L’Arte della Manifestazione

Ogni qual volta la mia amica Valeria mi scrive, riesce sempre a sollecitarmi una risposta pubblica, perché lei ha questa capacità incredibile (d’altronde è una strega) di cogliere esattamente quello che sta accadendo nel momento in cui accade, non solo a lei, ma a tutti noi. Ecco cosa scrive:

Ciao è un po’ che non ti scrivo. Lo faccio stasera per raccontarti di come in questo periodo il novantotto per cento dei miei pensieri diventino reali nell’arco di qualche secondo.
Mi serve un filo e abbasso gli occhi, ed è lì. Penso ad una persona e dalla radio arriva un messaggio che mi avverte della vicinanza o di qualcosa che ha a che fare con lei.
Penso e arriva; penso e arriva. Fa quasi ridere, alcune volte ci gioco per vedere in quanto tempo accade.
Ma rimane quel due per cento sospetto. Perché non tutto? Forse è una domanda cretina, ma rimane comunque  parcheggiata nel mio cervello. E comunque arrivano indizi, relativi a quel due per cento, come dire: “Dai non scoraggiarti: accadrà.” ma il gusto del tutto e subito è diventato così dolce che il piccolo resto è amarognolo.

Non avrei potuto riassumere in modo migliore quello che mi sta accadendo da un po’ di mesi e come questo stia cambiando e trasformando la mia vita. Ve lo espongo, che magari ci trovate qualche assonanza con la vostra.

Quasi un mese fa mi sono trasferita in una nuova città. Era tempo che progettavo un trasferimento dal piccolo e grazioso paese che mi ha ospitata per più di un anno e mezzo, ma non avevo proprio idea di dove dirigermi. Ad un certo punto ho anche pensato di partire alla ventura e andare verso Ovest, come facevano i pionieri del vecchio West e di fermarmi nel primo posto che mi avesse interessato. Rimuginavo su questa scelta ma non riuscivo a partire: mi sembrava  fosse un’ennesima fuga (della quale sono una maestra) e mi spaventava anche il muoversi verso una meta non definita, senza alcun progetto.

Quello che albergava nascosto dentro di me era infatti il desiderio di trovare un nido che mi accogliesse con quei comfort alla quale sono abituata – che non sono lussuosi ma comodi, questo sì. Avevo pensato di comprare un camper per essere libera di muovermi e ricreare lì dentro i miei spazi vitali, ma anche questo non mi risuonava completamente.

Per farla breve, un giorno una mia cara amica che stava cercando uno spazio in affitto per delle sue attività, mi chiede se posso andare a vedere una proposta di un’agenzia immobiliare al posto suo, visto che aveva impegni di lavoro inderogabili. Acconsento volentieri e vado all’appuntamento. Il posto non andava bene ma mentre sono lì, in modo abbastanza inspiegabile, mi trovo a domandare all’agente immobiliare se per caso non avesse un appartamento ammobiliato disponibile. Me ne mostra un paio che mi lasciano fredda e poi aggiunge: “Ce ne sarebbe un altro, ma non lo metto neppure sul mercato perché è molto particolare: è in una villa.”

Naturalmente vado a vederlo. La proprietaria mi accoglie nella stessa giornata e già dal vialetto di ingresso comprendo che qualcosa di magico sta accadendo. Non posso dire di aver sognato o desiderato consapevolmente quello che ho trovato lì, ma mi son resa conto che quello che si stava realizzando proprio sotto i miei occhi era un luogo magnifico nel quale sistemarmi con tutti i miei comfort. Ho visitato l’appartamento, rinnovato un anno fa e mai abitato, e ci ho messo trenta secondi per decidere di affittarlo.

