Macchina Biologica

Ultime notizie (dell’anno)

Potevano mancare le ultime notizie sull’anno uscente e su quello entrante?
Sì che potevano, ci sono fin troppe parole e considerazioni, e esternazioni e sproloqui, e consigli e perle di saggezza in giro in rete, che forse avrei fatto bene a non scrivere più nulla. Ma ora ho cominciato e, conoscendomi, so che non smetterò di scrivere fino a che questo scritto mi verrà a noia, oppure il desiderio insopprimibile di fumare una sigaretta mi obbligherà a chiudere il portatile e scendere a comprarle.

Bene, intanto ringrazio tutti voi (te in particolare che stai leggendo proprio adesso) che avete sopportato le mie divagazioni su tematiche metafisiche e metà non. Siete in tanti, sicuramente più di quelli che potrei invitare a cena a casa mia (anche se una festa in giardino in primavera si potrebbe fare), ma non è la quantità importante, piuttosto i segnali di affetto e partecipazione che ho ricevuto, soprattutto in questo anno che sta finendo.

E parliamone un po’ di questo anno agli sgoccioli.
Dal punto di vista numerologico il 2017 è stato un anno 1 (2+0+1+7=10=1), che è il numero associato ai nuovi inizi e nuovi obiettivi. E’ l’anno che ha aperto un nuovo ciclo di nove anni (fino al 2025) e come tutti gli apri-pista non ha avuto vita facile: ha dovuto tracciare un percorso più o meno preciso per le vite di tutti quelli che stanno su questo pianeta, e ci rendiamo conto che non è un compito semplice.
Ho sentito molte persone che dicono che è stato un anno di merda, o più elegantemente un annus horribilis, il che è probabilmente vero, ma dipende sempre da come si guardano le cose.

Tutto il marcio della Danimarca (citazione colta, ovviamente non mi riferisco alla sola Danimarca, che anzi forse è uno dei paesi meno olezzanti) sta venendo a galla, sia nel pubblico che nel privato. Non sto ad elencarvi tutte le nefandezze sulle quali è cresciuto e prosperato   il nostro sistema politico-economico-militare-religioso-sociale, eccetera. Le conoscete bene, o, se non le conoscete ancora, ne avrete sicuramente sentito la puzza che sta uscendo da questi sepolcri che vengono scoperchiati. Perché è questo che l’anno 1 ha cominciato a fare: a svelare, a togliere il velo spesso e pesante che ha sigillato per tanti secoli il nostro vivere.

Naturalmente, questo processo di svelamento è cominciato per ciascuno di noi, e quando si scoprono che anche nelle nostre personali cantine ci sono un bel po’ di cadaveri, non è una sensazione molto piacevole. A parte la puzza sgradevole, c’è ancora più forte la componente di prendere consapevolezza che non siamo (solo) quello che pensavamo di essere, e queste parti (che Jung chiama “id”, o il Sé Ombra) quando cominciano ad emergere alla luce producono, quanto meno, un po’ di disagio.

Prendo me per esempio (so che ognuno di noi la sta vivendo in modo diverso, quindi è solo un esempio sui quasi 8 milardi di possibilità del pianeta Terra). All’inizio di quest’anno (precisamente a Febbraio) mi sono trasferita in una nuova città, nella quale non avevo contatti o conoscenze (nuovo inizio) ma per la quale avevo grandi speranze, cioè una: quella di trovare la mia tribù e creare insieme qualche esperimento relazionale moderno e progressista.
Sebbene all’inizio sembrava che qualcosa stesse per accadere (ricordo che ero molto euforica per la novità di un luogo ancora sconosciuto), quasi subito il meccanismo si è inceppato perché è cominciata la grande opera di svelamento e purificazione dell’anno 2017, e mi sono trovata in una scalata all’Everest in solitaria.

Non mi ricordo dove ho letto a proposito delle quattro fasi di cui si compone il processo di prendere consapevolezza e viverla attivamente, ma diceva sostanzialmente così: la prima fase è quella dove non c’è alcuna consapevolezza, si vive in modo automatico, alla totale mercé dell’ego e degli impulsi che arrivano dall’esterno; insomma si reagisce a qualcosa piuttosto che agire. Non si vive poi male in questa fase, sempre che ci si accontenti di essere schiavi (è la pillola blu di Matrix).

La seconda fase è quella dove si comincia a prendere coscienza che c’è qualcosa che non va, che forse il mondo non è proprio come ci dicono che sia, e che è possibile che non stiamo facendo affatto quello che potrebbe renderci molto, molto felici, invece che stanchi e depressi. Qui comincia a salire un gusto amaro (o un odorino poco piacevole, a seconda della metafora che preferite) che ci porta a stare un po’ peggio di come stavamo nella prima fase e ci costringe a fare i conti (con tutto il pallottolliere) con noi stessi, ad accendere la luce in cantina, sebbene stiamo ancora sulle scale con un po’ di timore nel scenderle.

