Macchina Biologica

Una Vita Tira l’Altra

Desidera vivere di nuovo, perché questo è comunque ciò che ti accadrà. (Friedrich Nietzsche)

C’era una volta il Tao (o Dio, se volete) che ragionava a voce alta: “Negli ultimi tempi mi sto un po’ annoiando… Certo, è bellissimo essere tutto-ciò-che-è, ma avrei voglia di un gioco nuovo, una cosa creativa e magari anche un po’ insolita. Per esempio: non sarebbe interessante e divertente giocare a nascondino tra me e me?
Posso far finta di essere una parte di me che ha dimenticato di essere una parte di me, e il gioco sarà che quella parte di me arrivi a ricordare di essere davvero parte di me.
Si! Mi piace.
Perché questo gioco sia una vera avventura, creerò una serie di labirinti e diversioni, alcune distrazioni fantasiose e qualche paradosso, per confondere le acque, così che sia impegnativo e richieda un bel po’ di tempo.
E poi,  per renderlo vivace, frammenterò questa parte di me in milioni di altre parti di me che potranno interagire l’una con l’altra. Gli darò qualche indizio e piccolo segnale se per caso andassero troppo fuori strada.
Ovviamente darò una struttura di base al gioco, in modo da dargli una parvenza di ordine, e potrei anche lasciare libero arbitrio alle parti di me, così che loro (cioè me) possano davvero trovarsi nei casini, e questo renderà il gioco davvero delizioso. Ok, cominciamo.”
E così ha fatto.

Secondo questa visione, la vita non è altro che un viaggio a ritroso verso il Tao di tutti questi frammenti, per ritornare a ricordare chi sono. Attraverso questo gioco il Tao può evolvere a livelli superiori di coscienza, conoscendo sé stesso in modo più ricco e variegato.
I frammenti (o scintille, visto che sono fatte di luce), dimenticano subito la loro origine e cominciano un percorso colorato e creativo che li porterà a ricordare da dove arrivano.
La divisione in frammenti produce l’illusione della separazione all’interno dell’interezza, cosa fondamentale perché il gioco sia credibile, e i nostri corpi e le nostre identità separate, in un mondo con risorse limitate, lo rendono affascinante.

La struttura entro la quale il gioco avviene, costruita con un ordine meraviglioso, è composta da Sette Piani differenti (dimensioni), la cui energia diventa sempre più rarefatta man mano che ci si allontana dal Tao. I piani sono: Buddaico, Messianico, Mentale, Akashico, Causale, Astrale e Fisico.
Il piano fisico, in virtù della propria funzione del tempo (che non esiste negli altri piani) è il più isolato: l’energia vibra così lentamente da apparire come materia solida; negli altri piani l’energia può mescolarsi e separarsi a volontà.

Il gioco comincia proprio nel piano fisico: qui il Tao si è nascosto proprio bene e noi, sue scintille frammentate, finiamo la conta e cominciamo a cercarlo, anche se all’inizio non sappiamo nemmeno che lo stiamo cercando. Data la caratteristica principale della separatezza di questo piano, qui avvengono le esperienze del Tao più all’avanguardia e tutti i giocatori possono essere considerati come dei pionieri coraggiosi, che si avventurano in terre sconosciute ricche di esperienze uniche. I frammenti si incarnano in una vita e  assumono una personalità temporanea, che viene lasciata alla fine di quella incarnazione. Si, perché il gioco è assai lungo (dal nostro punto di vista temporale) e richiede parecchie vite per essere portato a termine.

Ad ogni vita la personalità muore, così come il corpo fisico, ma le avventure vissute e le lezioni imparate, vengono registrate dall’essenza, ovvero la scintilla, ovvero l’anima. Ogni volta l’essenza “digerisce” l’esperienza di una vita e la integra al suo interno, di modo che, ad ogni giro di giostra, si trova sempre meglio equipaggiata e un po’ più vicina a ritrovare il Tao. Una volta completato un ciclo intero – il gioco in tutti i suoi livelli – il frammento ha raggiunto il suo scopo e si riunisce con altri frammenti sul piano astrale, per decidere che nuovo gioco fare.

Un intero ciclo è composto da un minimo di 49 ad un massimo di 400 vite, cioè diverse incarnazioni sul piano fisico. C’è un filo di conoscenza inconscio che lega una vita all’altra, filo che – sotto certe circostanze – può diventare cosciente. Certe sensazioni di familiarità con persone sconosciute, possono dipendere da connessioni in una vita precedente: possono essere state un marito, una moglie o un figlio, tanto tempo fa.

Per giocare come si deve (e imparare), l’essenza non evita o cerca dolori e piaceri, ma desidera semplicemente fare esperienze intense attraverso un corpo fisico e una personalità. L’intensità della vita è favorita dalla Legge del Karma, che è la legge delle conseguenze o del risarcimento: quello che si fa a qualcun altro, verrà restituito prima o poi, con la stessa intensità.
Dal punto di vista dell’essenza, la vita è come andare al cinema. Lei ama l’azione, l’intensità e il vivere al limite e ci incoraggia a immergerci il più possibile in questo spettacolo. Incidenti, dolori e anche la morte sono vissuti come se accadessero a qualcun altro: è solo la personalità che crede che il mondo finisca con la morte.

L’accumulo dell’esperienze aumenta la conoscenza che l’essenza ha del Tao e produce il ricordo delle proprie origini e della connessione con esso. Man mano che si vivono più vite, si ricorda e questo crea una maggiore armonia tra essenza e personalità, diventando più abili nella percezione oggettiva della realtà, di noi stessi e degli altri, e arrivando a comprendere veramente il contesto più ampio in cui ci troviamo. E’ una capacità che funziona come un muscolo, che diventa più forte con l’esercizio.

La progressione dell’esperienze non è casuale ma strutturata (il Tao ama l’ordine strutturato, anche se ci appare caotico) e una singola essenza si muove  attraverso 5 livelli principali – infante, bambino, giovane, maturo e vecchio – più 2 livelli successivi – trascendente e infinito, che però raramente si incarnano sul piano fisico. Visto che si tratta di accumulare esperienza, più un’anima è vecchia più diventa facile agire nella consapevolezza di sé, provocando una trasformazione nella vita di ciascuno e,  più in larga scala, nella trasformazione dell’intero pianeta.

Lo scopo principale per ogni frammento è sperimentare tutto quello che la vita ha da offrire, e di procedere verso la completezza, l’integrazione e l’equilibrio. E’ un modello che spinge ad accettarsi e accettare gli altri. Il gioco del nascondino porta ad una scoperta fondamentale: “Il me scopre il noi, e il noi scopre l’Io.” (José Stevens e Simon Warwick-Smith)

Con amore,

Yel


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