Il Potere dell’Ascensione

Nelle puntate precedenti si è accennato al significato dei sintomi fisici e di quelli emotivi del processo dell’Ascensione, ovvero: per quanto riguarda il corpo, agli aggiustamenti che l’energia dell’universo sta operando sul nostro veicolo fisico per renderlo adatto ad un upgrade del sistema – per usare una metafora informatica – mentre per quanto riguarda il cuore, si tratta di un processo di purificazione (o meglio spurgo) di tutto quello che non è più utile, se mai lo è stato, per consentire la nostra trasformazione negli esseri divini e amorevoli che stiamo ricordando di essere. Ma c’è un altro aspetto in questa trasformazione che deve essere considerato: quello della mente.
Ho detto mente, ma in realtà mi riferisco a qualcosa che è più del contenitore cerebrale che riteniamo essere la sede della coscienza; forse sarebbe più giusto parlare di anima, che se pur embrionale, è già presente in tutta la sua potenzialità dentro di noi.

I greci utilizzavano (e usano ancora oggi) una parola per definirla: psiche, ma purtroppo la cultura moderna ha frainteso e confuso l’anima con la mente. Prova ne è che parliamo di psico-logia – che letteralmente sarebbe scienza dell’anima – di psico-analisi, psich-iatria, ecc. ma tutte queste discipline e teorie si occupano più che altro del comportamento e delle malattie dei molti ego che fanno parte della nostra personalità, e non dell’anima, come sarebbe corretto. Questo per dire dell’equivoco che la scienza moderna continua a perpetrare nel tentativo di sistemare quelli che sono effetti secondari e non cause primarie del nostro benessere (o malessere). L’anima non ha bisogno di cure né di aggiustamenti: l’anima è perfetta così com’è: la difficoltà piuttosto, come diceva Gurdjieff, nasce dal fatto che l’anima deve essere sviluppata attraverso un lavoro cosciente, perché il gioco funziona così. Sarebbe troppo facile attraversare questa nostra esistenza incarnata come esseri perfetti, non ci sarebbe nessun gioco. Insomma l’anima deve essere liberata dalle pastoie mentali e potenziata per poterci guidare ed aiutare nel percorso di vita che lei stessa ha scelto per noi (quando dico noi, intendo i tre centri fisico, emotivo e mentale).

Con l’infusione della nuova potente energia che sta arrivando il nostro Spirito (cattolicamente definito “Santo”, ma il suo vero nome è Sé Superiore) si fortifica e comincia a parlarci attraverso segni e intuizioni certe. Un’intuizione certa è quel sentire di sapere senza sapere come: una certezza che non viene dall’esperienza o da prove empiriche ma da chissà dove e che diventa sempre più certa man mano che la accettiamo come parte del nostro essere. Una somma di intuizioni certe forma quello che si chiama Potere, che non ha nulla a che vedere con la concezione che il potere (quello dei governanti e dei controllori) presume sia. Anche se in un certo modo vi è connesso.

Se siete arrivati fin qui a leggere posso dirvi che, che lo sappiate o meno, che lo accettiate o meno, c’è un grande, un grandissimo Potere dentro di voi. E’ un Potere che aspetta di essere ricordato e celebrato, senza la preoccupazione di diventare per questo presuntuosi o arroganti. Mi fa un po’ ridere quando sento e vedo che in molti ambiti della spiritualità (dai dogmi delle religioni organizzate alla retorica New Age) si presupponga che si debba essere docili per poter accedere ad un livello di comprensione superiore. Tutti i grandi Maestri sono stati uomini potenti, non solo al loro interno (nell’anima) ma anche all’esterno: riverberavano questo potere in tutto ciò che facevano e realizzavano.

In questo mondo all’incontrario sembra che gli esseri umani più umani e amorevoli, debbano essere poveri, buoni e fondamentalmente inermi, incapaci di agire con una forza che non sia quella dell’accettazione, della sopportazione e, sostanzialmente, della non reazione, sul modello di alcune religioni orientali (per non parlare del nostro cattolicesimo). Sii buono con tutti. Non chiedere troppo per te stesso. Sii un esempio di amore.
Beh, sapete una cosa? Abbiamo frainteso di brutto questi concetti.

