Una visione da UAU

La mia amica Paola la Plume mi ha scritto questo messaggio, e insieme abbiamo deciso di renderlo pubblico perché pensiamo possa essere utile a tutti noi, in cammino su questa nuova (anche se antica) strada. Immaginiamo (e sappiamo) che molti stanno vivendo stati simili e tutto questo non può che spingerci ancora più avanti con grande fiducia. E benvenuta alla voce di Paola qui, su MacchinaBiologica.

 

Ciao Yel, eccomi. Ero rimasta indietro di una puntata, quella della mia confusione verbale… A dire il vero ho perso un po’ il filo del discorso, nato su uno scritto di impeto, anche se disarticolato. Ma il punto è che era proprio quello che doveva essere, non articolato.

Nel frattempo però ho arricchito il quotidiano, se così vogliamo misurarlo, di nuove esperienze. Prima tra tutte la Visione da uao. Quella per la quale davvero tutto passa davanti agli occhi come in un film: gli accadimenti, quel che non si vede ma si sa che c’è, le vite degli altri (che fan da specchio alla mia); il tutto vissuto da uno stato di quiete interiore che non avevo MAI PROVATO PRIMA. A volte persino mi domando se io sia diventata distaccata, ma so per certo che non è così, che è solo un pensiero della Mente che si trova ad attraversare un luogo ormai diventato quasi disabitato, come la particella di sodio della pubblicità. In effetti, anzi, distaccata proprio per niente. Solo, l’osservazione parte da altrove.

L’altra volta scrivevo del fatto che accade di pensare a persone che non vedo da tempo – ma tanto, decenni – e ritrovarle nel giro di breve al supermercato, oppure vedere qualcuno di conosciuto proposto come contatto da fb e ugualmente poi incontrarlo in giro. Il pensiero crea, è la vera realtà. In condizione particolare, che la percepisco non come pensiero, ma è qualcos’altro. Posso pensare di ricevere qualcosa, un pezzo musicale, una parola precisa (tipo un complimento) da qualcuno, e quello arriva, con scarto di pochissimo. E quel pochissimo mi rendo conto che dipende dalla mia poca precisione (esperienza) di richiesta.

Ancora, riallaccio rapporti con persone perse di vista da anni, e mi accorgo che l’approccio è differente, non solo perché con il tempo siamo cambiati, bensì perché c’è ancora da dire, e condividere. Devo dire che un grande aiuto lo danno i social, ma non si tratta solo di quello, perché con altre persone non c’è storia, social o no. Soprattutto questo accade con le persone con un ego lieve, poco mentali, e allora penso che forse, finalmente, un grosso pezzo abbarbicato nel mentale l’ho lasciato andare anch’io, e da lì finalmente posso di nuovo relazionarmi, fuori dal giudizio. Che figata.

Ho attraversato un periodo di grandi sonni, riparazioni di stanchezze vissute da sveglia, momenti di rifugio in cui il corpo riparava dalla fatica conseguente ai grandi cambiamenti; ne ho vissuto uno grande davvero, di recente, una guarigione (come l’ha chiamata un amico-fratello comune). Un momento spartiacque che mi ha stesa. Ma anche riconciliata. E ora mi sveglio prima di quanto desidererei, perché in effetti mi ritengo donna da copertina, ma quella di pile. Mi sveglio presto e in quel momento è facile che prima dei pensieri arrivino le intuizioni, quelle che fan si che la vita scorra fluida in mezzo a tutto quel che succede. A volte li attendo, proprio, anche se mi rendo conto che nell’attesa non accade nulla, e infatti quando mollo accade.

Nel frattempo, manco a dirlo, arrivano suggerimenti scritti o parlati da OGNI DOVE. Sono messaggi, suppongo. Come i numeri dei quali spesso parli tu. Anche gli animali portano messaggi, non solo quelli che vivono con me, ma quelli che attraversano la strada mentre sto passando, o alcuni che compaiono in maniera che a me sembra misteriosa, loro probabilmente penseranno: “Ero qui che mi facevo gli affari miei…”.
Di solito ne cerco il significato, tentando di collocarli nel momento che vivo, e difficilmente sbagliano.

Per finire, ho osservato la qualità della mia vita, ora, dalla qualità delle persone che frequento, o con le quali interagisco nei vari modi. Non ci sono più cazzoni.

Ti abbraccio Yel cara, non vedo l’ora di vederti non per stordirti di parole ma per vibrare in silenzio.

Paola la Plume

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