MICHAEL TEACHINGS

Trentacinque Passi

Comincio con una citazione colta, che arriva addirittura da Shakespeare, che nel suo “Così è se vi pare” fa pronunciare a Jacques questo discorso:

“Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne son soltanto degli attori, che hanno le loro uscite e le loro entrate. Ed ognuno, nel tempo che gli è dato, recita molte parti, e gli atti son costituiti dalle sue sette età. Dapprima l’infante che miaula e vomita in braccio alla balia, e poi lo scolaretto piagnucoloso che, la cartella sott’il braccio e la faccia lustra e mattiniera, si trascina come una lumaca, di malavoglia, a scuola. E poi l’innamorato, che sospira quanto una fornace, con in serbo una malinconica ballata in onore delle sopracciglia della sua amante. E poi il soldato, pieno di bestemmie in lingua straniera, con la barba lunga come un leopardo, geloso del suo punto d’onore, impulsivo e pronto ad attaccar lite, ansioso di toccar la bubbola della reputazione fin nella bocca d’una bombarda.

E poi il magistrato, con la sua bella pancia rotonda lardellata di buoni capponi, lo sguardo atteggiato a severità e la barba tagliata secondo le regole, sempre pieno di massime assennate e di luoghi comuni. E così anch’egli recita la sua parte. La sesta età si trasporta entro il magro Pantalone in pantofole, con gli occhiali sul naso e una borsa al fianco; i suoi calzoni, gli stessi che portava da giovane, pur se ben conservati, sono ormai troppo larghi per le sue gambe ridotte all’osso; e la sua voce virile già grave, volgendo nuovamente al falsetto infantile, fischia e stride come in uno zufolo. L’ultima scena tra tutte, che conclude questa storia così strana e così piena di avvenimenti, consiste in una seconda infanzia e in un puro oblio: senza denti, senza occhi, senza gusto, senza nulla.”

Questo discorso, scritto secoli or sono, deriva a sua volta da un testo del filosofo greco Filone d’Alessandria, che l’aveva scritto secoli ancora prima, e insomma, è per dire che da sempre l’uomo ha tentato di organizzare e classificare le varie fasi della vita che ognuno vive (se ha il culo di arrivare fino alla fine). Nel sistema psico-spirituale degli insegnamenti di Michael, queste fasi sono chiamate livelli, e sono riferite non a una singola vita incarnata, ma ad un’età dell’anima, che come scritto in un altro post,  è composta da molte incarnazioni.

Per ciascuna età, l’anima deve passare attraverso sette livelli, numerati da uno a sette, ognuno con delle caratteristiche particolari e precise: si comincia con il livello 1 dell’anima neonata e si percorre tutta la scala impiegando le incarnazioni necessarie per comprenderne le lezioni – la cui media è circa tre vite per livello, se si è scelto il percorso più rapido – fino al livello 7, sempre dell’anima neonata; a quel punto si passa all’età successiva (bambina) e di nuovo si rifà dal primo all’ultimo livello. Dato che le età dell’anima sul piano fisico sono cinque, abbiamo un totale di 35 livelli per un intero ciclo di esistenza fisica.

Ognuno di questi livelli, come ho detto, è caratterizzato in modo diverso, e riverbera in modo differente anche a seconda dell’età che si sta vivendo, ma generalmente i primi livelli hanno a che fare con lo sperimentare l’età che si sta vivendo, ovvero imparare le lezioni essenziali attraverso le esperienze appropriate. I livelli successivi hanno a che fare con l’espressione di queste lezioni, dimostrando così l’acquisizione della consapevolezza propria del livello stesso. Con una bellissima metafora, una delle canalizzatrici di Michael, J.P. Van Hulle, illustra i livelli come le attività di una persona che si trova sulla spiaggia di fronte al mare:

Livello 1

Nel primo livello immergiamo un piede nell’acqua, per sentire com’è. E’ una sorta di iniziazione alla nuova fase, dove si hanno i primi scorci della nuova coscienza. Cominciamo a riconoscere che esiste una via completamente nuova che si apre davanti a noi e, nonostante ancora non la comprendiamo, rispondiamo a questa chiamata. E’ un insieme di vite incarnate dove esaminiamo la nuova età che viviamo, ma abbiamo delle scivolate frequenti che ci riportano alla fase precedente. Se si è al primo livello dell’anima neonata, per esempio, si oscilla continuamente tra l’essere umano e l’essere animale da cui si proviene. In questo livello si manifesta circa un terzo delle caratteristiche proprie del livello e due terzi di quelle del livello precedente. Un’anima al primo livello dell’età matura si comporterà tale per un terzo, mentre gli altri due terzi agirà come fosse nell’età giovane, producendo un “assaggio” del tipo di esperienze che arriveranno. Questo livello riverbera con il ruolo di servitore: pone le fondamenta e se l’anima a questo livello potesse parlare, direbbe cose del tipo: “Oddìo, dove son finita? Forse posso giusto fare un assaggino, ‘azz no, meglio di no! Preferivo dov’ero prima, anche se…”

Livello 2

Qui sguazziamo un po’ nell’acqua, ma solo fino alla cintola. Stiamo costruendo delle fondamenta per il nuovo, comparando e valutando la vecchia e la nuova via. Comprendiamo cosa è essenziale e cosa c’è di differente in questo livello, anche se rimane ancora “davanti” a noi, e non “dentro” di noi.
E’ un periodo di transizione/creazione ed è anche quando viene prodotto molto auto-karma (che è il meccanismo di riequilibrio interiore), e il centro emozionale è quello più attivo.
Qui la qualità della nuova età si manifesta con qualche intensità e spesso si è in lotta con se stessi (scegliendo degli obiettivi cardinali e delle modalità ordinali, o viceversa). Una parte di noi spinge verso l’esterno, mentre l’altra parte spinge verso l’interno e questo produce un conflitto che rende la vita difficoltosa. L’essenza spinge per poter evolvere e crescere (e infatti spesso l’obiettivo scelto è la crescita) e induce ad utilizzare la nuova forma di percezione, che se non viene utilizzata, produce blocchi e frustrazione. Questo livello riverbera con il ruolo dell’artigiano: crea la struttura. L’anima qui direbbe: “Ok, mi metto a giocare a questo gioco e voglio capire come funzionano le regole.”