Nella terza fase l’odore diventa una puzza sempre più insopportabile e per trovarne l’origine siamo costretti a scendere in quella cantina: siamo costretti a domandarci perché cazzo si venga al mondo apparentemente solo per soffrire e sperare; siamo costretti a guardarci allo specchio come mai ci siamo visti, e a guardare così anche tutti gli altri: familiari, amanti. amici, colleghi e poi su, capufficio, datori di lavoro, presidenti, professori, istituzioni, banche, su su, sempre più su, a guardare la trama di cui è composta la nostra vita. E qui ci incazziamo, ma ci incazziamo di brutto, perché scopriamo che questo sistema ci ha fottuto per tutta la vita, e che ogni angolo delle nostre esistenze è stato occupato dalle sentinelle del dovere, della distrazione e del disinteresse.

Questo è stato il lavoro del 2017, come ho detto, poco piacevole ma necessario. La terza fase infatti è quella che serve a fare tabula rasa, a strappare il foglio impiastricciato in modo che si possa prenderne uno nuovo, candido e intonso (quasi), ma non è la fase in cui si comincia a scrivere (o disegnare): la rabbia della presa di coscienza non aiuta la creazione. E qui arriva il nuovo anno, il benvenuto 2018, con la sua bella quarta fase che ci libera nos a malo.

La quarta fase infatti è quella dove dopo aver preso coscienza di tutta la merda in cui viviamo (e soprattutto a prender coscienza che siamo anche noi, belle anime, responsabili della sua creazione), dopo aver bestemmiato, e pianto, e autocommiserato e anche spaccato un po’ di piatti, siamo ora nudi davanti allo specchio, nudi come non siamo mai stati; e nudi vuol dire soli, vuol dire senza più false promesse che facciamo a noi stessi, vuol dire senza nemmeno la sicurezza che pensavamo di avere. Non c’è più niente, se non la nostra integralità, la nostra onestà con noi stessi e con tutto il resto. Non c’è nemmeno più l’incazzatura, chiaramente, non c’è spazio per lei nell’onestà. Ed è qui, in questa condizione che possiamo cominciare a creare.

Questo 2018 sarà un bell’anno da vivere, molto eccitante: l’anno dell’illuminazione.
La somma dei numeri del 2018 fa 11, che è un numero maestro ed è molto potente: sta lì, in piedi, due uno vicini vicini, come un portale, e  infatti porta con sé il potere, la forza, la solidità. Questo fatto che due uno stanno lì insieme significa che si aiutano a vicenda. Si riconoscono per l’unità che li configura e anche noi cominciamo a vedere che siamo un’unità. Ci specchiamo negli altri in giro per il mondo  e vediamo noi stessi nello specchio come parte dell’uno. In quest’anno molte cose verranno illuminate sia a livello personale che a livello globale.

Quello che accadrà a livello globale è solo un riflesso di quello che accade a livello personale, ma non state a perderci troppo tempo: non è fuori che avvengono i giochi ma dentro di noi. Ci serve giusto come riferimento per vedere il cambiamento che sta avvenendo e che la luce si sta infiltrando in ogni angolo del nostro pianeta, e questa, sappiatelo, è una cosa giusta e buona. A livello personale ci saranno molte cose ancora che richiedono la nostra attenzione, la cantina deve essere ripulita e possiamo trovarci cose che ci scioccano e ci fanno tremare, ma sappiamo che tutto questo avviene per il meglio, perché ogni cosa deve essere illuminata.

Per ognuno di noi ci sarà la scoperta di qualcosa diverso: nelle relazioni, nell’amore, nella salute e negli affari, ma qualunque cosa sia, in quest’anno troverà il suo completamento. L’anno 2018 significa cambiamento, ma in meglio: non è eccitante? E’ un anno pieno di ottimismo e di speranza; è il luogo dove avvengono i nuovi inizi, i cambi di paradigma come mai è accaduto prima.  E’ un anno potente per ogni tipo di relazione, per cominciare nuovi affari, nuovi amori, nuove forme di collaborazione con gli altri; è un anno che vedrà molte persone che si uniscono in un pensiero comune e si mettono a lavorare insieme per uno scopo più grande, per l’unità e l’umanità.

E’ una figata trovarsi in questo momento storico. Siamo i testimoni di un cambiamento mai avvenuto prima. E non importa quanto possiate sentirvi appesantiti da quello che state vivendo: sappiamo di essere circondati dalla grande forza dell’amore e abbiamo scelto di essere qui ed ora proprio per sostenere questa energia luminosa. Stiamo cambiando il mondo attraverso il cambiamento di noi stessi. Il pianeta ha bisogno d noi e noi lo stiamo aiutando.
Saldi e uniti come l’undici, siamo una bellissima luce. Siamo la saggezza che sa come cambiare. Siamo amore. Siamo compassione e gentilezza. Siamo quelli che sanno. Vi auguro un anno meraviglioso.

Con amore,

Yel

 

 

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