L’ho fatto senza pensarci molto in realtà, seguendo più l’intuito che il ragionamento, e ora viene il bello, perché è accaduto che vivendoci dentro ho realizzato (e lo sto ancora facendo) che questa è la casa più confortevole e adatta a me che abbia mai abitato. Sembra sia stata costruita e allestita seguendo le mie necessità: un bagno con la vasca  lunga dove posso finalmente distendere le gambe (sono alta 1,80); un lucernario nella camera da letto che incornicia la luminosa Venere e di fianco le fronde di una palma maestosa; delle nicchie nel muro che ospitano i miei oggetti sacri; uno spazio dove ho potuto allestire il più bel studio musicale che abbia mai avuto; un secondo bagno alla giapponese, dove puoi farti la doccia in tutta la stanza; una camera per gli ospiti con due lettini morbidissimi. E poi ancora mobili che sembrano scelti apposta per me: il tavolo bianco rotondo in cucina, la madia che può contenere tutte le mie spezie, armadi e cassettiere piccoli e graziosi che costringono ad  acquisti cauti di nuovi capi d’abbigliamento. Per non parlare delle luci, perfette nelle disposizioni e angolazioni.
Il tutto circondato da un giardino all’italiana, pieno di esseri cinguettanti, che si sta preparando a quella che sarà l’esplosione primaverile. Basta mi fermo, che avete capito, che è il mio nido sognato e realizzato.

Che colpo di fortuna! si potrebbe pensare.
Oppure si potrebbe considerare che il cambiamento che stiamo vivendo passa anche per un livello superiore di manifestazione della realtà. Sappiamo (per chi crede che questa realtà sia una proiezione di altro) che i nostri pensieri creano e influenzano le manifestazioni nelle nostre vite. Non vi sto a spiegare la Legge dell’Attrazione perché se ne sa già parecchio, (se non sapete cosa sia basta cercarla con google), ma di come questa Legge stia amplificando la sua potenza in questa fase dell’Ascensione. E’ da tempo che molte fonti descrivono un’accresciuta maestria nella manifestazione come una delle componenti fisiche del processo del cambiamento. (Un’altra componente che possiamo verificare è l’accorciamento del tempo: le ventiquattro ore della giornata sono diventate, in termini di percezione, meno di sedici).

Ma il nostro potere di influenzare la così detta realtà è uno degli elementi più visibili e fa parte del processo di modificazione del DNA, che ci porterà a sviluppare nuovamente i poteri speciali di cui siamo potenzialmente dotati (e che ci sono stati tolti come misura di sicurezza) come la chiaroveggenza, la telepatia, la multidimensionalità e, appunto la maestria della creazione.
Noi siamo co-creatori dell’Universo e questi primi nostri pensieri che divengono reali e si manifestano in modo rapido, sono le prime avvisaglie del cambiamento che sta avvenendo in noi. Questa capacità diventerà sempre più forte, perché fa parte delle condizioni per poter accedere ad una dimensione superiore.

Quello che stiamo verificando davanti ai nostri occhi è che c’è una connessione diretta tra quello che pensiamo e quello che accade e si manifesta nelle nostre vite. Ecco perché è fondamentale pensare in modo positivo: l’Universo non fa differenza: se pensi fortemente e con intenzione a qualcosa, che sia positivo o negativo, questo viene manifestato. C’è quindi l’urgenza di controllare i nostri pensieri e indirizzarli verso la luce e non verso l’oscurità (cosa che il potere che ci controlla sta disperatamente cercando di fare, per non farci pensare e manifestare un mondo migliore: ma non ce la fanno, il meccanismo si è inceppato ormai).

Non servono tecniche particolari per accedere a questa maestria: come sempre, è una e una sola l’energia che muove tutto questo, e non mi stancherò mai di dirlo: l’amore. Amare noi stessi per amare gli altri per amare la realtà che creiamo. E’ davvero così semplice, anche se fino a poco tempo fa non lo capivo completamente.

C’è voluto un nido dentro ad un giardino per farmi rendere conto che possiamo diventare tutti maestri della manifestazione.

Con amore manifestato,
Yel

 

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