa del genere.
Per evitarlo dobbiamo fare quello che ci dà gioia il più spesso possibile. Ciascuno scelga quello che più gli aggrada: stare in mezzo alla natura, fare giardinaggio, dipingere, suonare, leggere, lavare l’auto, giocare coi bambini… ogni cosa funziona, l’importante è interagire il meno possibile  con altri umani. Quando interagiamo con la gente, soprattutto in massa, nella folla, il nostro campo energetico interagisce con quello degli altri, di continuo. E dato che stiamo usando molta energia per ricalibrarci, rischiamo di andare in riserva nel contatto con gli altri. Siamo decisamente più empatici, siamo ipersensibili agli ambienti.
Siamo un po’ più fragili e dobbiamo aver cura di noi stessi.

Con amore,

Yel

 

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