Il Grande Salto

Lunedì 21 Dicembre 2020 sarà, come al solito, un lunedì, con la consueta sensazione di fatica e scazzo che i lunedì hanno sempre avuto, a parte quando sono festivi.
E’ però un lunedì che segna l’avvio della settimana natalizia che, se pur in questi drammatici tempi in cui viviamo, dovrebbe essere un po’ più leggero.
Ma non sono queste le ragioni di questo post: c’è ben altro che comincerà a dispiegarsi.

Come si sa, il 21 Dicembre è la giornata del solstizio invernale, giornata che segna l’inizio dell’inverno, e quest’anno i due pianeti maggiori del sistema solare – Giove e Saturno, i più antichi del Sistema Solare e dalle dimensioni più grandi – si troveranno ad una sorprendente distanza di 0,1 gradi l’uno dall’altro – meno del diametro di una luna piena. L’ultima volta che son stati così vicini è accaduto circa 800 anni fa, il 4 marzo 1226.

In pratica Giove e Saturno sembreranno quasi fondersi nel nostro cielo notturno, apparendo visibilmente quasi come una sola stella gigante. Di solito sono separati da 400 milioni di chilometri, ed è difficile credere che sia una semplice coincidenza e che un allineamento così ravvicinato avvenga proprio nel solstizio d’inverno. E più facile pensare che questo sia un evento molto speciale, forse con implicazioni straordinarie per l’umanità intera. D’altronde stiamo vivendo in tempi straordinari.

La parola che usano gli astronomi per descrivere l’incontro di astri nel cielo è “congiunzione” che, etimologicamente significa unire, legare insieme (cum+jungere), in sostanza, da un punto di vista astrologico, i due pianeti maggiori uniscono le loro forze. E lo fanno in un momento altrettanto interessante di un altro grande movimento astrologico, prodotto dal fenomeno della precessione degli equinozi (non sono un’astrologa e quindi se vi interessa sapere come funziona cercatela): il passaggio da un segno d’acqua (Pesci) ad uno d’aria (Acquario), segno che rimarrà con noi per 2000 anni.

Comincia una nuova era?

Yeah! La famosa Età dell’Acquario pare comincerà esattamente in questa data, anche se abbiamo già percepito da anni la sua energia, basti ricordare che la famosa canzone Aquarius del musical “Hair” risale al 1967. E poi c’è stato il ’68, i figli dei fiori, i fate l’amore non la guerra, ecc.
Tutto finito un po’ male, ma forse era solo una prova generale.
L’avvento di quest’era è stato più e più volte annunciato ma questa volta, tuttavia, con Giove che congiunge Saturno a 0° gradi dell’Acquario, potrebbe benissimo essere ‘la spinta finale’ – quel momento in cui diciamo ufficialmente addio all’Età dei Pesci e diamo il benvenuto all’Età dell’Acquario.

Mitologicamente l’Acquario è Prometeo, il Titano amico dell’umanità che ruba il fuoco agli Dei per darlo agli uomini, liberandoli dalla tirannia dell’Olimpo. Naturalmente, come tutti gli elementi che compongono la mitologia, il fuoco è una metafora, quella del fuoco della conoscenza, quindi l’Acquario ci dice che la vera conoscenza – e non la manipolazione ingannevole e le false notizie che ci vengono servite – ci renderà liberi.

Si ritiene che i grandi eventi e cambiamenti astrologici siano direttamente correlati alla coscienza umana. E la coscienza umana sta cambiando drasticamente, così come il modo in cui percepiamo noi stessi, la natura e l’intera realtà. Sappiamo che l’attività cosmica influisce su tutti i sistemi biologici della Terra, probabilmente in modi che non abbiamo ancora compreso o addirittura notato.
Stiamo iniziando a chiederci perché viviamo nel modo in cui viviamo e perché facciamo le cose che facciamo. Stiamo cominciando a porci domande più profonde sull’esperienza umana, e molti di noi cominciano a vedere che abbiamo il potenziale per creare un’esperienza umana migliore, che risuoni profondamente con ciò che siamo.

Prima distruggere, poi costruire.

Molti credono che l’ingresso nell’Era dell’Acquario, segni l’inizio di un’epoca di prosperità, di verità, di trasparenza e di luce, dopo un’epoca oscura che dura da migliaia di anni, la famosa Kali Yuga – l’era di Kali, la terribile Dea della distruzione. Quest’era, da cui dovremmo essere in procinto di uscirne, è descritta nel Mahabharata, il più antico e importante poema epico indiano, come un’epoca in cui le capacità mentali raggiungono il loro punto più basso e la virtù morale viene rimossa dalla Terra.

Il ricercatore e scrittore indiano Bibhlu Dev Misra, scrive che quando l’Anima del mondo è piena di oscurità e corruzione, e solo una piccola frazione di virtù rimane, essa si riduce lentamente a zero alla fine del Kali Yuga. Gli uomini si rivolgono alla malvagità; le malattie, la letargia, la rabbia, le calamità naturali, l’angoscia e la paura della scarsità dominano. La penitenza, i sacrifici e le osservanze religiose cadono in disuso. Tutte le creature degenerano. Il cambiamento passa su tutte le cose, senza eccezioni. Mi sembra che ci siamo dentro fino al collo.

Sarebbe ora di passare oltre, no? E credo che questi cambiamenti, eventi ed energie che arrivano sulla Terra abbiano un grande impatto su di noi: non che le cose possano cambiare da un giorno all’altro, ma che invece si verifichino poco a poco nel corso del tempo.
Come sempre, c’è bisogno della nostra partecipazione attiva, se c’è una cosa che mi sembra chiara, nel dispiegarsi della storia umana, è che non possiamo aspettare qualcosa (o qualcuno) che venga a farlo al posto nostro: siamo noi che dobbiamo cambiare le cose, e forse è questo il messaggio di questo tempo speciale in cui molti di noi sentono di vivere.

Con Amore

Yel