L’amore che ruggisce

Non so se viene siete accorti ma c’è una guerra in corso. E non mi sto riferendo a tutte le violenze fratricide che accadono nel mondo in questo momento, né all’escalation di paura fomentata dal sistema nel tentativo di contrastare e rallentare la nuova energia che sta investendo questo pianeta. E’ normale che in un cambio di paradigma epocale nel quale ci troviamo i vecchi e obsoleti centri di potere che ci hanno governato finora, sentendo una grossa puzza di terreno bruciato si diano da fare il più possibile per scongiurare il loro annichilimento. Per loro è una battaglia persa, perché ormai la Fonte ha decretato che si deve cambiare, e quando la Fonte decide non ci son più santi in paradiso.

La guerra a cui faccio riferimento è quella personale che avviene a livello energetico. E’ una guerra che ci tocca tutti, che ne siate consapevoli o meno, ed è spesso una lotta interiore, tra quello che sentiamo essere giusto e quello che abbiamo imparato (o meglio: ci hanno imparato) attraverso la coercizione e la manipolazione.
C’è un equivoco su come l’amore possa prendere il posto della paura nel grande equilibrio di questo orologio perfetto. L’ho già scritto in altri post, ma alcune conversazioni di questi giorni mi spingono a riscriverne, perché forse non c’è ancora chiarezza su alcuni punti.

Sento da più parti di amici – quasi sempre donne, per cui dovrei dire amiche – che si trovano in situazioni di vita in bilico. Alcune hanno problemi con i propri familiari o partners, altre invece li hanno sul posto di lavoro: altre ancora con entrambe le situazioni contemporaneamente, in un bel mix perverso che crea ansia e confusione.
Mi son sempre domandata del perché le donne si lascino così facilmente ingabbiare in condizioni di dipendenza, sia economica che affettiva, e ho difficoltà, dal mio punto di vista equidistante tra i due generi, a capirne il meccanismo, anche se vedo invece molto facilmente come questa predisposizione a farsi sottomettere dipenda dalla cultura patriarcale e dall’errata convinzione che, essendo donne e quindi accudenti e ricettive, ci si debba prostrare e inchinare davanti al potere maschile.

Proprio ieri circolava in rete una foto molto rappresentativa dell’attuale disparità tra i due poli, il maschile e il femminile, in relazione all’effettivo potere originario delle due energie. Se non lo sapete, il default della natura è femmina. Tutti i maschi hanno origine come embrioni femminili, e alcune sequenze cromosomiche (le celebri X e Y) in seguito danno vita ad un essere maschile (più o meno): prova ne è che sotto lo scroto di tutti gli uomini è ben visibile una sorta di cicatrice, che è una cesura della vagina originaria. Questa è la simpatica immagine di cui parlo:

 

 

Fa ridere ma fa anche pensare. Perché in realtà a livello energetico è proprio così. Oltre ad essere geneticamente più forte e longeva, la donna è non solo quella che può ospitare e generare una nuova vita, ma anche quella che si avvicina di più alla condizione e attitudine della vita stessa. Gli uomini del passato lo sapevano bene e ne avevano timore, e basta studiare gli studi sul passaggio dal così detto periodo matriarcale (che matriarcale non era, bensì paritario) a questo nostro patriarcale per annusare la paura fottuta che li spingeva a creare leggi (sacre!?) che equiparavano la donna ad un capo di bestiame, della quale il “proprietario” poteva farne ciò che voleva.

E non è mica cambiato molto, in questa nostra devoluzione: basta girare lo sguardo verso est o verso sud, o peggio verso sud-est, rispetto a noi, e vediamo che il meccanismo è rimasto lo stesso: una sopraffazione che il polo più forte fisicamente, sostenuto anche da leggi e precetti religiosi, attua su quello più debole e più gentile.

Le mie amiche che si lamentano di trovarsi in condizioni subordinate e che non sanno come uscirne per via di ricatti economici o sentimentali, quando io suggerisco loro di mettersi a ruggire con la loro vera voce, mi dicono che non è bello però, non è gentile comportarsi così e cominciare a fare un braccio di ferro coi datori di lavoro o partners o familiari. Certo che non è gentile! Ma se sei in guerra cosa fai? Mandi bacini e biglietti d’amore a chi ti sta sparando nel culo? Oppure cerchi di ripararti le chiappe in qualche modo e prima – prima – di aprire un dialogo con quelli in trincea dall’altra parte, pensi un attimo alla strategia per condurre una negoziazione vincente per entrambi?
Se sei su un aereo che sta cadendo a chi infili prima la maschera dell’ossigeno? A te, vero? Così ci insegnano le hostess (e anche gli steward) prima della partenza.

Ora questo non vuol essere un discorso sessista o ispirato ai movimenti delle suffraggette e dei collettivi femministi degli anni ’70. Qui sto parlando di energia maschile e femminile, e ci sono molti uomini che stanno soffrendo nello stesso modo, perché sono imprigionati nel ruolo che gli è stato assegnato e senza quello, senza la sicurezza di essere i primi e i vincitori, se la fanno nelle braghe e si sciolgono come ghiaccio al sole.
La loro ostinazione – che diventa anche iper-violenta come vediamo nel quotidiano stillicidio di notizie di attacchi fisici e verbali all’energia femminile – non è altro che un segnale della loro incapacità di assorbire questa onda che sta attraversando il mondo. E’ un’onda che vuole portare riequilibrio e che spinge tutti a fare i conti con se stessi, prima che con il mondo fuori, perché la destinazione che ci è stata preparata non può accettarci per come siamo stati in questi millenni. Dobbiamo cambiare visceralmente e ritrovare quell’unione potente e creativa del femminile UNITO al maschile, non in contrapposizione.

E’ venuto il tempo di alzarsi e dire NO.
No a tutte le sopraffazioni, le violenze, le esperienze di dipendenza e a quelle che stimolano le nostre paure e portano divisione e inequità. Dire NO a certe relazioni vampiresche e tagliare le catene che ci legano a ceppi energetici ancestrali e obsoleti è un dovere oggi.
Per quanto difficile e complesso possa essere è fondamentale recuperare il proprio potere personale, se vogliamo davvero aiutare il mondo e gli altri, compresi quelli intrappolati nel sistema invertito della matrix.

Siate consapevoli che avete cominciato a vibrare ad una frequenza più alta e non potete più sopportare quelle inferiori. Siate consapevoli della VOSTRA verità e seguite quella, non lasciate che la vostra energia continui ad inquinarsi con quella che non ha origine nell’amore ma nella paura. Siate consapevoli che il vostro amore, prima di parlare soavemente e angelicamente deve ruggire.

Il ruggito dell’amore fa scappare la paura.

con amore roar,

Yel

 

     

 

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