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Quando si sposta il cielo

Nell’autunno del 2010 ho frequentato un mini corso di permacultura della durata di tre giorni. In quel periodo mi aveva preso l’idea di andare a vivere in campagna e coltivarmi il cibo in modo naturale e sinergico. Mi sono comprata il bellissimo manuale – la bibbia della permacultura – dell’australiano Bill Mollison e l’ho letto avidamente, ma mi son resa anche conto di aver bisogno di qualche esperienza pratica, così son partita per una tre giorni intensiva con un altro permacultore australiano, trapiantato in italia, il fantastico John Button. Inutile dire che la mia esperienza nella permacultura si è fermata lì. Non sono andata a vivere in campagna, bensì al mare, e non coltivo il mio cibo ma lo compro dai contadini al mercato. Coltivare non è cosa mia: a Milano dicono “ofelé fa’ el ‘to mesté” (pasticcere fai il tuo lavoro), cioè a ciascuno quello che gli è proprio. Ma una cosa importante è accaduta nel mio brevissimo soggiorno durante quel corso.

Eravamo in montagna, in Val d’Ossola, e ci ospitava una misteriosa donna tedesca, dai lunghi capelli neri corvini e con un bindi rosso sulla fronte. Gli occhi verde azzurro, circondati da un pesante kajal, sembravano scrutarti dentro, e parlava inglese con uno strano accento teutonico. Cucinava degli splendidi piatti vegetariani di origine indiana, e tutte le mattine prima di colazione portava le offerte in frutta e incenso ad una statua di  Shiva, che stava all’esterno in un anfratto della casa. La mia innata curiosità mi aveva spinto a domandarle cosa facesse nella vita, oltre che ospitare corsi di permacultura e lei con un sorriso enigmatico mi aveva risposto: “Sono un’astrologa vedica”. All’epoca non sapevo nulla dei Veda; non avevo ancora letto il libro di Roberto Calasso “L’ardore”,  men che meno conoscevo l’esistenza degli antichi testi sacri così denominati (tra i più antichi al mondo) e neppure avevo la minima informazione sul popolo nomade degli Arii (o Ariani) che si infiltrarono in India nel 2200 a.c. e vi portarono il sanscrito come lingua e l’induismo come religione.

Però il fascino della signora tedesca (che, mi spiegò, aveva vissuto molti anni in India) e la fascinazione che l’astrologia aveva sempre avuto su di me, mi portarono subito a chiederle se poteva farmi il tema natale o la carta astrale, insomma stavo cercando una qualche mappa delle stelle che mi indicasse un cammino un po’ più chiaro (era un momento molto confuso della mia vita). L’astrologa mi disse di lasciarle i mie dati e che mi avrebbe chiamato lei quando fosse stata pronta. Me ne andai un po’ delusa perché speravo mi dicesse qualcosa subito. Passarono un paio di mesi e, come promesso, mi chiamò e mi disse che dovevo tornare da lei per un weekend intero, perché aveva molte cose da dirmi. Ricordo che partii con la mia macchinetta sportiva inebriata da uno spirito di avventura e di scoperta, e così fu.

Nel corso dei due giorni che trascorsi con lei mi parlò per circa 8 ore, e ho registrato tutto (anche se stranamente, alcune parti sono risultate poi mancanti), raccontandomi dell’ultima incarnazione che avevo vissuto, di questa che sto vivendo, dello scopo e delle caratteristiche della mia esistenza. Tutto questo con una precisione assolutamente chirurgica: sembrava che conoscesse ogni mia esperienza e tratto caratteriale, persino le più intime e nascoste. Proprio all’inizio della sua conferenza privata con me, mi disse che il mio vero segno zodiacale era Pesci, e non Ariete, e che il mio ascendente era Cancro, e non Leone, come invece l’oroscopo “tropicale” (contrapposto a quello che utilizzava lei, chiamato “siderale”) ha sempre affermato. Alle mie rimostranze che da sempre avevo pensato di essere Ariete/Leone, mi rispose che il cielo si era spostato. In più, aggiunse che la mia Luna si trovava anch’essa nel segno dei Pesci. Wow: Pesci–Cancro–Pesci… ecco perché l’acqua è così importante per me, ed ecco perché non mi sono mai completamente ritrovata nelle caratteristiche dell’Ariete/Leone.
Ed ora smetto di parlare di me e parlo invece della Nasa.

