L’INTRUSA

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intrusa
Disegno di Luana Corleto

Io Sono L’intrusa

Ha finalmente visto la luce il mio primo lavoro musicale composto da canzoni in forma di jazz. Si intitola “L’Intrusa” e racconta storie sulla mia esperienza di viaggio attraverso i generi.
Sono canzoni scritte nell’ultimo anno e mezzo, e sono nate al pianoforte invece che alla chitarra, che è sempre stato il mio strumento preferito, forse dipende dal fatto che la chitarra è femmina e il piano maschio, e c’è stato uno slittamento nelle preferenze in me. Comunque non importa, era solo per dire che comporre al pianoforte è molto diverso dal farlo alla chitarra.

Sono canzoni nate spesso durante la notte: a volte una frase di parole, con melodia incorporata, mi svegliava di colpo e mi costringeva ad alzarmi e infilarmi una coperta sulle spalle e sedermi al piano con una matita in mano. Altre volte invece sono state costruite pezzo a pezzo, come si scrive una poesia, con una parola che tira l’altra, senza sapere bene dove si finirà. E così facendo, mi son trovata con una quarantina di canzoni, e mi son detta che forse dovevo farle ascoltare a qualcuno. Non so, non ne sono ancora sicura. Comunque ne ho selezionate undici.

Però dato che il piano io lo suono da schifo – e non sono neppure un’interprete canora – ho pensato che avrei dovuto far suonare queste mie canzoni a qualcuno che lo sa fare, e dato che mi piace molto il jazz, mi sono rivolta a dei professionisti per sentire se potevano essere interessati al mio progetto. Non è stata una lunga ricerca: su consiglio di Dario dello Chapeau di Savona (grazie!) ho contattato il geniale contrabbassista Dino Cerruti, che ha radunato altri musicisti, suoi consueti compagni di gigs: il sensibile Rudy Cervetto alla batteria, il magico Loris Tarantino al pianoforte e il fantasioso Stefano Riggi al sax. E’ stato magnifico vederli confabulare per qualche istante sulle partiture che gli avevo prodotto e poi sentirli suonare con quella naturalezza che solo i musicisti jazz hanno.

Il disco è stato registrato in presa diretta in un paio di giorni e ho voluto omaggiare le mie origini monferrine andandolo a registrare proprio sulle colline della mia giovinezza, nello studio V3 Recording di Treville (AL), gestito con grande competenza da Davide Ghione, che è anche mio cugino e mi conosce bene.

Mancava poi un’immagine di copertina, ma anche questo è stato semplice: la mia cara amica Luana Corleto è una delle disegnatrici più sensuali che esista, e le ho chiesto di farmi un ritratto zen, con meno fronzoli possibile.
Volevo che fosse un tratto appena visibile su uno sfondo tutto bianco, a rappresentare la leggerezza con la quale vorrei muovermi in questa nuova alba, finalmente chiara, della mia vita.


L’Intrusa – Una Storia Transitoria

L’intrusa (Una Storia Transitoria) è uno spettacolo che racconta la storia del “transitare” da un genere all’altro, basato sull’esperienza autobiografica di Yel Bosco, autrice dei testi e delle musiche, accompagnata al pianoforte da Daniela Mastrandrea, che ne ha curato l’arrangiamento musicale. Attraverso narrazioni e canzoni viene raccontata la complessa esperienza della transizione di genere, un percorso difficile e doloroso ma, in qualche modo, obbligato per chi si trova ad affrontarlo.

La visione superficiale del fenomeno, è stata spesso caricata di un pesante stigma sociale, e considerata quanto meno bizzarra, quando non decisamente da giudicare e condannare. L’equazione  persona transessuale uguale a prostituta ed emarginata, così radicata nella nostra cultura patriarcale occidentale, è ancora oggi difficile da superare, ed esistono ben poche testimonianze che cerchino di illustrare in modo più approfondito l’esperienza di chi esprime pubblicamente la propria diversità.

Questo spettacolo racconta cosa significa vivere la transizione sulla propria pelle e le conseguenze che la scelta di manifestare sé stessi agiscono su tutto quello che esiste nella vita quotidiana: dalla famiglia, agli amici, alle relazioni e al lavoro. Ma viene trattata anche l’origine storica e mitologica, nonché la forte componente spirituale che, da sempre, caratterizza le persone che vivono questa esperienza, anche se spesso viene vissuta in modo inconscio.

Il pianoforte della compositrice pugliese Daniela Mastrandrea, dotata di un talento musicale eclettico e creativo, interpreta con sensibilità le diverse emozioni evocate dalle parole. Alcune sue composizioni originali, completano lo spettacolo, arricchendone la portata artistica.

Lo spettacolo è stato presentato in anteprima, nell’ambito degli eventi dedicati al primo Pride di Alessandria, il 21 Maggio 2019, presso L’Isola Ritrovata  (Alessandria) e il 24 Maggio 2019 al Pantagruel (Casale M.to).

Testi e Musiche: Yel Bosco

Pianoforte e Arrangiamenti: Daniela Mastrandrea

Durata. 1:30 circa