Volta la Carta

Ho cominciato in modo consapevole il mio percorso di risveglio spirituale nell’estate del 2011. Dico “in modo consapevole” perché penso che, prima di quella data, comunque, dentro di me si stavano già muovendo energie a livello inconscio, preparando il terreno per i semi che avrei poi piantato.

Ho già raccontato, da qualche parte in questo blog – che ormai raccoglie da anni i miei pensieri e studi – come nell’autunno del 2010, una misteriosa astrologa, conosciuta “casualmente” durante un workshop di permacultura, mi avesse predetto che l’anno successivo avrei cominciato la mia ricerca spirituale. Ricordo che mi misi a ridere quando me lo disse, perché la così detta spiritualità o l’esoterismo o, peggio ancora, la religione, non avevano mai fatto parte della mia visione del mondo.

Io provengo da una famiglia di comunisti atei e materialisti, dove non si parlava mai di argomenti che riguardassero lo spirito, o meglio, mi correggo: se ne parlava, ma li si riconduceva all’etica, alla morale, alla politica, ad un certo idealismo romantico che è (era) tipico del comunismo italiano degli anni ’70. Quando arrivavo a casa in lacrime perché a scuola i compagni mi dicevano che non ero figlia di Gesù e di Maria (non sono stata battezzata, infatti), e chiedevo ai miei genitori perché non credevamo in niente, mia madre, pazientemente, mi spiegava che, al contrario, noi credevamo e molto anche, ma credevamo nell’Uomo e non in qualche dio che non esisteva.

Sono molto grata ai miei genitori per avermi cresciuto senza un’educazione religiosa – sebbene il comunismo assomigli un po’ ad una fede –, perché così mi è stata lasciata la libertà di vedere le cose nel mondo da un punto di vista neutrale, solidamente basato sul dialogo con tutti, senza pregiudizi e limitazioni culturali, razziali e religiose.

Negli anni a venire, avevo preso l’abitudine, durante la pausa estiva, di partecipare a laboratori e corsi riguardanti gli ambiti creativi che mi stavano a cuore, che fossero di scrittura, di teatro, di cinematografia o di musica, ma in quell’agosto del 2011, mi ero sorprendentemente trovata a frequentare un seminario di danze sacre in Toscana. Ricordo che avevo fatto una ricerca su Google digitando due cose che sentivo distanti da me, eppure attraenti: la danza e il sacro. Non so bene da dove arrivasse quell’impulso verso qualcosa di spirituale, ma mi ricordai delle parole dell’astrologa.

Dopo tre giorni passati a danzare, meditare e fare esercizi di presenza e consapevolezza, seguendo le pratiche del movimento della Quarta Via, fondato da Gurdjieff – e dopo un’iniziale resistenza interiore che mi faceva domandare che cosa stessi facendo in quel posto, con quei “pazzi”, accadde che la quarta notte mi svegliai sudata e piangente, dopo un vago sogno dove c’erano anche i miei genitori, e mi sentii pronunciare queste parole: “Allora Dio esiste!”. All’epoca non capii che il dio che avevo trovato era quello interiore e che quel risveglio brusco era stato semplicemente l’apertura di una porta che era stata chiusa per lungo tempo.

Dal momento che la mia razionalità mi porta ad analizzare, attraverso lo studio, le esperienze che mi capita di vivere, in quell’anno e quello successivo mi fiondai nello studio della psico-spiritualità della Quarta Via, frequentando altri seminari e facendo l’esperienza di un ritiro di un mese, quasi monacale, nelle montagne della Repubblica Domenicana. Ma la libertà di pensiero, acquisita nella mia giovinezza, mi impediva di rimanere legata a quel movimento, che trovavo avesse un approccio un po’ troppo patriarcale e datato.

Allora cominciai la mia ricerca indipendente, facendomi guidare dall’intuito e dalla sincronicità. Ogni cosa che avesse attinenza con la spiritualità mi attirava e cominciai a comprare libri, cercare informazioni su Internet e frequentare corsi e seminari delle più disparate tradizioni esoteriche. Potevano essere incontri in qualche centro Osho, oppure ritiri sciamanici con capanne sudatorie e ricapitolazioni, o i precetti della Teosofia. Ad un certo punto cominciai anche a fare esperienze con le sostanze psichedeliche, dopo aver letto gli scritti di quel folle psiconauta che è stato Terence McKenna. Fui una delle prime in Italia a fare l’esperienza dell’Ayahuasca (la tisana di erbe sacre dell’Amazonia) e a fumare il DMT (la molecola di Dio, viene chiamata). Feci anche qualche viaggio in LSD, scoprendo cose di me che non avevo mai visto.
Comprendo ora che era la mia impazienza a dettarmi di agire così: volevo saltare le tappe e pensavo che, in questo modo, avrei trovato più velocemente la strada per la famosa illuminazione. Forse invece, queste esperienze mi hanno aiutato a capire che non esiste nessuna via più rapida, e ricercarla non fa altro che allontanarci dal vero cammino.