La Nasa? Si: l’ente spaziale americano ha aggiornato la mappatura dello zodiaco per la prima volta in 2000 anni. In sostanza le stelle, negli ultimi 2000-3000 anni si sono spostate a causa delle oscillazioni del nostro pianeta, provocate dalla luna e da sole, quindi il cielo oggi è differente da quello che potevano vedere gli astrologi antichi e le costellazioni si sono spostate di circa un mese. Questo fa si che quasi il 90% delle persone seguano l’oroscopo sbagliato! Cazzo, aveva ragione l’astrologa vedica!
Questi sono i cambiamenti che la Nasa ha calcolato:

Ariete:  19 Apr.- 14 Mag.
Toro:  15 Mag.- 21 Giu.
Gemelli:  22 Giu.- 20 Lug.
Cancro:  21 Lug.- 10 Ago.
Leone:  11 Ago. – 16 Set.
Vergine:  17 Set. – 31 Ott.
Bilancia: 1 Nov. – 23 Nov.
Scorpione: 24 Nov. – 29 Nov.
Ofiuco: 30 Nov. – 18 Dic.
Sagittario:  19 Dic. – 20 Gen.
Capricorno: 21 Gen.- 16 Feb.
Aquario: 17 Feb.- 12 Mar.
Pesci: 13 Mar. – 18 Apr.

Si: controllate la lista ancora una volta. Ci sono TREDICI segni zodiacali, come ci sono tredici lune in un anno e come, in realtà, dovrebbero esserci tredici mesi di durata variabile nell’anno: ricordiamo che la divisione arbitraria delle mensilità, così come le utilizziamo, è stata introdotta dal calendario gregoriano, ovvero dal papato di Gregorio XIII nel 1582. La soppressione del 13° mese (che esiste invece nel calendario Maya, lo Tzolkin), così come la sopressione del 13° segno e, in genere, la cosiderazione che il numero 13 sia un brutto numero (13 a tavola, o venerdì 13 – platealmente il giorno di Venere, per esempio) è una classica manipolazione e distorsione della ritualità e organizzazione del Divino Femminino. La tredicesima luna non si può eliminare per fortuna, e quindi è rimasta.

E comunque, quella della Nasa non è una nuova rivelazione: già gli antichi astrologi Babilonesi conoscevano l’esistenza delle tredici costellazioni, ma omettevano il segno dell’Ofiuco, così da poter dividere in modo pari (12) i 360° gradi del percorso del Sole. Che il potere faccia sempre quello che più gli aggrada, anche contro la Natura, è un dato assodato, ormai.

Ma questo povero segno dimenticato, l’Ofiuco, com’è?
La costellazione dell’Ofiuco presenta un uomo che afferra un serpente, ed è infatti consciuto anche come Serpentario, colui che tiene il serpente, ed è presente in molte antiche culture. Nella mitologia greca, per esempio, l’Ofiuco è identificato come Asclepio il guaritore, figlio di Apollo, il cui potere è quello di far risorgere i morti. Ade, incazzato per questo, convince Zeus ad assassinarlo con un fulmine. E da morto venne poi trasformato in una costellazione. Per i Sumeri era conosciuto come il dio Enki e per gli Egizi era identificato come Imhotep, che visse i Egitto intorno al 27° secolo prima di Cristo. Nella Bibbia i suoi attributi appartengono a Giuseppe, figlio di Giacobbe, e Imhotep è l’equivalente della traduzione egizia di Giuseppe.

Le caratteristiche di quelli nati in questo segno (dal 30 novembre al 18 dicembre) sono definite così:

Cercatori di pace e armonia
Poetici e inventivi
Cercano saggezza e un’educazione superiore
Sono intuitivi
Hanno nemici segreti in famiglia o in relazioni vicine
Sono persone d’azione
Amano vestire colori vibranti e disegni a quadri
Ottengono favori dalle autorità
Attraggono buona fortuna per se stessi e per gli altri

Bentornato Ofiuco e tutti gli ofiucini. E per tutti gli altri, andate a rivedervi l’oroscopo che magari ci azzecca un po’ di più ora.

Con amore,
Yel

 

 

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