E se Trump fosse un maestro spirituale?

Quindi ora, al centro del palcoscenico del nostro film horror-demenziale, c’è il personaggio di Donald Trump. Se lo prendiamo in modo letterale lo possiamo vedere come il personaggio del “cattivo” dei film, quello che tira fuori il nostro peggio: quello che ci fa schiumare di rabbia e ci produce istinti omicidi; quello che ci fa incazzare e che poi finalmente quando l’eroe gli dà il benservito, ci fa gongolare perché diciamo che giustizia è fatta. Sapete di cosa parlo. L’abbiamo provate tutti, queste sensazioni. L’umanità ha sempre avuto bisogno di un qualche nemico al quale addossare la responsabilità del proprio disagio e dolore, senza rendersi conto che quel nemico – brutto, sporco e cattivo – non è altro che uno specchio di quel che conteniamo tutti.
Ecco, allora proviamo a considerare il maschio alfa Trump in un modo più simbolico e metaforico. Proviamo ad immaginare che, mentre sta recitando il ruolo del cattivo, il nostro Donald stia operando sotto mentite spoglie, un cavaliere Jedi, camuffato da Darth Vader. Proviamo a vederlo come un maestro spirituale. Ma per farlo, prendiamone un altro veramente cattivo della storia recente: prendiamo Adolf Hitler. E’ chiaro a tutti che Hitler sia stato uno degli esseri umani più crudeli e malvagi che l’epoca moderna abbia conosciuto, ma nello stesso tempo è stato anche l’essere (dis)umano che ha contribuito a produrre la più vasta onda di rigetto della violenza e dell’odio che è sfociata, attraverso la ricostruzione del mondo distrutto dalla guerra, dalla cooperazione tra i vari stati e ceti sociali, fino alla costitutizione delle moderne democrazie e del loro walfare. Lasciamo stare che poi queste stesse democrazie si siano incartate da sole con l’aiuto della politica asservita all’economia. Ma dagli anni ’50 agli anni ’70 c’era davvero un sentimento di amore e unione tra gli uomini. Quindi, quello che sostengo è che i cattivi nascono e prosperano in certi momenti della storia proprio per dare vita ad una reazione opposta. Hanno un effetto rivoluzionario sul sistema.

Ora questa teoria potrà anche sembrare bislacca o irritarvi, perché la vedete dal punto di vista del cuore e pensate, giustamente, che l’umanità potrebbe imparare l’amore proprio dall’amore, e non dal suo opposto. E sono d’accordo, ma evidentemente non siamo ancora così evoluti da poterlo fare. In tutte le sacre antiche scritture si fa riferimento ai buoni e ai cattivi come – entrambe – componenti fondamentali dell’equilibrio ying e yang della creazione, con un particolare però: per passare la cruna dell’ago bisogna essere almeno al 51% buoni (qualunque cosa significhi) e non meno del 99% cattivi. Cioè bisogna essere proprio ma proprio cattivi per equilibrare l’amore che c’è nel resto degli umani. Leggendo tra le righe si capisce perché Joshua ce l’aveva coi tiepidi: bisogna essere chiari, o di qua o di là.

Ecco perché possiamo considerare l’Adolf e anche il Donald (non che stia creando un paragone tra i due) come maestri spirituali. In primo luogo e soprattutto, i maestri spirituali ci aiutano a vedere e trascendere l’ego, ci permettono di mollare le sue illusioni così che possiamo risvegliarci alla nostra vera natura divina. E il personaggio di Donald Trump, in quest’ottica,  diventa un maestro del livello più alto, perché ci mostra in termini certi e inconfondibili come si manifesta l’ego, e lo fa in modo molto più chiaro e deciso di tutti gli altri personaggi del teatro politico-economico, quelli come Obama e company, che fanno i finti buoni, ma non arrivano al 51%.

Come sapete, l’ego è un falso sistema di pensiero che ci obbliga a percepire la realtà in un modo invertito, come una lente che inverte la luce che passa su un oggetto mostrandolo al contrario. Il sistema dell’ego genera nelle nostre menti un mondo illusorio fatto di paura, gerarchia, dominio e morte, mentre contemporaneamente oscura la consapevolezza della realtà dell’Uno, dell’amore, della nostra reciprocità e immortalità.  Ora, grazie a questo nuovo maestro spirituale diventiamo capaci di vedere l’ego in una forma esagerata, quasi caricaturale. Osservando il suo esempio possiamo vedere come l’ego ricerca attenzione, si percepisce superiore agli altri e crede che questa superiorità si basi sulla ricchezza, la fama, e la capacità di influenzare e dominare gli altri. Rappresentando l’ego in questa modalità “sfrenata”, Donald Trump ci fornisce gli attrezzi necessari per rivelare le stesse tendenze in noi stessi, anche quando si mostrano in modo meno esagerato.

Tutti i suoi atti teatralmente esagerati che, a pochi giorni dall’insediamento, ci hanno già fatto rizzare i capelli in testa (l’aborto, il muro, l’oleodotto, i diritti lgbt) non fanno altro che far vedere come sia profondamente obsoleta e stantia la sua politica. E se vediamo questo allora possiamo anche spingerci verso l’urgenza di mollare questo falso sistema di pensiero, mostrandoci dove già sappiamo può condurci: all’animosità, alla divisione, al biasimo e alla violenza. Roba vecchia, l’abbiamo già vista e rivista, su dai, andiamo oltre.

A questo meraviglioso e terrificante Universo piace giocare, molto, e non sarebbe la prima volta che una benedizione arriva sotto mentite spoglie. Anche col parrucchino.

Con amore,
Yel