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Transpiritualità 1

Questo testo, insieme ad altri che pubblicherò, sono tratti da un libro intitolato “Transgender Spirituality: Man into Goddess” (Spiritualità Transgenere: Uomo in Dea), scritto da Sakhi Bhava* e pubblicato nel 2012. Posso dire che sottoscrivo ogni singola parola di questo primo paragrafo.

“Mi ricordo un episodio della mia infanzia. Fu un semplice incontro che però crebbe come una rivelazione così potente da cambiare la mia vita. Avevo sei anni ed era il giorno prima del primo giorno di scuola. Dei nuovi vicini si erano appena trasferiti nella porta accanto e la loro piccola figlia era venuta a salutarmi. Ci sedemmo sotto il porticato e parlammo per qualche momento.

Era una giornata limpida e ventosa di settembre. Posso ancora sentire il rumore crepitante delle foglie nella brezza e i colori frizzanti dell’erba, del cielo, delle nuvole, e dei suoi capelli.
Posso vedere i suoi riccioli biondi scintillare e agitarsi sulle sue spalle e  intorno alle guance rosate. Indossava un abito a quadri contornato di pizzo bianco. La sua testa roteava graziosamente e i suoi occhi brillavano mentre parlava in un tono morbido e musicale. La visione e il suono si intensificarono incidendosi nella mia memoria. Pensai di essere in compagnia di un essere sovrannaturale.

Da quel giorno in poi la mia infanzia trascorse fantasticando sulle bambine come lei. Mi domandavo come sarebbe stato indossare un vestito, avere lunghe trecce ed essere gentile e dolce. Quando compii dodici anni cominciai a bigiare gli incontri in chiesa così da rimanere a casa da solo e vestirmi con gli abiti di mia madre. Mi sentivo più vicino a Dio mettendomi i suoi reggiseni e i busti, piuttosto che cantando le canzoni liturgiche.

Ora, quando vedo una donna mostrare la propria bellezza e grazia femminile, sento un brivido che risuona nel mio cuore. E voglio mettermi un vestito ed essere come lei.
Per molti anni ho pensato che fosse una perversione: ora so che è un impulso di venerazione. Quello che vedo nelle donne è l’incomparabile bellezza della Divina Madre dell’Universo, ed era quello che avevo visto in quella bambina piccola nel mio porticato. La mia brama di esserle vicino viene soddisfatta solo quando assumo lo stato d’animo di una donna.

Quando sono assorto nell’identificazione femminile, mi sento sollevato, euforico e completamente puro: sento di essere in presenza della Dea. Non mi sento degradato o lussurioso o perverso, invece mi sento allineato con qualcosa di sacro, come se avessi trovato la mia connessione personale con il Divino.
In quei momenti, anche se posso chiamarmi come una donna e cerco di dimenticarmi che non la sono, so che sono qualcosa di diverso. Sono un uomo che è così potentemente attratto dalla sacra luce del Femminino tanto da perdere se stesso – e il suo ego e orgoglio maschile – dentro i suoi raggi penetranti.
Questo è un percorso onorevole e trasformativo  che porta all’appagamento spirituale. Sono stati i santi, i sacerdoti, gli sciamani e anche la semplice gente che mi hanno insegnato le lezioni che troverete nelle prossime pagine.
Questo libro è una preghiera e un’offerta alla meravigliosa e compassionevole e amorevole Madre dell’Universo. Non esiste null’altro che Lei.

(Sakhi Bhava, trad. YEL)

* Nello Bahkti Yoga, Sakhi Bhava è una delle cinque disposizioni mentali necessarie. Chi segue questa attitudine si ritiene un devoto di Sita o Radha (Dee consorti rispettivamente di Rama e Khrisna). Ergo il nome dell’autore è un nom de plume.

Il disegno rappresenta invece Lord Caitanya, ovvero l’incarnazione combinata androgina di Khrisna e Radha.

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