Se nei primi trent’anni della mia vita ero vissuta senza alcuna esigenza di qualcosa attinente allo spirito, ora invece mi ero immersa in questa visione, rischiando di perdere di vista tutto il resto. Ci sono voluti ancora anni per capire che la materia e lo spirito sono la stessa cosa, e che uno non può esistere senza l’altra (almeno qui, in questo piano fisico). Il processo successivo è stato quindi di integrare le due cose, attivando contemporaneamente i tre centri (emotivo, intellettuale, fisico) di cui siamo dotati e ricercando una sintesi che potesse soddisfarli tutti.
Gli studi e le pratiche spirituali sono diventati quindi potenti strumenti che mi permettono di comprendere me stessa e gli altri, l’universo e la vita intera, e questa conoscenza aiuta davvero a vivere meglio nella quotidianità.

Nel giugno dello scorso anno, la sincronicità mi porta a scoprire un sistema psico-filosofico spirituale di cui non avevo mai sentito parlare prima, che come nell’estate del 2011, mi colpisce con la potenza di un fulmine: gli Insegnamenti di Michael (Michael Teachings). Nella sezione di questo blog ad essi dedicata, si trovano molti articoli che ho scritto dopo quell’incontro, articoli che delineano a grandi linee il funzionamento del sistema, per cui non starò a ripetermi.

Quello che voglio dire è che, dopo circa nove mesi da quell’incontro (periodo di gestazione?) la mia vita si sta nuovamente rivoluzionando e la mia visione del mondo e degli altri si sta aprendo come mai è accaduto prima. Il merito di questa apertura è della Carta di Michael, che una mia amica definisce come “la carta d’identità profonda”. Grazie alle informazioni contenute in questa carta (e allo studio delle caratteristiche delle stesse) si è avviato in me un processo di comprensione e chiarimento che sta cambiando completamente il mio approccio alla vita e agli altri.

Come ho detto, non sono una persona molto sensibile ad offerte e teorie dogmatiche – la libertà viene sempre prima di tutto – e gli insegnamenti di Michael sono proprio questo: antidogmatici, anticonformisti, liberi da zavorre culturali e religiose e, soprattutto per me, portatori di una logica, di una semplicità e una coerenza totali e illuminanti che sbalordiscono per la loro profonda saggezza e verità. Mi sento di poter dire che è il sistema più potente per lavorare su sé stessi che abbia mai incontrato finora.

In Italia questa conoscenza non è ancora diffusa, al contrario del resto del mondo e penso di essere l’unico blog in italiano che ne parla. Non sono mai stati tradotti i libri scritti sul sistema, né ho trovato altri italiani che si siano avvicinati ad esso. Ho però raccolto uno sparuto gruppo di amici e conoscenti intorno agli insegnamenti, e ognuno di loro sta provando quel senso di cambiamento profondo di cui ho detto, confermandomi che la Carta è uno strumento davvero potente che funziona per tutti.

So che c’è sempre una certa diffidenza nei confronti di chi vuole offrire la soluzione a tutti i problemi, ma gli strumenti che Michael offre sono solo degli specchi nitidi e inediti, che ci permettono di vedere noi stessi e gli altri con più chiarezza e se volete farvi un bel regalo, vi consiglio di provare a voltare questa carta. Sono certa che non ve ne pentirete.

In più, sto organizzando un seminario di una giornata con uno degli scrittori e canalizzatori di Michael, la prima domenica di Maggio, a Savona. Per partecipare è necessario avere la propria carta (se no sarebbe solo un bla bla senza riferimenti) e, se foste interessati, andrebbe richiesta quanto prima. Le info sul seminario le trovate qui.

Se volete maggiori informazioni potete scrivermi a:
michaelteachings at yelbosco.com

Con Amore,

Yel

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