Il velo si alza

Immagino abbiate sentito più volte l’espressione “il velo di Maya”. Il significato originario di māyā in sanscrito è quello di “creazione”, ma ha successivamente acquisito il significato di “illusione”. E’ stato poi il filosofo Arthur Schopenahuer a coniare l’espressione “il velo di Maya”, intendendo con questa  la separazione, per gli esseri umani, dalla conoscenza e dalla reale percezione della realtà (se non in modo sfocato e alterato), e impedendo loro di ottenere moksha (cioè la liberazione spirituale) tenendoli così imprigionati nel saṃsāra, ovvero il continuo ciclo delle morti e delle rinascite.

Questo velo ora si sta alzando e ci permette di percepire un’altra realtà, fatta di mondi e dimensioni diverse. Ci stiamo risvegliando e la verità comincia a rivelarsi. Stiamo attivando il nostro terzo occhio e cominciamo a rispondere più alle frequenze energetiche che all’apparenza esteriore e alle parole che vengono dette. Sentiamo una sorta di espansione della coscienza, un potenziamento dell’intuizione e dell’istinto, man mano che il nostro sistema individuale si adatta a vibrazioni più alte.

Il sistema collettivo della matrix invece è strutturato con procedure e processi progettati per ostacolare questa evoluzione. C’è un bellissimo documentario spagnolo, intitolato “L’educacion prohibida”, che illustra come tutte le istituzioni preposte alla didattica e alla educazione svolgano esattamente l’opposto di quello che dovrebbero fare: liberare le menti e creare individui “umani”. Ve lo consiglio.

Questo sistema è così efficiente che molte persone stanno combattendo contro loro stesse, nella convinzione che sia giusto bloccare un processo che li porterebbe invece fuori dalla paura, verso l’amore. La paura è sempre stata una motivazione potente nel rifiutare il cambiamento: è con la paura che si nutre e prospera tutta la programmazione religiosa, culturale, economica e sociale. Le pressioni che ci spingono a conformarci a questo sistema sono enormi: siamo costantemente bombardati da messaggi palesi e subliminali attraverso i media, e soprattutto la pubblicità, che incantenano i nostri pensieri agli algoritmi della matrix. Aveva ragione il comico Billy Hicks quando suggeriva ai pubblicitari di suicidarsi, perché erano il peggio che la razza umana avesse mai espresso.

E allora ci si domanda: come si fa a risvegliarsi da questo stato? Abbiamo bisogno di un impegno spirituale. Che è esattamente quello che già sappiamo fare, quando ci siamo “impegnati” politicamente o socialmente o anche creativamente. Impegnarsi spiritualmente significa disconnettersi dalle frequenze basse della matrix e connettersi alle frequenze superiori. E’ sufficiente unire i palmi delle mani, chiudere gli occhi, rilassare il respiro e vibrare consapevolmente nella meditazione. Bastano anche 5-10 minuti al giorno, preferibilmente al mattino appena svegli, prima che la giornata si attivi.

Questa azione produce una disconnessione prima di tutto dalle chiacchiere della scimmia parlante, il nostro ego, quella vocina che ci bombarda tutto il tempo di negatività e insicurezza, e quella vocina è proprio nutrita dalle frequenze basse prodotte dalla televisione in particolare, ma anche dai film e dalla musica. In un suo spettacolo, un altro grande comico americano, Louis CK, definisce quello che esce dal piccolo schermo nei programmi per i bambini come “rabbia colorata”, accompagnandolo con il gesto di una mano che sta per agguantare il volto dello spettatore. Ed è proprio così che agisce il sistema: “colorando la rabbia”, soffocando la verità sotto strati di belletto.

Ma se ci disconnettiamo cominciamo a vedere la verità e impariamo a decostruire tutta la retorica dell’immagine, della musica, dei valori, allora ci allontaniamo da tutte le convenzioni e convinzioni, programmate per renderci razzisti e misogini. Cominciamo a vedere le persone che fan parte della nostra vita con occhi nuovi, più autentici, più chiari (anche fisicamente).

E vediamo come le bugie e i bugiardi si palesano, come tutti i narcisisti e i manipolatori si espongono alla luce e come quelli che usano e abusano gli altri mostrano la loro vera faccia. Tutte le maschere si disintegrano: i leader politici ed economici, le icone  artistiche e culturali stanno mostrando dei segnali di malfunzionamento, inciampano e barcollano mentre questi camuffamenti scivolano via, dissolvendosi alla luce della verità.
Vediamo anche come i sostenitori dell’oscurità stanno mostrando sempre più dei segni estremi nel loro comportamento: la confusione in loro produce  violenza imprevedibile e imprudente, che li mostra per quello che sono, senza più i paraventi di belle parole che strisciano come serpi. I veli, tutti,  si stanno sollevando: non è più possibile camuffarsi da ciò che non si è. Si diventa finalmente autentici e si vede chi è al servizio degli altri o solo per sé.

Risvegliarsi rimanendo dentro il sistema è una grande sfida: dobbiamo cambiarlo dall’interno verso l’esterno. Dobbiamo cercare il buono e il bello nella quotidianità della nostra vita dentro la matrix. Ci sono molti esseri umani che stanno operando clandestinamente nelle istituzioni che vorrebbero tenerci prigionieri: nelle banche, nelle finanziarie, nei governi e nell’istruzione. Lavorano nell’oscurità ma dentro contengono la luce.

Questo pianeta sta transitando dalla terza dimensione alla quinta, dalla paura all’amore, dalle menzogne alla verità. Non c’è nulla che possa fermare questo processo. Ma c’è molto che possiamo fare per facilitarlo e renderlo il meno doloroso possibile per tanti. Dobbiamo credere in un mondo migliore e resistere e cambiare quello in cui stiamo vivendo ora. Siamo guerrieri con un grande potere, il potere dell’amore, della pace e della bellezza.

Con amore,
Yel

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