Quando parla l’oracolo

Che non siano tempi facili lo avevamo capito, vero? C’è troppa roba che sobbolle in pentola e la pressione sta alzando il livello della brodaglia in cui siamo immersi. Ci siamo dentro tutti, in modi e tempi diversi per ognuno, in accordo – probabilmente – con gli accordi che abbiamo preso prima di questa incarnazione, che pare possa essere l’ultima nel contesto da noi conosciuto. Nel brodo galleggiano anche quelli che ancora non se ne sono accorti di starci e il loro risveglio  mi sa che sarà più traumatico, ma a ciascuno il suo, come dice il titolo del romanzo di Leonardo Sciascia.

Il mio per esempio è che nell’ultimo mese mi son presa a cuore la costruzione e la gestione di questo blog, e – dopo una consultazione popolare su facebook – ho deciso di buttarci dentro un po’ delle mie anime (che siamo almeno in tre, qui dentro, l’ho capito da un pezzo) e relative passioni e creazioni. L’anima bella che scrive, di solito, è la parte più razionale, quella che si fregia del titolo di direttore gestionale del veicolo contenitore denominato YEL. Il direttore è figo (almeno così si sente) perché riesce sempre ad avere la battuta pronta, a dire la cosa intelligente e a trovare spunti nuovi, sui quali fare battute pronte e dire cose intelligenti. E’ abbastanza simpatico, mi verrebbe da dire, ma manca un po’ di umanità, di cuore. E’ assolutamente razionale e distaccato, al punto che il Dr.Spock di StarTrek gli fa una sega. E’ sicuramente maschio, il direttore, non proprio un alfa, piuttosto un omega: intelligente e carismatico ma che non ha bisogno di nessuno.

Almeno così pensava fino a qualche tempo fa. Invece ieri (in realtà è da un po’ che ci si aspettava la crisi) si è  finalmente reso conto di dipendere in modo forsennato e ossessivo dall’apprezzamento degli altri e di soffrire come una bestia segregata alla catena, se non riceve qualche carezza quotidiana. Già un paio di giorni fa un post  su facebook di un amico recente gli aveva fatto drizzare le orecchie. Il post parlava dell’angelo Aniyel, che traslitterato dall’ebraico significa “la mia energia diventa reale quando si vede”,  e che si può interpretare anche come “io divento reale quando mi guardano”, ovvero dotato di un  roboante egocentrismo connaturato. Il post continuava: “Fin da bambini si assuefanno all’attenzione altrui come a una droga, e devono consumarne in dosi sempre maggiori: possono così arrivare a compiere anche imprese notevolissime, purché un pubblico li stia guardando; ma quando li si ignora, deperiscono; quando non pensano all’effetto che faranno, pensano cose sbagliate; quando hanno esaurito tutte le loro trovate per sorprendere o incantare gli spettatori (e capita ogni tanto), si lasciano prendere dal panico, o precipitano nella disperazione. I loro nemici più insidiosi sono, naturalmente, l’impazienza di venir lodati e ammirati e l’incubo di non esserlo più domani.”

Preciso, preciso. Anche se la mia data di nascita è posta sotto la guida e protezione di un altro angelo, Seytel – il cui dono sarebbe la conoscenza e la comunicazione delle leggi che governano l’universo – leggendo questa breve descrizione ho fatto notare al direttore gestionale come fosse in diretta relazione con le sensazioni e emozioni che si stavano vivendo qui dentro. Ora, non vorrei che pensaste che questa sorta di dialogo interiore avvenga con modalità schizofreniche (come nell’ultimo spaventoso e bellissimo film di Shyamalayan, “Split”, dove il personaggio principale è diviso tra dieci personalità differenti), no: è che a forza di far pratica di autosservazione si arriva a vedere come i molteplici ego al nostro interno reagiscono e agiscono nella nostra vita. Cioè, non sono matta: sono autoempatica.

Comunque: quando entro in crisi, e lo faccio spesso ma non lo dico a nessuno, per mantenere questa facciata di persona (dal latino: maschera) autosufficente, di solito cerco l’aiuto e il supporto delle energie invisibili che ci circondano, il che poi significa che chiedo aiuto al mio Sé Superiore, il quale è sempre contento di dare una mano. In particolare l’altro giorno ho utilizzato la consultazione dell‘Iching, l’antico oracolo cinese, per chiarirmi un po’ le idee. Ho espresso il quesito (come posso controllare questo desiderio di essere riconosciuta e apprezzata?) e l’oracolo ha detto: esagramma 52 con linea mobile al secondo posto, che diventa esagramma 18. Chi conosce un poco l’Iching sa di cosa parlo; chi non lo conosce può cominciare a farlo, ci sono un sacco di siti che offrono gratuitamente la consultazione e i commenti. Io uso sempre questo: http://www.i-ching.it/

L’esagramma 52 dice, in sintesi: Calmati. La frenesia e la confusione si superano con la quiete e la determinazione. Arrivi da un passato turbolento e stai andando verso un futuro incerto, sebbene speranzoso. Fluisci con i tempi e conserva l’energia come una dinamo per quando ti servirà. Evita situazioni negative e usa questo tempo per svilupparti integralmente: mangia bene e apprezza il riposo. Hai molte ferite da guarire e muscoli da tonificare. Usa la meditazione o i benefici dello yoga. Usa il tuo tempo in modo creativo, così sarai pronta con vitalità per muoverti o con chiarezza per ritirarti. Solitamente sei o molto critica o estremamente romantica: ora sarai entrambe e puoi vedere il significato e la bellezza di tutte le cose.

La linea mobile è ancora più chiara: Abbi fede nella tua fortuna e non essere sorpresa se a volte le cose sembrano fuori dal tuo controllo; le rivelazioni psichiche  che hai sul futuro non arrivano a toccare alcune persone intorno a te: esse prenderanno delle strade che sai non sono buone per loro, ma non puoi farci niente. Ricordati che ogni cosa si sistema da sola. Non affogare nella malinconia, segui il flusso e non indossare rancori.

L’esagramma che risulta dalla mutazione, il 18, insiste sul fatto che le difficoltà che sto affrontando sono esattamente pari alla mia capacità di risolverle e continua dicendo che: se ti ci metti di buona lena puoi raddrizzare ogni cosa. Le porte sono aperte e le situazioni possono migliorare se lo vuoi. Usa la tua energia per prendere decisioni consone, metti in ordine le cose senza forzare. Se ti prepari per il cambiamento e intanto dai il più possibile agli altri, sarai pronta quando arriva il momento di muoversi. Sii onesta, pratica e realistica.

Non so di preciso perché (rivelazioni psichiche?) ma ho l’impressione che questi consigli che l’oracolo ha dato a me possano in qualche modo essere utili anche a voi. E poi anche questo fa parte di dare il più possibile agli altri. Gli altri… come se davvero esistessero. Invece siamo tutti uno, vero? E’ che ogni tanto ce lo dimentichiamo.

Con amore,
Yel

 

 

 

 

 

 

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