Livello 3

Nel terzo livello ci si tuffa in acqua, accettando la sfida. Siamo determinati a impegnarci e esplorare attivamente la nuova consapevolezza che abbiamo a disposizione. E’ un livello di grande introspezione e la persona che lo vive è spesso timida, molto cosciente di sé e abbastanza solitaria. Manifesta propriamente il livello dell’età, quindi, un’anima bambina di terzo livello, si comporterà esattamente come una classica anima bambina. L’introspezione è facilitata dall’uso del centro intellettuale (per esempio uno studioso si immerge completamente nello studio) e i ruoli cardinali, che amano essere più visibili nel mondo esterno, trovano che sia un livello pesante e cercano di completarlo nel tempo più rapido possibile. E’ un livello molto intenso, non tanto per le cose che accadono all’esterno ma all’interno ed è come dover scalare la montagna della prospettiva dell’età in corso. Questo livello riverbera con il ruolo del guerriero: affronta le sfide. L’anima qui direbbe: “Mi siedo qui tranquilla nell’angolo e analizzo per bene le cose finché non le capisco davvero.”

Livello 4

Nel quarto livello riemergiamo, completamente bagnati dall’acqua che è tipica dell’età in corso, rilassandoci e apprezzandola. Essendo un livello che sta nel mezzo – tre sono andati e altri tre ci aspettano – è una sorta di punto di equilibrio, dove comincia la vera comprensione dell’età, consolidando e applicando le lezioni. E’ anche un livello dove si può produrre molto karma, perché qui sono le emozioni ad esser forti e con esse ci riferiamo al mondo esterno. Ci identifichiamo con questa nuova consapevolezza e l’applichiamo per comprendere noi stessi, gli altri e la vita: diventa la nostra verità. In una parola potremmo dire: emozioni. Questo livello riverbera con il ruolo dello studioso: consolidare. L’anima qui direbbe: “Ahh! Ho capito e ora lo faccio!”

Livello 5

Nel quinto livello spruzziamo gli altri per mostrarci e ci divertiamo nell’acqua. Qui comincia la vera integrazione e la comprensione generale del nuovo livello ci diventa più chiara. E’ un tempo di produzione ed espressione, e condividiamo apertamente e comunichiamo il nuovo senso che abbiamo di noi stessi e del significato della vita. Siamo spinti a trasmettere la nostra verità, a renderla pubblica. Anche qui però si crea ulteriore karma e così la stabilità va a farsi benedire. Si testano i limiti dell’intero livello e c’è molta esplorazione e sperimentazione per capire cosa è possibile fare. Durante questo livello si appare agli altri come degli eccentrici per il modo in cui ci relazioniamo ad essi. E’ un livello molto apprezzato dagli artigiani e dai saggi, un po’ meno dai guerrieri e sovrani, e infatti riverbera con il ruolo di saggio: espansione. Si hanno anche delle prime avvisaglie dell’età seguente. L’anima dice: “Quali sono i limiti di questo posto? Adesso li cerco, senza alcun freno.”

Livello 6

Nel sesto livello sono gli altri che ci spruzzano e noi facciamo un po’ gli addetti al salvataggio. Diamo molto valore e beneficio agli altri, ed è anche un tempo in cui molto karma viene ripagato, e per fare questo spesso sono necessarie molte vite. Tutta la consapevolezza che è stata accumulata nelle esperienze degli altri livelli viene testata e ci si muove in modo apparentemente frenetico e veloce, pre-programmato dall’essenza, come se guardassimo l’orologio perché sappiamo che abbiamo quasi terminato. Forse per l’età matura e quella antica è il livello più impegnativo, proprio per le difficoltà inerenti al livello. Riverbera con il ruolo di sacerdote: armonizzare. L’anima qui direbbe: “Ho quasi finito con questa età e devo sistemare tutte le questioni in sospeso, soprattutto con gli altri.”

Livello 7

L’ultimo livello ci vede tornare alla riva, dove possiamo condividere la nostra esperienza con gli altri. Abbiamo raggiunto la padronanza dell’età in corso e abbiamo la totale comprensione e controllo della consapevolezza di questo livello. Siamo alla fine dell’esperienza dell’età e possiamo tranquillamente prepararci per quello che viene dopo. E’ un tempo confortevole e rilassato, durante il quale la vita si dipana senza eccessive difficoltà. Sebbene ci sia ancora del lavoro da svolgere, la vita all’esterno è quieta e l’enfasi è più sul completare le cose lasciate in sospeso con sé stessi e non con gli altri (risoluzione dell’auto-karma). Rivediamo tutto quello che abbiamo imparato nei sette livelli, prima di andare avanti, e per questa ragione, chi si trova in questo livello è solitamente un grande insegnante per quelli nella stessa età dell’anima. Quindi un settimo livello bambino sarà un ottimo insegnante per quelli nel ciclo bambino, uno giovane per le anime giovani, e così via. Riverbera con il ruolo di sovrano: congiungere tutto. L’anima qui direbbe: “Mi riposo un po’ e passo quello che ho imparato. Ma chissà cosa c’è dopo?”

Con Amore,

Yel

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