Ci è stato tramandato solo un episodio nei Vangeli dove Joshua mena le mani: quello del tempio coi mercanti, tra l’altro narrato erroneamente come uno scontro con un po’ di trafficanti di effigi e cambiavalute che operavano all’interno dell’edificio, ma che invece si riferiva a ben altro mercimonio, ma non voglio parlare di questo, bensì del Potere che quell’uomo illuminato aveva ritrovato in sé. Perché si tratta di ricordare, non di costruire dal nulla. Pensate che Joshua non affrontasse i potenti della sua epoca con occhi fiammeggianti come dardi e una voce stentorea che feriva le loro orecchie spaventandoli? Perché mai il potere avrebbe voluto eliminarlo se fosse stato solo un docile e mansueto agnellino, e non un leone che incuteva un timore reale ad ogni suo passo?

Tutti gli esseri umani che si stanno risvegliando Potentemente (appunto) in questi tempi sono stati uomini e donne realmente potenti in altre vite. E’ un percorso obbligato, non ci sono strade alternative: per diventare buoni e amorevoli bisogna aver conosciuto prima l’opposto, quindi questi uomini e donne hanno vissuto innumerevoli vite fatte di potere e sopraffazione sui loro fratelli più deboli e docili. E’ un training, un allenamento.
Così come quelli che ora stanno compiendo quel percorso di potere e sopraffazione (e che definiamo cattivi) un giorno diventeranno buoni e amorevoli. Tra l’altro la parola cattivo nasce nel periodo medievale ed ha la radice etimologica nel latino captivus, che significa prigioniero (per es: animali in cattività), e ci manca un pezzetto per capire perché ha il significato di malvagio: in origine era captivus diaboli (prigioniero del diavolo).

La Fonte (Dio, se vi pare) ha decretato che il tempo dell’inversione è terminato (i famosi cento anni –  ma sono stati ben di più – concessi da Lei alla forza oscura, prodotta sempre dalla Fonte) per dominare il mondo, e che ora è tempo di ritornare verso la luce dell’amore e dell’unione, abbandonando il polo opposto della paura e della divisione. Un giochetto che fa di tanto in tanto, per stimolare la creatività e l’evoluzione del creato.
Ma visto che siamo noi i partecipanti a questo gioco spetta a noi cambiare le regole.

E la regola fondamentale che dobbiamo cambiare è quella di accettare il nostro Potere. Non c’è nessun altro che può farlo al posto nostro: non è che arrivino degli arcangeli con le spade infuocate o gli extraterrestri bellissimi e illuminati a rimestare nella nostra merda per ripulirci. No, non funziona così. E nemmeno ci arriverà il dono della liberazione per come siamo bravi a meditare e a sospendere il giudizio.  “Se preghiamo tanto saremo ascoltati e avverrà la nostra liberazione.” Si, buonanotte, se non è accaduto in questi ultimi duemila anni perché mai dovrebbe accadere ora? Queste sono fregnacce che qualcuno ha in testa grazie sempre all’opera di distruzione e manipolazione delle coscienze. Qui siamo noi che dobbiamo impugnare la spada fiammeggiante.

Badate bene, non sto dicendo che dobbiamo scendere in piazza a manifestare, oppure a creare un esercito di pacifisti amorevoli dotati di kalashnikov. Queste sono le loro regole, le regole dei cattivi (prigionieri) e noi le conosciamo molto bene, perché siamo giù stati cattivi, forse anche più di questi attuali, perché lo abbiamo fatto in Ere davvero scure.
Le nostre regole sono altre, si basano sulla Potenza dell’Amore, sul Potere della comprensione reciproca e dell’unione. Si basano sulla nostra decisione di dire NO, non come affermazione di debolezza; di dire BASTA a questo sistema perverso e pervertito, di non accettare più le regole distorte che lo organizzano.

Ma tutto questo senza utilizzare le loro regole, che si fondano su un mondo costruito sulla paura. Dobbiamo utilizzare le nostre regole, quelle costruite sull’amore, e come si fa?
Si fa che dobbiamo essere gioiosi e permetterci di attivare il nostro POTERE.
Oggi mi fermo qui, ma continuiamo presto, perché ora è il tempo e siamo tutti pronti.

Con amore potente,

Yel